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Il 22 febbraio a Bologna presentato il primo regolamento sull’amministrazione condivisa

21 febbraio 2014 | Cantieri Notizie Notizie Regolamento amministrazione condivisa

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    locandina bologna

    Per uscire dalla crisi abbiamo bisogno, fra le altre cose, anche di amministratori comunali capaci di amministrare non soltanto “per conto dei” cittadini, ma anche “insieme con” loro, riconoscendo i cittadini come portatori di competenze e capacità preziose per migliorare la qualità della vita dell’intera comunità.

     Il progetto Le città come beni comuni www.cittabenicomuni.it ha inteso fare dell’amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna, mostrando con i fatti che l’alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo auspicabile, ma anche possibile.

    Il progetto, iniziato nel giugno 2012, è stato promosso e sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e realizzato dal Comune di Bologna con il supporto scientifico di Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà e la collaborazione del Centro Antartide. I risultati del progetto saranno presentati il 22 febbraio prossimo con la partecipazione tra gli altri del ministro Delrio.

    link al programma

     Questa iniziativa ha ricevuto

     MEDAGLIA DI RAPPRESENTANZA
    DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Oggi molti amministratori locali, fra cui il Sindaco e l’amministrazione comunale di Bologna,  hanno capito che i cittadini possono essere alleati preziosi per la soluzione dei problemi della comunità. Le centinaia di casi raccolti nella sezione di Labsus www.labsus.org  intitolata L’Italia dei beni comuni dimostrano che l’amministrazione condivisa può essere un modello complementare (non sostitutivo!) rispetto al modello di amministrazione tradizionale. Ma affinché ciò accada è necessaria la collaborazione fra cittadini e amministrazioni. E infatti l’amministrazione condivisa si chiama così proprio perché nasce dalla collaborazione paritaria di queste due categorie di soggetti.

    Partire dalle cose, non dalle regole

    “Due anni di lavoro sul campo, poi la stesura del regolamento. Partire dai problemi dei quartieri, per arrivare alla Costituzione”. Questo è stato il metodo di lavoro seguito dal progetto di Bologna Le città come beni comuni. Nella fase di avvio nei tre quartieri di Navile, San Donato e Santo Stefano si sono assunte per mesi tutte le informazioni necessarie e poi, una volta entrati nella fase operativa, ci sono stati periodici  incontri per ragionare su quanto realizzato fino a quel momento in modo tale da trarne indicazioni su come andare avanti, correggendo gli errori.

    Un regolamento che migliora nel tempo

    Infine, sulla base delle indicazioni emerse dai tre quartieri-laboratorio, un gruppo di lavoro interno all’amministrazione, sotto la direzione scientifica di Labsus, ha redatto il regolamento comunale che disciplinerà la collaborazione fra cittadini e amministrazione. Sottoposto all’esame dei dirigenti del Comune e di giuristi di varie università e infine portato in Giunta per l’approvazione finale, il 22 febbraio il regolamento sarà messo a disposizione degli amministratori locali di tutta Italia attraverso il sito di Labsus e altri siti.

    Ogni Comune potrà scaricarlo, adattandolo alle proprie esigenze. Le diverse versioni che man mano saranno elaborate nei vari Comuni saranno a loro volta pubblicate nel sito di Labsus, creando così nel tempo un patrimonio di normative locali a disposizione di tutte le amministrazioni.

    Ufficio stampa:

    Comune di Bologna
    Cristiano Zecchi – 335.1362368 – cristiano.zecchi@comune.bologna.it

    Labsus Laboratorio per la Sussidiarietà
    Fabrizio Rostelli – 339.6059376 – rostelli@labsus.net

    Centro Antartide
    Sara Branchini – 339.8412305 – sara.branchini@centroantartide.it

    Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
    Paola Frontera – 320.4395813 – ufficiostampa@fondazionedelmonte.it

    Qui il video della giornata di presentazione

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      Sussidiarietà orizzontale e pianificazione territoriale

      22 aprile 2014 | Cultura Labsus Papers

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        Fonte : Provincia di Bologna http://www.provincia.bologna.it/pianificazione/Engine/RAServePG.php/P/262911020203/n1027823/11

        A partire dal 2001, la nuova formulazione costituzionale dell’art.118 (comma 4) ha identificato nel principio di sussidiarietà orizzontale il riconoscimento formale alla legittimità del ruolo attivo dei cittadini, singoli o associati, nella promozione di iniziative di interesse generale. Il principio, rivoluzionario per il nostro paese, ha dato ipso facto avvio ad interpretazioni contrapposte, condite spesso da equivoci e retoriche. Di qui il dibattito rispetto a chi sia il soggetto che può promuovere iniziative di interesse generale, a quale sia la natura dell’iniziativa promossa (profit o non profit?) ed infine a quale sia il ruolo che residua in capo al soggetto istituzionale, ormai privato della principale occupazione di produttore dell’interesse pubblico.
        La dottrina urbanistica si è finora scarsamente occupata delle possibili implicazioni che l’accoglimento del principio di sussidiarietà può determinare per la teoria, oltre che la pratica, della disciplina. E’ facile intuire come i punti di dibattito possano acquisire una ulteriore valenza qualora le iniziative di interesse generale siano opere pubbliche e se ad essere messo in discussione sia il ruolo istituzionale di planner.

        L’analisi delle attuali pratiche urbane, in particolare delle innumerevoli situazioni in cui i cittadini si sono fatti promotori di idee e progetti di riqualificazione, valorizzazione e gestione di beni e spazi pubblici, dimostra tutta l’attualità del tema e l’urgenza di dar vita ad un dibattito responsabile.
        Il presente lavoro di ricerca si propone come un primo passo in questa direzione. Il principale obiettivo di ricerca è l’esame di quali prospettive possa determinare l’accoglimento del concetto di sussidiarietà orizzontale per la pratica, oltre che per la teoria, della pianificazione territoriale.

