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Il Mulino Scodellino di Castel Bolognese come esempio di riqualificazione innovativa

Il recupero di un antico edificio diventa opportunità  per la comunità 

L ' antico molino di Scodellino a Castel Bolognese, struttura storica risalente alla fine del Trecento, giaceva in stato di abbandono fino a quando, nel 2009, un gruppo di cittadini del Comune si è riunito nell ' associazione Amici del mulino Scodellino ponendosi il compito di preservare il rudere. Ne è nato un esperimento gestionale di collaborazione tra la formazione cittadina e il comune che ha permesso non solo la conservazione dell ' immobile ma anche la promozione di eventi e iniziative culturali.

Il molino Scodellino del comune di Castel Bolognese (Ravenna) è l’ultimo esemplare delle costruzioni in mattoni che furono costruiti sul finire del quattordicesimo secolo lungo il corso del cosiddetto ” canale dei molini ” . Usato dai mugnai locali per secoli, il molino fu comunque custodito e abitato fino a 25 anni fa. Negli anni successivi la struttura fu lasciata in uno stato di abbandono come il professore Ettore Badiali ha denunciato già  nel 2000 su un articolo del Nuovo Diario Messaggero. E’ solo nel 2009 che si è raggiunta una prima intesa per il recupero dell’antico edifici in concomitanza con la nascita dell’associazione Amici del mulino Scodellino. Il risultato è stato un intervento di consolidamento strutturale che ha portato alla collaborazione attiva tra la formazione dei cittadini di Castel Bolognese e gli uffici comunali. I finanziamenti arrivati dal comune e dalla regione Emilia Romagna hanno permesso la messa in sicurezza del casale. Nel marzo 2016, in occasione delle giornate primaverili del Fai, si è arrivati a un significativo risultato: la riattivazione della vecchia macina. Negli ultimi mesi il comune di Castel Bolognese e Amici del Mulino Scodellino hanno continuato a cooperare per la promozione della struttura, anche ospitandovi eventi di impatto culturale. Degna di nota è stata l’organizzazione del Festival della creatività  che, il 4 settembre, ha dato la possibilità  ad artisti e artigiani di esporre le proprie creazioni.

L’intervista all’assessore Giovanni Morini

Sul caso dell’esperimento gestionale del molino Scodellino Labsus ha  intervistato Giovanni Morini, l’assessore alla cultura del comune di Castel Bolognese.

Quali sono le ragioni principali che hanno spinto a investire in questa struttura?

Il Molino Scodellino, costruito tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400, è l’ultimo esempio esistente della serie dei mulini sorti nel XIV secolo lungo il Canale dei Mulini. Si tratta di uno dei mulini di proprietà  pubblica più antichi d’Italia, nonchà© uno dei manufatti più antichi esistenti nel comune di Castel Bolognese. Già  posto sotto vincolo di tutela dal Ministero per i Beni architettonici e ambientali, è censito come edificio di pregio per il suo valore architettonico e ambientale. L’Amministrazione comunale, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, ha ritenuto opportuno mettere in sicurezza, restaurare e rendere nuovamente vivo il Mulino per conservarne la grande valenza storica, individuandolo al tempo stesso come preziosa risorsa per iniziative future.

Come descrive la relazione fra l’amministrazione locale e l’associazione Amici del Mulino Scodellino?

L’Associazione Amici del Mulino Scodellino è nata nel 2009, con l’obiettivo di valorizzare il Mulino, farlo conoscere e amare. Per la gestione del Mulino abbiamo sottoscritto una convenzione con l’Associazione, riconoscendo ai volontari, oltre a una grande passione e a un ottimo spirito di iniziativa, anche notevoli capacità  tecniche e manuali. La collaborazione con l’Amministrazione comunale è costante e costruttiva, il confronto di idee continuo e proficuo. Recentemente l’Associazione è entrata a far parte dell’Aiams (Associazione italiana amici dei mulini storici), che ha lo scopo di valorizzare i beni artistici e culturali più ” nascosti ” del nostro paese.

Qual è il futuro della struttura? Quali iniziative sono previste nel breve e lungo periodo?

Parallelamente ai lavori di rifinitura, il Mulino Scodellino è già  diventato teatro di iniziative culturali ed educative, ospitando scolaresche e gruppi di cittadini per visite guidate, ma anche concerti, presentazioni di libri, ecc. L’obiettivo è far diventare il Mulino ” museo di se stesso ” e contenitore di iniziative. Nel breve periodo sono in programma altri eventi culturali e dimostrazioni sulla produzione di farina (lo scorso marzo è stata rimessa in funzione l’antica macina: evento inserito nelle Giornate di primavera del FAI, che in due giorni hanno portato al Mulino circa duemila visitatori); nel lungo periodo stiamo valutando, tra l’altro, l’opportunità  di far diventare il Mulino e il manufatto antistante, residenze per artisti.

Sono previsti altri esperimenti gestionali analoghi nel territorio comunale?  

Al momento non sono previsti esperimenti gestionali analoghi, ma visti i risultati indubbiamente molto soddisfacenti dell’esperienza con l’Associazione Amici del Mulino Scodellino, non sono certo di escludere iniziative analoghe.

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