orto urbano

100 mila orti in Toscana, il verde che fa bene ai cittadini

- 24 novembre 2015

E’ stato firmato ad ottobre un protocollo d’intesa, tra i diversi enti, per la realizzazione del progetto 100 mila orti in Toscana che prevede la costituzione di un tavolo di lavoro finalizzato alla sperimentazione di un nuovo “modello di orto urbano toscano”. L’obiettivo è quello di creare una rete di spazi verdi fruibili da tutti i cittadini e collegati dentro un sistema in cui sono inseriti servizi, spazi comuni, punti di aggregazione e vita sociale.
I sei comuni in cui verrà sperimentata per prima l’iniziativa hanno il compito di costituire un gruppo di lavoro per la definizione delle modalità di attuazione del progetto nonché quello di individuare gli spazi verdi, ottenuti riqualificando zone pubbliche o coltivazioni fuori terra, che verranno “adottati” da giovani, anziani ed associazioni di volontariato.

Obiettivi e tempi del progetto

100 mila orti in Toscana è il sesto punto del programma di governo per l’attuale legislatura ed è mirato alla realizzazione di orti urbani per migliorare la salute e il mangiar sano. Il progetto dovrà cercare di diffondere il modello di orto urbano in tutto il territorio regionale e di sensibilizzare gli altri comuni verso la sua progressiva adozione. L’obiettivo non è solo di incrementare il numero di appezzamenti disponibili per gli interessati, ma di diffondere la filosofia che sta alla base del progetto: trasformare l’agricoltura urbana anche in un momento per socializzare, valorizzare le tradizioni locali e scambiarsi informazioni sulle tecniche di coltivazione.
Il programma dell’iniziativa prevede che i comuni possano far partire il progetto entro il 31 dicembre 2016 ma i primi  terreni saranno assegnati già all’inizio del 2016 ai cittadini che ne faranno richiesta, tramite bando o tramite le associazioni, per coltivare verdure nelle proprie città.
L’iniziativa è molto ambiziosa, si prefigge difatti di proporre un modello di agricoltura sociale che vedrà il diretto coinvolgimento dei giovani e degli istituti scolastici che coltiveranno i prodotti per l’auto-consumo. Per questo è stata inserita anche nel progetto GiovaniSì, progetto della regione Toscana per l’autonomia dei giovani.

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