        Teoria della sussidiarietà orizzontale

        Il concetto di sussidiarietà affonda le sue radici nelle principali matrici del pensiero occidentale. Espressione del delicato rapporto che sussiste tra lo Stato e la società alla base di ogni modello di organizzazione sociale e politica, tale principio acquista oggi una notevole portata teorica.
        Per questa ragione, la prima parte del lavoro si sofferma sulla ricostruzione del quadro teorico.

        In primis, sulla scorta degli studi della filosofa francese Millon Delsol, vengono illustrate le teorie della dottrina ecclesiastica, del pensiero liberale e della tradizione del socialismo utopistico, che hanno introdotto e argomentato la nozione di sussidiarietà orizzontale, ciascuno con le proprie peculiari chiavi interpretative.
        Di seguito, vengono analizzati i termini del dibattito italiano in corso tra quanti esaltano le potenzialità del concetto di sussidiarietà orizzontale, in virtù di una riconfigurazione istituzionale basata sul ritiro del soggetto pubblico, e quanti ne ravvisano il valore aggiunto in un’ottica di rinnovamento istituzionale.

        A completare il quadro, il lavoro propone una rassegna delle principali declinazioni normative del principio di sussidiarietà orizzontale, procedendo in ordine dalle norme di carattere costituzionale agli effetti che le stesse hanno determinato sulle disposizioni di scala regionale. Di particolare interesse è il riferimento alle direttive regionali in materia di governo del territorio.
        Il quadro teorico fa emergere alcuni elementi chiave attorno ai quali si costruisce il concetto di sussidiarietà orizzontale: soggetti, iniziative e meccanismi di interazione. Tali elementi vengono assunti come criteri di lettura per l’analisi empirica del fenomeno di progettualità urbanistica promossa dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT).

        Progettualità urbanistica delle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT)

        In tempi recenti, si assiste, sempre più di frequente, alla diffusione di un fenomeno che vede protagoniste forme di aggregazioni di cittadini nella promozione di azioni di cura nei confronti di beni e spazi urbani. Vengono qui definite Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT) quelle aggregazioni spontanee di cittadini che manifestano la partecipazione alla vita della comunità attraverso l’interesse per il territorio.
        Tale partecipazione prende spunto dai bisogni e dalle domande reali, fattori che inducono le OCT a proporre iniziative capaci di incidere sulle scelte pubbliche in materia di pianificazione territoriale. Allorquando la volontà diviene dunque iniziativa, la progettualità si palesa in azioni di cura e manutenzione di opere pubbliche, in azioni di gestione di spazi urbani ed ancora nella progettazione di aree verdi. L’interesse collettivo è al centro di ogni iniziativa. Ciò presuppone un’interazione costante con il soggetto pubblico a beneficio dell’efficacia dell’iniziativa promossa. L’autonomia dell’iniziativa viene garantita senza che questo determini una delegittimazione del soggetto pubblico nei confronti della cura del bene territoriale. La seconda parte del lavoro è dedicata all’indagine delle caratteristiche del fenomeno, a partire dal riscontro empirico di una serie di esperienze nazionali. 

        Proposta di interpretazione

        In conclusione, alla luce dell’indagine critica condotta parallelamente sul piano teorico ed empirico, la ricerca avanza una proposta di interpretazione della sussidiarietà orizzontale valida per la pianificazione territoriale che assuma una prospettiva pluralista, basata cioè sulla ridefinizione delle competenze del soggetto istituzionale e non istituzionale, in termini di un ridimensionamento del ruolo del planner istituzionale, non a scapito della pianificazione. Tale interpretazione consente di riconoscere il valore delle iniziative di interesse generale promosse dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT) e suggerisce una chiave di lettura per analoghi fenomeni a base territoriale, in crescente diffusione nel contesto nazionale, che vedano le formazioni organizzate della società protagoniste di iniziative di interesse generale.

         

        Allegati (1)

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          Beni comuni: Obama is your model, Mr Renzi!

          | Il punto di Labsus Notizie

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            La cura civica dei beni comuni in Italia è già una realtà fatta di soggetti organizzati per contribuire allo sviluppo sociale, civile e anche economico del nostro paese. Manca, viceversa, la percezione da parte delle istituzioni pubbliche dell’esistenza di questa “rete invisibile” che coinvolge complessivamente migliaia di cittadini attivi e, con essa, la promozione di una politica pubblica volta a favorire questo impegno.

            Crisi e mancanza di risorse pubbliche

            L’assenza di sensibilità della politica nazionale verso questo tema è questione annosa. Aggravata in questi ultimi anni dalla crisi economica che ha costruito l’alibi perfetto per giustificare l’indifferenza delle istituzioni. Non c’è dubbio: la crisi economica ha aumentato la disuguaglianza di reddito e di ricchezza e ha progressivamente eroso le opportunità. Le risorse pubbliche diminuiscono in tutta Europa e gli Stati fanno fatica a offrire le tradizionali risposte keynesiane in un momento di contrazione delle spesa pubblica.
            In realtà, non è affatto detto che l’impegno pubblico non possa esercitarsi in nuove forme, specie quando questo servirebbe per rafforzare l’impegno civico per la cura dei beni comuni. Un esempio efficace viene dagli Stati Uniti.

            L’esempio degli Stati Uniti

            Qui le diseguaglianze di reddito e di ricchezza hanno raggiunto livelli che nonsi vedevano dal 1920, le tendenze demografiche e i cambiamenti tecnologici stanno ridefinendo la struttura del lavoro e accrescono il disagio sociale, i conti pubblici americani sono malmessi con un debito stellare e un deficit già molto elevato e gli investimenti e la domanda sono profondamente depressi.

            Certo, il presidente Obama ha stabilito programmi ambiziosi per promuovere opportunità per tutti gli americani: la riforma sanitaria, gli investimenti nell’istruzione, l’aumento del salario minimo. Tuttavia, proprio a causa dei vincoli di bilancio, il finanziamento del governo federale per una serie di programmi speciali – quelli rivolti alla scuola materna, all’educazione della prima infanzia, allo sviluppo della forza lavoro e della formazione e quelli che beneficiano la popolazione più vulnerabile e a basso reddito –rischia di cadere ad un minimo storico.

