L’azienda Loccioni ha riqualificato 2 km del fiume Esino

- 1 luglio 2013

Genesi dell’idea

Il fiume Esino era stato dichiarato da anni esondabile. Un vero problema per gli abitanti delle zone limitrofe e per l’azienda Loccioni, che ha gli edifici delle sue attività nei pressi del fiume. L’idea di prendersi direttamente cura del fiume, racconta Enrico Loccioni, patron dell’omonima azienda, è nata quando “ci siamo chiesti come fare a conciliare le nostre esigenze di sviluppo con quelle del territorio. Così ci siamo domandati cosa poteva darci il fiume e cosa potevamo restituire noi in cambio”. Il primo obiettivo è stato quello della cura e manutenzione del letto fluviale in stato di abbandono, realizzando un’operazione di messa in sicurezza della zona. Ai lavori, durati circa due anni, hanno partecipato artigiani e operai del territorio. Questo ha reso possibile da una parte realizzare uno sviluppo ambientale dell’area e dall’altra creare opportunità di lavoro e quindi sviluppo economico ed occupazionale.

Come si è sviluppato il progetto: la “mezzadria” ai nostri tempi


Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione con gli enti locali, inizialmente i Comuni di Rosora e Maiolati Spontini e in un secondo momento la Provincia di Ancona e la Regione Marche. L’alleanza è stata siglata con una concessione, della durata di nove anni, che consente al gruppo Loccioni di pulire l’albo fluviale annualmente e recuperare i materiali vegetali utili alla produzione di energia. L’idea che è alla base di questo accordo è quella di creare una cooperazione per dividere e condividere responsabilità e soluzioni; potremmo dire che sia quasi una rivisitazione del concetto di mezzadria applicato ai nostri tempi. Infatti spiega Enrico Loccioni, “la mezzadria consisteva in una divisione di ruoli tra il proprietario che metteva a disposizione il capitale e il mezzadro che ricambiava con lavoro ed idee” e questo può essere un esempio, anche storico, di come la collaborazione tra i vari componenti della società porti a trovare soluzioni ottimali e una migliore allocazione di risorse. Il rapporto pubblico-privato porta ad un miglioramento delle generali condizioni di vita di tutti poiché crea vantaggi e opportunità, così come testimonia l’esperienza del fiume Esino.

Prenditi cura di un bene comune e si prenderà cura di te

I lavori di manutenzione hanno reso possibile ricavare materiale vegetale tale da poter soddisfare le esigenze energetiche di circa 7 abitazioni, il corrispettivo di 2 megawatt l’anno. Il materiale ricavato dal fiume servirà ad alimentare per due anni una centrale di biomasse per i consumi dell’azienda Loccioni. Inoltre il progetto proseguirà con la realizzazione di due centrali idroelettriche ad acqua corrente. Questi rappresentano solo una parte dei grandi benefici che sono stati ricavati dal fiume. L’opportunità di lavoro, le conseguenze positive per l’ambiente e la popolazione limitrofa, la sicurezza di un’area ora gestita e curata e quindi la possibilità di poter tornare a riviverla, sono infatti l’altra parte dei “regali” che il fiume ha fatto a chi se n’è preso cura.

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 Scheda caso
TitoloL’azienda Loccioni adotta 2 km del fiume Esino
ChiLoccioni Group in collaborazione con: i Comuni di Rosora e Maiolati Spontini; la Provincia di Ancona e la Regione Marche.
CosaL’azienda Loccioni ha realizzato un progetto di manutenzione e messa in sicurezza di 2 km del fiume Esino, in stato di abbandono da anni. Il tratto di fiume ripulito è stato rimesso nel suo letto originale e il materiale vegetale recuperato verrà utilizzato per alimentare una centrale di biomasse. Inoltre verranno realizzate lungo il tratto di fiume, ora messo al riparo da alluvioni, due centrali idroelettriche ad acqua corrente.
DoveRosora (AN) Marche
QuandoLa fase operativa del progetto è iniziata circa due anni fa.
Bene comuneUn tratto di 2 km del fiume Esino in stato di abbandono.
Meta-bene comuneAmbiente; sicurezza; sviluppo territoriale ed economico.
ComeIl gruppo Loccioni ha stipulato una convenzione per avere in affidamento per 9 anni 2 km del fiume Esino. L’azienda ha la responsabilità di pulire il letto fluviale ed in cambio può recuperare i materiali (acqua, legna ecc.) dal fiume.
DestinatariTutti gli abitanti della zona. La manutenzione che ha interessato l’area proseguirà con il progetto di costruzione di due centrali idroelettriche, risultando quindi anche uno strumento per creare sviluppo occupazionale, oltre che sociale ed ambientale.
Risorse
ReplicabilitàL’iniziativa è replicabile ovunque via siano le opportunità di creare una collaborazione tra settore pubblico e privato.
ReferentiLoccioni Group
FontiDiretta.
Data1 Luglio 2013
Autoreerika.munno@gmail.com Twitter: @ErikaMunno


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