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Il Regolamento per la cura dei beni comuni sbarca a Pachino

- 22 dicembre 2014

Al fine di comprendere al meglio le motivazioni che hanno portato l’amministrazione di Pachino, in provincia di Siracusa, a compiere questo piccolo ma importante passo, noi di Labsus abbiamo posto qualche domanda al propositore del Regolamento l’architetto Tommaso Malandrino, il Sindaco di Pachino dott. Roberto Bruno e al Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Borgh.

Architetto, cosa l’ha spinta a proporre il Regolamento al suo Comune?
Risponde l’Architetto Tommaso Malandrino: “In primis il fatto che il Sindaco, i contenuti del Regolamento sui Beni Comuni – grazie ad un mio intervento in fase di trattativa politica – li aveva già fatti suoi e inseriti nel Programma Amministrativo della Coalizione che nel giugno 2014 ha vinto le Elezioni. Proporre la condivisione del Regolamento al Sindaco, al Presidente del Consiglio e all’Amministrazione Comunale, era quindi quasi scontato dopo aver elaborato il “Progetto Parco Urbano” insieme ai Soci dell’Associazione “LAAMP”.

Gentile Sindaco, il Comune come ha accolto inizialmente la proposta?
Risponde il sindaco, Roberto Bruno: “Con entusiasmo. Con questo regolamento viene ribaltato il concetto che vuole che di un bene pubblico se ne debba occupare esclusivamente un’istituzione pubblica. Il ragionamento secondo il quale il bene comune è tale anche perché se ne occupa un’intera comunità, cittadini privati, imprese, amministrazione pubblica, è forse una piccola rivoluzione culturale che ci può consentire di superare i classici limiti degli interventi pubblici, con la cronica mancanza di risorse. E poi, così facendo, si rende il cittadino più consapevole dei beni pubblici che possiede e della difficoltà di manutenzione e gestione”.

Come pensate di integrare l’approvazione del Regolamento con l’attività dell’Associazione LAAMP?
Risponde l’Architetto Tommaso Malandrino: “La proposta di condivisione del Regolamento nasce da subito con l’obiettivo di realizzare il “Progetto Parco Urbano” che consiste nell’attività di Rigenerazione, Cura e Gestione dello stesso – ad oggi in stato di abbandono -,  seguendo gli spunti della Progettazione Partecipata e Comunicativa e i principi della Banca del Tempo, secondo la quale i crediti del monte ore individuale accumulati da ogni singolo cittadino che partecipa al Patto di Collaborazione produrrà delle compensazioni di tipo fiscale e/o sgravio tasse comunali. Tutte queste attività saranno seguite, curate e gestite dai soci della Associazione ”LÀAMP”, dagli Scout del gruppo Agesci di Pachino e dai cittadini che in forma associata o singolarmente vorranno partecipare.

Avete in mente un ambito particolare di applicazione, un punto di partenza concreto insomma?
Risponde l’Architetto Tommaso Malandrino: “Al momento il punto di partenza è il “Progetto Parco Urbano” elaborato dai soci dell’Associazione LAAMP della quale sono il Presidente. A giorni andremo a stipulare il Patto di Collaborazione tra l’Associazione e il Comune di Pachino, nel quale saranno specificati:

  • Gli obiettivi e le azioni di cura condivisa;
  • Le modalità di azione;
  • Il ruolo e i reciproci impegni dei soggetti coinvolti, requisiti e limiti di intervento;
  • Le coperture assicurative e gli adempimenti accessori;
  • L’individuazione degli interlocutori per la forma di collaborazione;
  • La durata e le cause di anticipata risoluzione. 

In seguito sicuramente avvieremo altri progetti su altri beni comuni urbani che hanno bisogno di essere riqualificati, curati, gestiti e messi a disposizione dei cittadini per essere fruiti e vissuti.

Pensate di coinvolgere i Comuni limitrofi per un aiuto nell’attuazione del programma oppure di suggerire loro di valutare se approvare il nostro Regolamento?
Risponde il Presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Borgh: “Certamente. Come si diceva prima questa è una piccola rivoluzione culturale che ha molto senso, molto più senso, se condivisa e partecipata da tutti i comuni di un territorio. Spesso, il bene comune non è solamente una piazza o un parco, ma può esserlo una spiaggia, un litorale, un paesaggio, tutte cose facenti parte di un unicum patrimonio collettivo di un’area più larga e più abitata come potrebbe essere il sud est della nostra provincia, almeno in questa fase. Per fare da lievito e da esempio a tutti gli altri comuni e amministrazioni del territorio. Noi ci auguriamo che lo stesso entusiasmo che proviamo noi per l’adozione del regolamento, sia identico nei comuni di Noto, Portopalo di C.P., Rosolini, Avola, ed altri ancora.

Riportando in allegato il testo del Regolamento, ringraziamo l’architetto Malandrino, il dott. Bruno e il dott. Borgh per la disponibilità e attendiamo impazienti il risultato della loro opera.

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