            In una situazione del genere, diventa essenziale migliorare il rapporto costo-efficacia dei programmi di governo. Proprio per questo, l’amministrazione Obama, da una parte,cerca di affinare la valutazione delle prestazioni offerte dai programmi in corso e, dall’altro, di riallocare i fondi dai programmi meno efficaci a quelli più efficaci.

            Al tempo stesso, Obama sta usando la leva delle risorse del governo federale con due obiettivi: incentivare il settore privato al fine di sviluppare nuovi programmi; sostenere le organizzazioni non profit alle quali sempre più si chiede di fornire servizi essenziali alle persone (benché le risorse non tengano il passo con la domanda crescente).

            Un Ufficio federale per l’Innovazione sociale e la Partecipazione civica

            Si spiega così l’istituzione delWhite House Office of Social Innovation and CivicParticipation nei primi mesi del 2009. Con questa iniziativa, Obama ha riconosciuto che per realizzare la promessa di maggiori opportunità per tutti gli Americani, il Governo deve fare alcune cose: investire in soluzioni innovative capaci di raccogliere le nuove sfide sociali; collaborare con una serie di soggetti – settore privato, realtà no profit, comunità degli affari e investitori – con i quali raggiungere quegli obiettivi sociali e finanziare e sviluppare quelle soluzioni.

            In sostanza, Obama cerca di coinvolgere diversi soggetti della società civile americana nel processo di elaborazione delle politiche. Sa che, in questo modo, può determinare programmi più efficaci dove impiegare le risorse pubbliche, individuare e sfruttare nuove risorse, promuovere e diffondere buone pratiche, sviluppare modelli basati sul mercato per sostenere programmi di successo.

            Il Fondo americano per l’Innovazione sociale

            Tra i primi effetti di questa politica, c’è l’istituzione del Social Innovation Fund, un fondo che incarna un nuovo approccio dell’amministrazione in un momento di finanziamenti pubblici federali insufficienti e che funziona come un “Fondo di fondi”: opera attraverso intermediari, crea partnership con il settore privato, amplificando l’impatto delle risorse federali. Il fondo offre sovvenzioni pubbliche a soggetti sociali come le fondazioni, le organizzazioni non profit e imprese sociali. Ma, rispetto a quelle pubbliche, mobilita il triplo di risorse da parte delle imprese private.

            In pratica, gli intermediari si occupano di investire in organizzazioni non profit ad alto impatto che cercano di creare e realizzare programmi efficaci per lo sviluppo delle comunità e dei territori. I finanziamenti possono essere rinnovati se, alla luce di una valutazione, i programmi mostrano di avere un buon impatto. Questo approccio è simile a quello utilizzato daiventure capitalist che investono nei primi passi di una start-up, rinnovando i finanziamenti solo se la start-up cresce e dimostra di avere un impatto.

            Ad oggi, il Fondo ha assegnato oltre 175 milioni di dollari e ha catalizzato più di 420 milioni di dollari provenienti dalla disponibilità di capitali privati. In questo modo, più di 200 organizzazioni della società civile hanno ricevuto risorse. Il Fondo (e il suo modello di finanziamento innovativo)godono di un sostegno bipartisan al Senato americano tanto che il bilancio 2014 omnibus ha ulteriormente aumentato le risorse (dai 47 milioni di dollari di partenza ai 70 milioni di quest’anno).

            Una collaborazione vincente tra soggetti civili e istituzionali

            Ma c’è di più. Coerentemente con l’obiettivo di investire in ciò che funziona, l’amministrazione ha anche aperto la strada al programma Pay for Success Financing con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’innovazione sociale.

            Come funziona? Il Governo fissa un determinato obiettivo sociale (per esempio, la riduzione della recidività tra i giovani delinquenti o l’incremento dell’istruzione per la prima infanzia per le popolazioni vulnerabili), un programma per affrontarlo e obiettivi misurabili specifici. Poi attira un investitore per finanziare il programma. L’investitore partecipa all’impresa, attratto da un investimento di capitale promettente nel caso in cui il programma riuscisse a soddisfare l’obiettivo. L’investitore non riceve alcun rimborso se il programma non riesce a produrre risultati.

            Questi contratti offrono un approccio win-win ai partecipanti: le organizzazioni no-profit si assicurano una nuova fonte di denaro per un programma sociale; l’investitore può ottenere un rendimento, ma sopporta il rischio; il governo paga solo per il‘successo’. Inoltre, il pagamento da parte del governo deriverà dai risparmi ottenuti dal successo del programma.

            Nell’autunno 2011, il presidente Obama ha riunito funzionari statali e comunali per un brainstorming sulle applicazioni più promettenti del modello Pay for Success negli Stati Uniti. Da allora, quasi 50 milioni dollari sono stati investiti in questo tipo di operazioni in Massachusetts, New York e Utah, e vi è crescente interesse bipartisan per questo modello a tutti i livelli di governo in tutto il paese.A livello federale, l’amministrazione Obama ha proposto più di 80 milioni di dollari nel bilancio federale 2015 per questo tipo di programmi pilota con l’obiettivo di incoraggiare l’innovazione in settori come la giustizia minorile, sviluppo della forza lavoro e risultati scolastici.

            Una regia nazionale per i beni comuni

            L’esperienza americana nel campo della promozione dell’innovazione sociale e della partecipazione civica ci dice che è possibile immaginare una regia nazionale che, senza costringere l’autonoma iniziativa dei cittadini in percorsi obbligati, possa avere caratteristiche promozionali proprio nella logica dell’articolo 118 della Costituzione. Anche in un periodo di contrazione della spesa pubblica.
            Il premier Matteo Renzi ha più volte menzionato nei suoi programmi (quello del 2012 per le primarie di coalizione e quelle del 2013 per le primarie per la segreteria del Pd) un impegno specifico per il Terzo settore e per la promozione dei beni comuni. Perché non prende esempio da Obama? L’esperienza americana dimostra che una regia nazionale per la cura condivisa dei beni comuni non soltanto è possibile, ma funziona.

