La democrazia deliberativa, un arricchimento della democrazia stessa
Cultura

La democrazia deliberativa: teorie, processi e sistemi

Floridia spiega le dinamiche relative alla democrazia deliberativa

Antonio Floridia nel saggio "La democrazia deliberativa: teorie, processi e sistemi" accompagna il lettore in un viaggio attorno al concetto di democrazia deliberativa. Un concetto declinato spesso nel dibattito pubblico, ma mai analizzato a fondo nel proprio significato. Floridia ne indaga aspetti teorici e casi pratici e aiuta a comprendere cosa significhi e cosa debba significare democrazia deliberativa, oggi

Nell’incipit del saggio l’autore sottolinea in via preliminare come democrazia deliberativa e partecipativa non siano affatto sinonimi e come per democrazia deliberativa si intenda qualcosa di più complesso della semplice partecipazione. Una “particolare dimensione della democrazia”, quella della “discussione pubblica e ragionata”.

L’autore dedica in seguito la prima parte dell’opera all’esposizione dei principali studi teorici relativi alla democrazia deliberativa. Esposizione che gli consente di argomentare come “i processi decisionali” non possano essere mai sostituiti da “discorsi pubblici”. Procedure deliberative che quindi sono un elemento che serve a connettere la sfera pubblica con il sistema politico e istituzionale.

L’autore tenta successivamente una schematizzazione delle diverse forme che ritiene oggi diano sostanza a tipologie di negoziazioni deliberative possibili. Occorre però sottolineare come Floridia ricordi costantemente che il lato pratico dice più della teoria. Questo è un tratto tipico e costante in questo saggio, laddove le definizioni teoriche sembrano utili a fare comprendere il significato reale di democrazia deliberativa, al di là  delle approssimative definizioni di “democrazia dal basso” che di frequente si danno nel dibattito pubblico/politico.

Il focus viene di seguito posto dall’autore su casi pratici di democrazia deliberativa, sia per mettere alla prova le definizioni teoriche fornite nella prima parte del libro, sia per dimostrare come siano in realtà  i casi pratici a definire le forme di democrazia deliberativa.

Molto interessanti si presentano la descrizione e la modalità  di descrizione dei casi di democrazia deliberativa (tra i quali spicca per notorietà  il caso del primo dà©bat public italiano, a Castelalfi). Per questo tramite l’autore cerca di rinvenire il significato profondo di ciò che chiamiamo democrazia deliberativa. Egli sostiene come “la forza delle argomentazioni pubblicamente condivise diviene forza contrattuale e vincolo negoziale”.

Merita menzione particolare la locuzione utilizzata dall’autore a più riprese: “accountability democratica”. Il concetto di accountability amministrativa rappresenta il perno dei più recenti interventi di riforma della Pa, e la suggestione proposta rende bene l’idea di una accountability a tutto tondo (in questo caso ci si riferisce infatti al processo di costruzione di una decisione) che ispiri l’amministrazione della Cosa pubblica.

Ciò che l’autore cerca di dimostrare è che la discussione pubblica ha una significatività  per chi partecipa e soprattutto per il confronto di idee che si sviluppa. Egli sottolinea inoltre come partecipazione e deliberazione si leghino in modi ed intensità  diverse e come i processi partecipativi siano differenti a seconda che la politica li cerchi apertamente o meno.

Floridia dimostra di ritenere che la democrazia deliberativa costituisca di fatto un arricchimento della democrazia in genere e che la qualità  della democrazia sia data anche dal combinato disposto tra qualità  della decisione pubblica e decisione politica.

La parte finale del saggio è dedicata dall’autore all’esposizione dei pareri contrari alla democrazia deliberativa, presenti in dottrina e motivati essenzialmente dal rifiuto di possibili derive populistiche che sarebbero in tal modo favorite (per tutti, si cita esponendolo in maniera accurata, il pensiero di Nadia Urbinati). Tale conclusione, teorica, rafforzata dagli esempi pratici esposti in precedenza, consente all’autore di procedere quindi quasi per via negationis ed affermare come la democrazia deliberativa possa in realtà  rafforzare le istituzioni. Ciò pur nella consapevolezza, che gli strumenti deliberativi vadano aggiornati di volta in volta alla situazione.

Il punto finale dell’autore sancisce dunque come la democrazia rappresentativa resti oggi il migliore sistema di governo possibile, magari aggiornato all’esigenza di un nuovo rapporto con la sfera pubblica. Qui entra in gioco la democrazia deliberativa, ben descritta da Floridia in un saggio che, proprio perchè non cerca apertamente di fornire una definizione univoca del proprio oggetto di trattazione, fa entrare il lettore in contatto con temi spesso evocati nel dibattito pubblico/politico, ma mai affrontati a fondo nella loro complessità  fattuale e concettuale.

FLORIDIA A., La democrazia deliberativa: teorie, processi e sistemi, 212, Carocci editore.



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