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Decreto “Terre vive”, ridare nuova vita ai terreni abbandonati e creare occupazione

- 20 agosto 2014

La dismissione dei terreni dello Stato e il loro riutilizzo agricolo è diventato realtà grazie al decreto attuativo dell’art. 66 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1 convertito in Legge 24 marzo 2012, n. 27 da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il decreto Terre Vive vuole dare nuova vita alle aree agricole improduttive e soprattutto generare nuova occupazione favorendo il settore agricolo giovanile. E’ la prima volta che lo Stato decide di vendere e affittare i suoi terreni a giovani che già sono imprenditori agricoli o che lo vogliono diventare. Stando alla mappatura effettuata dall’Agenzia del demanio tramite satellite, si tratta per lo più di terreni spezzettati in piccole parti, a cui è difficile accedere o che sono raggiungibili solo passando attraverso altri terreni privati, ma comunque tutti adatti alla coltivazione. “Parliamo di terreni che vanno ricongiunti e valorizzati in modo tale da raggiungere le dimensioni richieste per accedere ai finanziamenti europei” come ha dichiarato Stefano Scalera direttore dell’Agenzia. I terreni in questione appartengono in particolare non solo al demanio pubblico ma anche al corpo forestale dello stato, al centro ricerche agricoltura del ministero e al Risi ente di tipo pubblico risalente all’età fascista.

“Terre vive” e “Campolibero”

A partire da settembre infatti quasi 5.550 ettari di terreni pubblici saranno affittati o venduti a giovani che possiedono già un’azienda agricola che la Coldiretti ha stimato essere in 50 mila, ma anche a quei giovani che vogliono diventare imprenditori agricoli creando un impresa ex novo e che intendano impegnarsi almeno per i prossimi 20 anni ad utilizzare tali terreni esclusivamente per scopi agricoli. L’iniziativa è rivolta dunque a tutti i giovani under 40 che potranno usufruire di alcune facilitazioni sia nell’acquisto che nell’affitto delle terre. In particolare godranno di un diritto di prelazione, ovvero una sorta di corsia preferenziale con procedure burocratiche più snelle che gli permetterà di accedere più agevolmente ai terreni.
Inoltre il decreto Terre Vive si inserisce in un altro progetto che il governo sta portando avanti nel campo agroalimentare denominato “Campolibero”, in cui si parla anche di mutui a tasso zero per la costituzione di nuove aziende e di detrazioni sull’affitto dei terreni fino al 19%. Per quanto riguarda la vendita, il decreto assicura la massima trasparenza nelle operazioni.
Scopo dell’iniziativa è quella di diventare un utile strumento nella lotta alla disoccupazione giovanile e soprattutto di ridare nuova vita a quei terreni che sono rimasti incolti e abbandonati per troppo tempo.

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