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              I cittadini di Grazzanise e il Comitato Senso Civico ristrutturano le scuole del territorio

              | Beni comuni

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                volontari grazzanise

                I membri del Comitato Senso Civico, costituitosi nel 2010, da dicembre 2013 stanno provvedendo ad imbiancare le aule, i corridoi, gli atri ed i bagni di tutte le scuole presenti sul territorio di Grazzanise (scuola media statale Can. F. Gravante – plesso di Grazzanise e della fraz. Brezza -, scuola elementare Lorenzo Milani, scuola materna Vittorino  da Feltre).
                Francesco Petrella, responsabile del Comitato, ci racconta che l’attività è stata svolta attraverso una convenzione stipulata tra il Comune di Grazzanise (attualmente amministrato da una commissione straordinaria per scioglimento del consiglio comunale a causa di infiltrazioni mafiose) e l’Istituto Autonomo Comprensivo di Grazzanise che autorizza il Comitato ad eseguire i lavori secondo le modalità e le scadenze stabilite dalla dirigenza scolastica. In allegato è possibile scaricare il testo dell’accordo.

                Dal 16 al 22 aprile i membri del comitato Senso Civico, con la collaborazione dei volontari, imbiancheranno e abbelliranno le aule del plesso scolastico della frazione Brezza; il titolo dell’iniziativa sarà: “Natale con i tuoi … a Pasqua imbianca con noi!!”.

                Organizzazione dei lavori

                Il costo dell’operazione fino a questo momento è stato a totale carico dei componenti del Comitato Senso Civico che ha provveduto anche a stipulare un’apposita polizza assicurativa di copertura dei rischi e a produrre le schede tecniche dei prodotti utilizzati.

                volontari grazzanise 2Petrella spiega che: “soprattutto gli ambienti della scuola media di Grazzanise (oggetto di intervento avviato ed ultimato durante le festività natalizie – qui un video dell’iniziativa) versavano in uno stato che posso definire pietoso. Abbiamo provveduto ad eliminare completamente la tinta presente, totalmente imbrattata da scritte, abbiamo fatto la camicia di stucco e poi tinteggiato di bianco la parte superiore delle pareti e di colori vivaci, come richiesto dal Dirigente Scolastico, la parte inferiore fino a mt 1,80. Abbiamo eliminato tutte le scritte sui muri dei bagni e dei corridoi. Abbiamo anche riverniciato, con apposite pitture, gli infissi esterni ed interni di 12 aule e di diversi corridoi”.

                L’attività è stata promossa dai cittadini membri del Comitato Senso Civico che inizialmente si interrogavano sulla possibilità di protestare per le condizioni in cui versavano le aule delle scuole; dopo un dibattito costruttivo gli stessi volontari hanno invece pensato di chiedere le autorizzazioni per svolgere l’attività descritta.

                La comunicazione

                Il Comitato ha anche organizzato dei gazebo di sensibilizzazione e “arruolato” dei genitori volontari. Le spese per l’acquisto dei prodotti e delle attrezzature (circa 3.000 euro per la sola scuola media di Grazzanise) sono state completamente a carico dei membri del Comitato. Alcune ditte hanno fornito gratuitamente alcuni litri di vernice mentre i cittadini che non potevano partecipare ai lavori manuali hanno effettuato delle donazioni. Durante i lavori della prima scuola i cittadini attivi hanno ricevuto la visita del sindaco del Comune di Cancello Arnone (CE) che sembrava interessato a comprendere le dinamiche del progetto.

                Dopo non poche pressioni sugli amministratori e sul dirigente scolastico è stata firmata una convenzione per effettuare i lavori condizionati alla copertura assicurativa dei volontari. “Diamo atto ai Commissari Straordinari – sostiene Petrellae al dirigente scolastico del coraggio dimostrato nell’autorizzare l’iniziativa. Abbiamo infatti saputo di diverse mail anonime di protesta e denuncia per le attività svolte e da svolgere fino alla prossima estate. Le amministrazioni ci hanno già confermato che continueremo nelle attività. In particolare alcuni soggetti del Partito Democratico locale hanno condannato le attività che, a parer loro, dovrebbero essere svolte unicamente dagli enti preposti. I cittadini hanno dimostrato, invece, grande solidarietà e spesso hanno anche offerto ai volontari dolci e caffè per rifocillarli”. In un paese il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche per tre volte negli ultimi 20 anni, una simile attività ha suscitato vero iniziale stupore.

                Riprendere in mano il territorio

                In effetti – precisa Petrellaoltre il materiale interesse di  tenere i nostri figli in un ambiente salubre, l’intento è proprio quello di svegliare le coscienze civili. Ce la faremo e alle prossime elezioni amministrative 2015 ci sarà un clima diverso. La società civile ha dimostrato solidarietà e vicinanza anche nel momento, atteso, degli attacchi, soprattutto dei politici. Il risultato, quello pratico, è sotto gli occhi di tutti”.
                L’obiettivo del Comitato Senso Civico, che nel frattempo sta organizzando incontri formativi sul tema della sussidiarietà, è quello di far partecipare ai futuri lavori di manutenzione anche gli studenti; sul modello di “Rock your School”. La preside infatti, nonostante sia rimasta soddisfatta dei lavori e del clima che si è instaurato, inizialmente non ha permesso che gli alunni partecipassero alle attività a causa delle denunce dei politici locali.

                Petrella ci informa infine che, prendendo spunto dal Regolamento per l’amministrazione condivisa, in questi giorni il suo Comitato ha avviato le pratiche per chiedere alla Commissione Straordinaria del Comune di Grazzanise l’autorizzazione ad adottare lo spazio verde dei giardini attiguo alla sede del presidio sanitario, con l’intento di piantare alberi da ombra e di creare un orto biologico insieme ad un gruppo di anziani.

