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Giocabulando, il gioco dei beni comuni

- 22 dicembre 2013

Come ci confermano i protagonisti di Giocabulando, Fabio Amadei per La Bula e Massimiliano Colangelo per Pianeta Verde, i contatti e la collaborazione con la pubblica amministrazione ci sono stati, pur se tra molte difficoltà e un vuoto legislativo a riguardo. “Siamo stati fermi un anno per individuare la normativa di riferimento” sottolineano i due responsabili “spesso è accaduto che tutto fosse pronto ma ci si è fermati davanti al problema ‘chi fa cosa’ ”. Il progetto ha portato alla realizzazione in modo partecipato del parco pubblico di Strada Quarta, adiacente alla sede della cooperativa La Bula, dal 1980 impegnata nella formazione e nell’integrazione sociale per i giovani disabili, con giochi realizzati da ragazzi delle scuole della zona. Una “progettazione partecipata” avvenuta tramite la creazione di laboratori seguiti dall’associazione Pianeta Verde.

“Partire dal gioco” per arrivare al coinvolgimento dell’intera comunità. Un modo di curare quelle relazioni sociali che costituiscono il capitale sociale del territorio. “Parlo da un’osservatorio di Cooperativa sociale ormai attiva da 33 anni, in cui la scelta di condividere tutto con i cittadini e il territorio è stata vissuta a 360°. Avere il coraggio di fare le proposte e non vergognarsi di chiedere, paga. Il singolo cittadino viene a fare volontariato e recupera la memoria storica di quest’area verde” spiega Fabio Amadei. La dimostrazione di come “un piccolo fiammifero diventa un fuoco molto grande”, questa la metafora utilizzata da Massimiliano Colangelo per definire la loro esperienza in Giocabulando.

La burocrazia e il vuoto legislativo

Non è stato facile giungere a tutto questo, proprio per quel vuoto legislativo di cui si parlava all’inizio. “L’ostacolo più difficile da superare è quello della burocrazia e dei dirigenti ” afferma Massimiliano. Una lungaggine burocratica che ha costretto gli attori a vedere realizzati i loro impegni solo dopo 3 anni. Un tempo lungo che diviene un problema serio soprattutto quando si entra in relazione con il mondo dei privati. Resta l’orgoglio di avercela fatta lo stesso (il parco di Giocabulando è stato inaugurato lo scorso 30 settembre, resta l’ultimo gioco da completare ma si confida nella conclusione dei lavori in tempo per la prossima primavera). “Siamo una piccola cooperativa sociale che vive per le finalità per cui è nata, che chiede un finanziamento ad una fondazione privata per un progetto per la comunità. È proprio questa capacità di farsi da tramite ‘chiedo, ci lavoro, restituisco’ la chiave vincente che la comunità ci ha riconosciuto e che ricambia con la fiducia.

Vivere il progetto come un’avventura

Un’esperienza che ha lasciato tantissimi bei ricordi nella memoria dei nostri referenti. Fabio ricorda con piacere il giorno dell’inaugurazione del parco. Soprattutto coloro che vi hanno partecipato: “abbiamo voluto invitare i tanti ragazzi che negli anni hanno partecipato a Giocabulando e vedere la loro partecipazione e abbiamo notato come hanno recuperato l’emotività di quei momenti. L’energia e l’entusiasmo che ci sono tornati indietro sono stati molto di più di quanto ne avevamo messi”. A Massimiliano ha colpito la riuscita dei laboratori nelle scuole: “il fatto importante è che non c’era una linea di laboratorio definita, quanto piuttosto un ‘vediamo cosa vogliono fare’ cioè cosa interessa fare al ragazzo, seguirlo e aiutarlo nel percorso. Ed è quello che abbiamo voluto dimostrare ai ragazzi, come un progetto sia un’avventura”.

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 Scheda caso
TitoloGiocabulando, il gioco dei beni comuni
ChiCooperativa LA BULA: promotore iniziativa e gestione progetto Associazione PIANETA VERDE: promotore iniziativa, progettazione e realizzazione Cittadini del quartiere di via Quarta: proponenti e partecipanti del primo laboratorio in gioco con la proposta del primo arredo MANGIAPALLONI Fondazione CARIPARMA: finanziamento laboratori e realizzazione giochi FORTINO BULA, MANGIAPALLONI, RACCONTASTORIE. BANCA REGGIANA CREDITO COOPERATIVO: finanziamento TARTASCIVOLO
CosaIl comune di Parma avrebbe dovuto stanziare circa € 80mila per i nuovi arredi e per la riqualificazione del Parco di Via Quarta. Una problematica era rappresentata dall’utilizzo degli spazi del parco da parte di giovani che rovinavano i vecchi giochi. Il parco è stato riqualificato attraverso una progettazione partecipata che ha coinvolto diversi soggetti: cooperative, associazioni, fondazioni bancarie e cittadini del quartiere.
DoveStrada Quarta 23, Parma
QuandoIl progetto è stato avviato nel 2010, il parco è stato inaugurato il 30 settembre 2013.
Bene comuneParco pubblico di Via Quarta.
Meta-bene comuneAmbiente, relazioni sociali della comunità, memoria storica del luogo.
ComeLa Coop LA BULA ha fornito supporto con aule amministrazione, ha curato i rapporti con i ragazzi delle scuole e i disabili, ha gestito le relazioni esterne con televisioni e giornali, ha realizzato il blog GIOCABULANDO con il diario degli eventi e attività. L’Ass. Pianeta Verde ha fornito i giochi per i laboratori, il progetto educativo e la formazione per realizzarli, ha progettato gli spazi e realizzato gli arredi.
DestinatariFrequentatori parco, abitanti del quartiere, studenti, ragazzi disabili, operatori e volontari della coop la Bula.
Risorsesintesi dei costi: € 68883,04 di cui: € 30000,00 da Fondazione Cariparma, € 17270,04 autofinanziamento coop la bula, € 15613,00 donazione Jove Teatro Bambino € 6000,00 Banca Reggiana Credito Cooperativo per Tartascivolo
ReplicabilitàOttime possibilità di replicabilità, è necessario comunque tenere in considerazione le problematiche burocratiche. Qualsiasi cooperativa, associazione e gruppo di cittadini può ricercare il sostegno di fondazioni bancarie o di privati per realizzare progetti di arredo urbano e laboratori scolastici per qualificare zone in degrado, non esclusivamente parchi.
ReferentiFabio Amadei, Massimiliano Colangelo
FontiIntervista diretta.
Data22/12/2013
AutoreMassimiliano Colangelo, Fabio Amadei


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