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A Reggio Emilia, un laboratorio urbano di co-progettazione per ridare vita al parco Nilde Iotti

- 5 dicembre 2016

Il primo passo: l’esperienza degli orti urbani

Un primo intervento di recupero del parco è stato concretizzato con la realizzazione di ben 48 orti urbani ad opera di 48 cittadini assegnatari dei lotti, inaugurati il 24 settembre 2016 nel quartiere Orologio, a dimostrazione del fatto che l’orticoltura costituisce una pratica attiva di rigenerazione urbana e relazione sociale.

orti_urbaniComprendiamo facilmente il valore di questo orto se sappiamo che, come le altre decine della rete diffusa e capillare degli orti urbani di Reggio Emilia, esso trova origine nella cittadinanza attiva, nel protagonismo civico, in uno spirito partecipativo ampio e presente in generazioni diverse” – ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. Questi non sono più gli orti pubblici dei soli pensionati che qui passano il tempo: gli assegnatari sono anche famiglie, ragazzi, giovani adulti, che possono trarre da questi luoghi anche sostentamento, possono far scoprire ai loro bambini la bellezza dell’ambiente, la nascita e crescita dei prodotti della terra, tramandando una sensibilità ecologica, che nel quotidiano crea le basi del nostro futuro”.

Il progetto di rigenerazione del parco: un laboratorio urbano

A distanza di pochi mesi, grazie al bando per l’erogazione dei contributi regionali agli enti locali a sostegno dei processi di partecipazione (Legge regionale n.3 del 2010), sono stati assegnati al progetto presentato dal comune di Reggio Emilia “Beni comuni e cittadinanza attiva: dal quartiere alla città. Laboratorio urbano parco Nilde Iotti” 14mila euro a cui il Comune ha aggiunto 6mila euro di risorse proprie per un totale di 20mila euro.
panchinaIl progetto è stato selezionato dalla Regione Emilia-Romagna come una tra le migliori iniziative di rigenerazione urbana tra le 75 presentate nell’ambito del bando regionale.
Con questo cofinanziamento si potrà dare nuova vita al parco Nilde Iotti, attraverso un percorso di progettazione partecipata che intende restituire il parco alla città e ridefinire insieme agli abitanti dei quartieri limitrofi, così come a tutti i cittadini interessati, le potenzialità di sviluppo di questo spazio verde.
L’assessore all’Agenda digitale, alla Partecipazione e alla Cura dei quartieri Valeria Montanari ha assicurato, insieme al sindaco di Reggio Emilia, che “le risorse necessarie per gli interventi in opere e attrezzature, come i giochi per i bambini, saranno trovati alla voce investimenti del bilancio comunale. I 20mila euro attuali serviranno per la comunicazione, i materiali necessari per la progettazione, i consulenti per un percorso che avrà la durata di sei mesi e che oltre ai residenti dei quartieri Orologio, Roncina, Pieve, chiama a raccolta anche le associazioni ambientaliste”.
A partire da dicembre il Comune avvierà un confronto con i cittadini per rendere quello dedicato a Nilde Iotti un parco urbano multifunzionale, luogo più vivo e vissuto, più sicuro, dotato di un’identità propria e capace di divenire una polarità attrattiva per iniziative di interesse cittadino.
I cittadini saranno chiamati a confrontarsi su quattro aree tematiche: animazione territoriale, cura e presidio permanente dei luoghi; manifestazioni di aggregazione all’aria aperta, eventi di grande richiamo; accessibilità urbana e territoriale e accessibilità per tutti; ambiente e paesaggio urbano e rurale.

Le fasi del progetto

Il laboratorio urbano di co-progettazione con i cittadini sarà articolato in tre fasi:
1. Ascolto del territorio (dicembre 2016 – gennaio 2017): mappatura dei soggetti coinvolti nel processo e raccolta delle problematiche e potenzialità di parco Nilde Iotti sia sulla scala di quartiere, sia su quella cittadina, attraverso interviste e focus group;
2. Progettazione condivisa (gennaio – febbraio 2017): evento cittadino di ascolto e raccolta delle proposte su parco Nilde Iotti. A seguire, tavoli di lavoro progettuali per definire tempi, contenuti, impegni reciproci, finalità delle proposte;
3. Fase conclusiva (marzo – aprile 2017): verificata la fattibilità del progetto, sottoscrizione dell’Accordo con i cittadini per lo sviluppo e la co-gestione dei progetti previsti per il parco.
A seguire partirà una fase di sperimentazione del progetto al fine di concretizzare da subito gli esiti del processo di partecipazione.
sindaco e assessoreL’area dell’ex parco Ottavi – ha detto il sindaco durante la conferenza stampa di presentazione del percorso di progettazione partecipata del parco Nilde Iotti svolta il 3 novembre 2016 – rappresenta il simbolo di un’idea di città e di un modello di sviluppo che oggi appaiono superati. Anche per questo motivo è opportuno ripensare alcune funzioni di quel luogo ripartendo, non dall’edilizia, ma dalla valorizzazione delle funzioni pubbliche che in esso si trovano. Da quel luogo, che è stato un progetto urbanistico mai veramente decollato, oggi riparte l’idea di un grande parco urbano ripensato insieme alla collettività. Gli obiettivi di questo progetto, che prenderà il via da un percorso di progettazione partecipata, vanno dunque oltre il semplice aspetto ambientale e puntano a restituire allo spazio urbano qualità, fruibilità e capacità di rigenerare le relazioni tra le persone. Avremmo potuto progettare direttamente noi, come amministrazione, nuove funzioni del parco che poi avremmo realizzato e messo nella disponibilità dei cittadini. Abbiamo invece preferito, come in altri casi, scegliere la via della co-progettazione, cioè un progettare partecipato e condiviso con le persone che abitano e frequentano quel luogo: è un’esperienza di democrazia portata nei quartieri, ed anche il modo più efficace per rilanciare un’importante area della città”.
Il percorso di progettazione partecipata del parco Nilde Iotti, conosciuto in città come parco Ottavi – ha detto l’assessore Valeria Montanariè una grande opportunità per l’amministrazione e i cittadini: è un parco di scala urbana, che deve trovare una sua vocazione multifunzionale per adulti, bambini, famiglie, per chi corre a piedi, chi coltiva gli orti pubblici, ma anche per eventi culturali all’aperto. Ci piacerebbe potesse diventare un parco pensato per tante funzioni, così come succede nelle città europee più attente al paesaggio rurale. È già un luogo che piace ai reggiani, è collegato con gli altri parchi adiacenti come la Mirandola, il Diamante, il Gelso. Progettare le sue funzioni assieme ai reggiani è un’opportunità per tutti”.
Il percorso partecipato per la rigenerazione e la rivitalizzazione di parco Nilde Iotti è il primo dei laboratori urbani realizzati all’interno del progetto “QUA- Il quartiere bene comune” con cui il comune di Reggio Emilia intende valorizzare il protagonismo della cittadinanza, sia nelle sue forme associative sia come singoli individui.
L’esperienza maturata in questa occasione servirà per stabilire le linee di indirizzo per la modifica del regolamento dei laboratori di cittadinanza e introdurre, quindi, in maniera stabile dei “laboratori urbani”, quale metodo di lavoro per coinvolgere attivamente la città nella co-progettazione di spazi e iniziative, così come per affrontare temi complessi che vanno oltre la dimensione del quartiere.

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