                LEGGI ANCHE:


                 Scheda caso
                Titolo(im)Bianco Natale e Pasqua Colorata - I cittadini di Grazzanise imbiancano le alule dei plessi scolastici
                ChiComitato Senso Civico, cittadini di Grazzanise, scuola media statale Can. F. Gravante - plesso di Grazzanise e della fraz. Brezza -, scuola elementare Lorenzo Milani, scuola materna Vittorino da Feltre.
                CosaI membri del Comitato, attualmente 60, stanno provvedendo ad imbiancare le aule, i corridoi, gli atri ed i bagni di tutte le scuole presenti sul territorio (scuola media statale Can . F. Gravante - plesso di Grazzanise e della fraz. Brezza -, scuola elementare Lorenzo Milani, scuola materna Vittorino da Feltre). Soprattutto gli ambienti della scuola media di Grazzanise (oggetto di intervento avviato ed ultimato durante le festività natalizie) versavano in uno stato di evidente degrado. E' stata eliminata completamente la tinta presente, totalmente imbrattata da scritte, realizzata la camicia di stucco e tinteggiata di bianco la parte superiore delle pareti e di colori vivaci, come richiesto dal Dirigente Scolastico, la parte inferiore fino a mt 1,80. Sono state eliminate tutte le scritte sui muri dei bagni e dei corridoi. Sono state riverniciate, con apposite pitture, gli infissi esterni ed interni di 12 aule e di diversi corridoi.
                DoveGrazzanise (CE).
                QuandoDa dicembre 2013; attualmente in corso.
                Bene comunePlessi scolastici di Grazzanise: Scuola media Can. Filippo Gravante plessi di Grazzanise e fraz. Brezza, Scuola elementare Don Lorenzo Milani di Grazzanise, Scuola Materna Vittorino da Feltre di Grazzanise.
                Meta-bene comuneRelazioni sociali, istruzione, rapporti con le istituzioni.
                ComeL'attività è stata proposta, progettata e realizzata dai cittadini membri del Comitato Senso Civico. Sono stati organizzati dei gazebo di sensibilizzazione, hanno aderito al progetto anche dei genitori volontari. Dopo non poche pressioni sugli amministratori e sul dirigente scolastico è stata firmata una convenzione per effettuare i lavori condizionati alla copertura assicurativa dei volontari.
                DestinatariGli studenti, gli insegnanti e l'intera comunità di Grazzanise.
                RisorseLe attrezzature e i materiali sono stati forniti dagli stessi volontari ed in parte offerte dai cittadini impossibilitati a partecipare alle attività manuali ma sensibili al progetto. Per il primo plesso sono stati acquistati 30 sacchi di rasante e stucco da 25 kg ognuno (costo di 6 euro a sacco), 10 barili di vernice atossica bianca del valore di 30 euro ognuno e 18 barili di vernice colorata atossica del valore di 55 euro ognuno, 10 barattoli da 1 kg di vernice per acciaio zincato (riverniciatura degli infissi esterni) al prezzo di 12 euro al barattolo, alcuni metri di carta vetrata. E' stata inoltre fornita l'assicurazione contro gli infortuni dei volontari (euro 500); sono stati acquistate attrezzature e tute (ponteggio, spatole, pennellesse e pennelli, cazzuole e cazzuole americane). Il costo complessivo, per la prima scuola, è stato di circa 3.000,00 euro; interamente a carico del Comitato Senso Civico. NB. Il costo delle attrezzature è da spalmare anche sui prossimi interventi.
                ReplicabilitàIl progetto sarà replicato in tutte le scuole del territorio di Grazzanise. Durante i lavori i volontari hanno ricevuto la visita del sindaco del Comune di Cancello Arnone (CE) che sembrava interessato a comprendere le dinamiche dell'iniziativa.
                ReferentiFrancesco Petrella, referente Comitato Senso Civico. Arch. Cozzolino, responsabile ufficio Lavori Pubblici del Comune di Grazzanise.
                FontiDiretta.
                Data21 aprile 2014
                AutoreFrancesco Petrella, Fabrizio Rostelli


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                  I Pollici Verdi: l’altro volto di Scampia

                  19 aprile 2014 | Notizie Notizie

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                    La storia dei Pollici Verdi comincia quasi tre anni fa, quando un gruppo di cittadini di Scampia, quartiere alla periferia di Napoli, ormai stanco di vedere il parco della villa comunale Corto Maltese privo di servizi e lasciato al degrado più totale, decide autonomamente di scendere in campo per salvarlo dall’incuria. Armati di scope, palette e rastrelli con costanza e forza di volontà, passo dopo passo, hanno iniziato a spazzare i viali, ridipingere i pali della luce e i cestini della spazzatura, creare murales e tagliare l’erba dei circa 20 mila metri quadri del parco, restituendolo così all’intera comunità. “Insomma il parco ha riacquistato nuova luce e colore!” come ci ha detto soddisfatta Marianna De Caro, presidente dei Pollici Verdi.
                    Dopo questo prima intervento si sono costituiti in una associazione a tutti gli effetti ed hanno iniziato ad organizzare eventi ricreativi per coinvolgere sempre più persone in questa iniziativa e per fare in modo che il parco fosse vissuto da tutti come un bene comune e come tale da tutti usufruibile.
                    I Pollici Verdi si autotassano con circa 10 euro al mese per poter acquistare le attrezzature e i materiali necessari per la manutenzione ordinaria del parco, come ad esempio un tosaerba  “acquistato a rate”, pitture ed altri attrezzi. Dopo quasi tre anni di lavoro oggi il parco Corto Maltese ha acquistato nuovo splendore, i viali sono sempre puliti, il prato sempre perfettamente tosato, e i cinque campi polifunzionali utilizzabili per giocare a calcio, tennis e basket sono illuminati anche di notte. Questi ultimi vengono quotidianamente utilizzati dagli studenti della scuola media “S. Pertini” situata a pochi metri per svolgere le lezioni di educazione fisica, dal momento che la scuola non dispone tra le sue mura di strutture idonee.

