Il referendum del 12 e del 13 giugno del 2011 era rimasto, fino ad oggi, inattuato
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Nasce l’intergruppo parlamentare “Acqua bene comune”

Parlamentari impegnati nella tutela dell ' acqua quale bene comune

Acqua_intergruppo_parlamentareIn occasione del secondo anniversario del dibattutissimo referendum del 2011, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha proposto la creazione di un intergruppo parlamentare per la tutela dell'acqua e della relativa gestione del servizio idrico. A sostegno del progetto sono intervenuti il Movimento 5 stelle e Sinistra, ecologia e libertà .

Il 12 e il 13 giugno del 211 gli italiani furono chiamati alle urne per esprimere il loro parere sull’abrogazione parziale della norma che stabiliva la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, nella parte in cui prevedeva che tale importo includesse anche la remunerazione del capitale investito dal gestore: a due anni esatti dal referendum, che vide oltre il 95 percento degli italiani schierarsi contro la privatizzazione dell’acqua e che, fino ad ora, era rimasto inattuato, in piazza Montecitorio è stato costituito l’intergruppo parlamentare per Acqua Bene Comune su invito del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. L’intergruppo ha visto l’adesione dei gruppi di Camera e Senato del Movimento cinque stelle e di Sinistra, ecologia e libertà , oltre che di circa quindici parlamentari del Partito democratico, sebbene a titolo personale.

Punti chiave del documento

Con la firma del documento, i parlamentari partecipanti all’intergruppo si impegnano a sottoscrivere e depositare la legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”; a presentare e sostenere provvedimenti che riportino tutte le competenze concernenti la regolamentazione del servizio idrico sotto la competenza del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare; a sottoscrivere atti e, o provvedimenti che abbiano come finalità  l’immediato ritiro del metodo tariffario transitorio predisposto dall’Autorità  per l’energia elettrica e il gas per il servizio idrico integrato, poiché l’azione dell’Authority e conseguentemente il provvedimento adottato si pongono in diretto contrasto con l’esito referendario.

I deputati si impegnano a lavorare per far sìche le politiche sulla gestione del servizio idrico integrato siano coerenti con i contenuti e i principi della legge d’iniziativa popolare e di piena attuazione degli esiti referendari e ad impegnarsi per la ratifica nella Costituzione italiana della risoluzione ONU del luglio 21 che dichiara “il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani” e conseguentemente adottare provvedimenti per garantire l’accesso ad un quantitativo minino giornaliero, vietando il distacco dell’acqua agli utenti.

Tutti i comitati territoriali, dal 12 al 16 giugno, si sono mobilitati, attraverso eventi ed iniziative, affinché venga rispettata la scelta, manifestata da oltre venticinque milioni di italiani in sede referendaria, di tutelare il bene comune acqua.

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