                    Il rapporto con l’amministrazione

                    I rapporti con l’amministrazione sono ottimi. I Pollici Verdi infatti si rendono conto del particolare periodo di ristrettezze finanziare in cui versa il Comune di Napoli e si accontentano di quel poco che il sindaco De Magistris riesce a fare per loro. “E’ venuto già tre o quattro volte a vedere il nostro parco ed è sempre disponibile ad ascoltare le nostre richieste”, hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa. La scelta dell’autotassazione non è finalizzata ad ottenere una maggiore indipendenza dagli eventuali finanziatori, ma è semplicemente l’unico modo concreto per intervenire. “Le istituzioni ci ripetono in continuazione che le casse pubbliche sono vuote, quindi se non lo facciamo noi da soli, non lo fa nessuno!”. E’ inutile continuare a lamentarsi, il primo passo da fare per migliorare le cose è partire da se stessi, migliorare la propria mentalità di cittadini attivi e darsi concretamente da fare per migliorare il bene comune. Quello di cui non vogliono assolutamente accontentarsi è il comportamento della Napoli Servizi che ha vinto il bando per occuparsi del parco per i prossimi cinque anni, ma i servizi continuano a mancare. “Siamo noi a spazzare i viali e a occuparci della manutenzione, gli operatori non li ha visti nessuno”. L’associazione è sempre pronta a collaborare con enti pubblici ma anche con i privati che vogliano sposare la causa. Solo per ricordarne una, l’azienda Carpisa-Yamamay ha gentilmente donato le reti delle porte da calcio che sono poi state montate dalla Napoli Servizi (uno dei pochi servizi effettivamente prestati). “Abbiamo bisogno di tutte quelle persone che vogliono dedicare il loro tempo libero alla ristrutturazione dell’arredo urbano come ad esempio artigiani che sappiano lavorare il legno, il ferro e siano animati da spirito di volontariato”.

                    I prossimi eventi

                    I Pollici Verdi sono molto soddisfatti degli obiettivi raggiunti, hanno ridato nuova luce al loro parco e al tempo stesso nuova vita agli abitanti del quartiere che possono finalmente sfruttare a pieno tutte le potenzialità della villa comunale. Un bell’esempio di cura dei beni comuni e di senso civico che parte dal basso, da un quartiere alla periferia nord di Napoli che troppo spesso viene menzionato solo per i suoi aspetti negativi in quanto piazza dello spaccio di stupefacenti e teatro delle faide di camorra. I prossimi eventi si terranno il 27 aprile e poi il 22 e 23 giugno per festeggiare il terzo anniversario dell’associazione.

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                      | Cantieri Regolamento amministrazione condivisa

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                        cantieri europa

                        Il progetto “Adotta un Comune” prevede che i Comuni aderenti all’iniziativa collaborino e siano disponibili ad ospitare presso gli uffici del Comune studenti LUISS che abbiano sostenuto o stiano sostenendo il corso Cantieri d’Europa, al fine di valutare assieme le opportunità di finanziamento di progetti di sviluppo per il territorio comunale. Inoltre il progetto si presta a promuovere reti di cooperazione a livello europeo e stimolare azioni innovative di interesse per la comunità, nonché migliorare la comunicazione a livello internazionale.

                        I sindaci dei comuni e/o gli assessori si incontreranno per discutere insieme sulle nuove opportunità di sviluppo nel quadro della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 e sull’amministrazione condivisa.
                        Parteciperanno infatti alla tavola rotonda anche Gregorio Arena e Christian Iaione rispettivamente Presidente e Direttore di Labsus. Il nuovo regolamento di Bologna sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione verrà presentato a più di 30 amministrazioni comunali, per la maggior parte della regione Lazio, che avranno l’occasione di discutere e confrontarsi sulle nuove opportunità offerte dall’amministrazione condivisa per il miglioramento del territorio e sulla governance dei beni comuni urbani. Inoltre uno spazio sarà dedicato alla descrizione della nuova strategia per la programmazione comunitaria 2014-2020 rivolta a favore delle Aree Interne che rappresentano circa tre quinti del territorio italiano che finalmente ottengono maggiori risorse per lo sviluppo.

                        Programma

                        L’indirizzo di saluto sarà fatto dall’ing. Roberto Costantini, Responsabile Orientamento e Brand Awareness LUISS Enlabs. Parteciperanno il prof. Luciano Monti (LUISS Guido Carli), Carlo Amati (DPS), Carla Carlucci (DPS), il Presidente di Labsus Gregorio Arena, il Direttore di Labsus Christian Iaione. Modera la tavola rotonda il Presidente dell’associazioe culturale EuropeLab, creata dagli studenti di Cantieri d’Europa.

                        Contatti: Alessandro Carlantoni: 320 702 2249 (acarlantoni@luiss.it)

                        In allegato la locandina dell’evento.

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                          Roma sei mia! Riconquistando la Capitale

                          17 aprile 2014 | Notizie Notizie

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                            Roma sei mia: è questo il nome del nuovo progetto promosso dal Municipio Roma I per combattere il degrado. Oggetto dell’avviso pubblicato è la ricerca  di soggetti che intendono progettare e realizzare interventi di riqualificazione e manutenzione di spazi urbani ed edifici pubblici all’interno del territorio ricompreso nel Municipio I.  L’obiettivo è quindi quello di recuperare gli spazi pubblici della Capitale attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini che divengono attori principali dell’opera di risanamento. “E’ un’iniziativa importante – ha sottolineano Sabrina Alfonsi, minisindaco del Municipio I – che prevede la collaborazione tra pubblico e privato e che assume ancora più valore in questo periodo dove le risorse economiche non ci sono. E’ un modo per riappropriarsi della città e pensiamo ci debba essere una compartecipazione da parte di tutta la realtà produttiva, gli enti, le università, per garantire a Roma il livello di manutenzione che si merita”.

                            L’Urbe dei cittadini

                            “Il titolo ‘Roma sei mia’ indica che il I Municipio vuole promuovere la compartecipazione della cittadinanza nella cura del territorio”,  ha aggiunto Tatiana Campioni, assessore ai lavori pubblici del I Municipio. Obiettivo primario diviene quindi la promozione di un’iniziativa d’interesse pubblico che permetta un consistente risparmio per le casse capitoline, favorendo al contempo il propagare di processi partecipativi. Come si legge nell’avviso “possono presentare proposte di interventi soggetti privati (persone fisiche o giuridiche), associazioni senza fini di lucro o soggetti pubblici quali, associazioni, cooperative sociali, comitati di quartiere, condomini, imprese pubbliche e private, organi di diritto privato, pubblico o di rilevanza pubblica”. Le proposte dovranno pervenire all’Ufficio Protocollo del Municipio sito in Via Petroselli 50, negli orari di apertura al pubblico, in busta chiusa riportante il nome del mittente e indirizzate a Municipio Roma I – Roma Sei Mia -, dalla data di pubblicazione dell’Avviso fino al 31 Dicembre 2014.  I progetti saranno posti al vaglio della Giunta e poi al giudizio della Commissione tecnica: tutte le proposte saranno poi pubblicate sul sito del Municipio.

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                              Focus: Elezioni Europee 2014

                              | Società Unione europea

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                                20140410PHT43219_original (1)

                                Il trattato di Lisbona ha riformato alcune delle disposizioni contenute all’interno del precedente trattato sull’Unione: con le modifiche apportate nel 2009, la Commissione ha lavorato in questi anni per ridurre la distanza e aumentare la partecipazione politica dei cittadini europei, garantendo la trasparenza dei propri processi. L’accresciuto e consolidato potere del Parlamento Europeo ha maturato una più forte consapevolezza nei cittadini europei: dai sondaggi che sono stati condotti attraverso l’Eurobarometro nei mesi precedenti, è emerso che i cittadini sono per lo più convinti che “votare alle elezioni europee sia il miglior modo per farsi sentire nell’ambito del processo decisionale europeo” e piuttosto “interessati alla possibilità di scegliere tra opzioni politiche di rilievo sulle questioni europee che hanno un impatto diretto sulla propria vita”.

                                La novità

                                L’obiettivo di quest’anno è quello di consentire ai cittadini non solo di eleggere i propri rappresentanti europei all’interno del Parlamento Europeo, che grazie al Trattato di Lisbona ha acquisito maggiore consapevolezza, ma l’opportunità di conoscere e scegliere direttamente il proprio candidato alla Commissione Europea: in questo modo, la nomina del presidente della Commissione da parte del Consiglio Europeo, sarebbe solo una formalità frutto di decisioni democratiche.
                                Sulla scia di quanto predisposto dal Trattato di Lisbona (art. 17, comma 7), i partiti politici hanno quindi rafforzato il proprio ruolo di partiti a livello transnazionale, puntando a favorire il dibattito pubblico e a farsi portavoce delle esigenze dei propri cittadini.
                                Rendendo noti i propri candidati alla presidenza della Commissione Europea, i partiti puntano a stabilire un rapporto ed un collegamento più concreti e visibili tra il voto del singolo cittadino dello Stato membro dell’Unione Europea e il candidato di riferimento.
                                Il cittadino ha così la possibilità, da qui alle elezioni del 25 Maggio, di “conoscere e capire” ancora di più il proprio futuro presidente della Commissione: da qui ne deriverebbe una maggiore legittimazione democratica del presidente, nonché del processo decisionale dell’Unione Europea, puntando a stabilire così un legame non  solo tra i rappresentanti del Parlamento Europeo e i suoi cittadini, ma anche tra i cittadini e il presidente dell’organo esecutivo europeo. La Commissione Europea punta così anche a creare una più concreta leadership europea, con lo scopo di ripristinare il processo d’integrazione europea compromesso da qualche anno dall’euroscetticismo.
                                Rispondendo quindi all’intervento dell’anno precedente dell’ancora attuale presidente Barroso, la Commissione intende agevolare la partecipazione dei cittadini, tutelandone i principi democratici, attraverso il rafforzamento dell’efficienza e della democrazia durante lo svolgimento delle elezioni.
                                Infine, il Parlamento Europeo ha messo a disposizione un sito web realizzato per l’occasione per permettere al cittadino di rimanere aggiornato e informato, anche attraverso le proiezioni settimanali dei seggi, e ha realizzato l’iniziativa interattiva “Il mio voto 2014” per consentire al cittadino elettore di entrare nel vivo della campagna elettorale e comprendere al meglio il sistema europeo.

                                Photo credits: Infographic elections2014.eu

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                                Anno europeo dei cittadini 2013: bilanci e prospettive

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                                  Social Farming, agricoltura e progetti sociali

                                  | Notizie Notizie

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                                    agricoltura sociale

                                    L’agricoltura sociale è oggi una pratica molto diffusa, uno strumento operativo attraverso cui è possibile la collaborazione, l’inclusione e la coesione in ambito territoriale. In particolare Social Farming è un progetto che consente ad agricoltori e operatori socio-educativi di unire le loro esperienze e competenze per riadattarle alle nuove esigenze della società che viviamo. La fondatrice del progetto, Giulia Barbieri, si occupa di realizzare progetti di comunicazione online: attraverso Social Farming ha deciso di costituire un network che diffonda la conoscenza delle buone pratiche di agricoltura. Un nuovo modello di economia che scopre prodotti nuovi venduti attraverso il sistema E-Commerce senza sostenere alcun costo. Il ricavato del commercio è destinato poi al finanziamento dei progetti sociali. L’iniziativa mette in piedi un circuito che consente un guadagno sia per l’azienda che per il consumatore, premiando le buone pratiche di inclusione e coesione sociale.

                                     Più vantaggi per tutti

                                    Birrificio Pavese, Torrefazione Chicco Verde e la Cantina Grapperia Montù sono solo alcune delle aziende che hanno preso parte al progetto. Essere presenti al network comporta diversi vantaggi sia per il produttore che ha la possibilità di raggiungere nuovi mercati e di trovare risorse per sostenere progetti sociali, sia per il consumatore che scopre cibi più sani e tesse rapporti diretti con i produttori acquisendo maggiore consapevolezza rispetto ai prodotti che vanno a consumare.

                                     I progetti dell’iniziativa

                                    Social Farming gestisce diversi progetti sociali tra cui “Agrinido Piccoli Frutti” e “Fuori dalla Mischia”. Il primo laboratorio realizza un vero e proprio asilo nido la cui particolarità è la possibilità di far vivere i bambini a stretto contatto con la natura, valorizzando le potenzialità educative che il contesto agricolo può offrire. La seconda idea si occupa invece di accogliere 12 persone disabili all’interno di un’azienda agricola con lo scopo di proporre a questi ragazzi un’esperienza continuativa di lavoro in un ambiente accogliente. All’interno del sito si può contribuire all’iniziativa proponendo e condividendo un proprio progetto sociale.

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                                      A scuola di rigenerazione urbana: cittadini attivi si diventa

                                      16 aprile 2014 | Notizie Notizie

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                                        scuola-di-rigenerazione-urbana-460x290

                                        “Le tue idee al centro” è un progetto che è stato approvato il 7 marzo e prevede un processo partecipativo dei cittadini di Comacchio volto alla riqualificazione della città, intesa come rigenerazione urbana. È un processo che parte dal basso coinvolgendo i suoi cittadini quindi la società civile, l’economia, l’urbanistica e l’architettura. Si vogliono raccogliere idee per far rinascere il centro storico comacchiese e puntare alla rigenerazione urbana come modello di sviluppo futuro attraverso una cittadinanza attiva.

                                        Il programma degli incontri

                                        Il ciclo di incontri formativi, aperti a tutti i cittadini e gratuito,  punta proprio a coinvolgere nel cambiamento della città i suoi stessi abitanti. Il primo dei tre appuntamenti, intitolato “Ascolto e partecipazione degli abitanti”, si è svolto l’11 aprile presso la Manifattura dei Marinati. Durante il secondo incontro, che si svolgerà il prossimo 15 maggio, verranno illustrate esperienze positive ed errori da non ripetere nell’applicazione di progetti di rigenerazione urbana. Infine l’ultimo incontro “Dalla “shrinking” alla “smart” city. Esperienze straniere di rigenerazione”, nel corso del quale verranno presentate diverse esperienze di progetti sviluppati negli ultimi anni in Italia e all’estero, si svolgerà giovedì 22 maggio. Il progetto sarà inoltre presentato attraverso l’Open Space Technology, una nuova tecnica partecipativa adottata dalle smart cities pensata per raccogliere proposte e idee creative dei cittadini. Tutto il percorso partecipativo affrontato e gli esiti di questo lavoro confluiranno negli Atlanti partecipati del territorio e dei paesaggi di Comacchio. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet del progetto: www.psccomacchio.it/letueideealcentro.

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                                          L’Agenda digitale partecipata di Ravenna

                                          15 aprile 2014 | Notizie Notizie

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                                            Agenda-Digitale-Ravenna

                                            L’Agenda digitale è il piano strategico attraverso cui il Comune di Ravenna intende affrontare l’innovazione tecnologica delle proprie infrastrutture e dei servizi, argomenti centrali nell’attuale vita dei cittadini. Per questo, la città ha deciso di coinvolgere la collettività nella redazione del progetto iniziato nel settembre 2013. Nella fase di elaborazione il confronto diretto tra cittadini, rappresentanti di aziende, amministratori e tecnici comunali ha consentito una conoscenza reciproca e una programmazione più funzionale. La ricchezza del lavoro svolto è stato proprio l’incontro di diversi punti di vista.  Andrea Caccia e Stefania Pelloni di villaggio globale insieme a Barbara Domenichini del Comune di Ravenna sono stati i facilitatori del percorso, hanno organizzato 6 workshop, 5 focus groups, 1 open space technology. Inoltre è stato importante il supporto del web costituito dal sito internet e dalla pagina facebook.

                                            Sette priorità da cui cominciare

                                            Gruppi di lavoro, riflessioni e proposte dei partecipanti hanno generato un “documento di partecipazione” che ha definito le linee guida da seguire. Da marzo 2014, dopo la fase di confronto, il Comune ha cercato di attuare concretamente quanto deciso in precedenza. Sono state individuate 7 priorità e ben 132 proposte da adottare per migliorare i servizi comunali. L’amministrazione si impegnerà ad intervenire per il miglioramento delle infrastrutture digitali, per l’alfabetizzazione della popolazione, per lo sviluppo di strumenti di promozione del turismo, per facilitare i servizi on line della città già attivi. Infine, per la creazione di due creatives labs investirà su spazi destinati al sostegno delle idee imprenditoriali: mentre un laboratorio sarà dedicato alle energie e alle attività produttive, l’altro sarà incentrato sulla cultura, in particolare sulla produzione di eventi e spettacoli.

                                            Capitale europea della cultura?

                                            Tra le varie proposte si inserisce anche la candidatura della città di Ravenna a capitale europea della cultura nel 2019, interrogandosi in particolare sui temi degli intrecci tra forme culturali e digitali. L’agenda comunale digitale ha rappresentato per il capoluogo romagnolo un’opera di consultazione e progettazione condivisa all’interno del quale le idee di ognuno hanno trovato spazio, un arricchimento reciproco tra cittadini e amministrazione.

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