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Welfare generativo: una guida per gli addetti ai lavori

From the crisis of the welfare state to the community welfare: an emerging paradigm for social services.

Nel corso degli anni le richieste di prestazioni sociali sono aumentate in modo esponenziale, anche nella loro complessità , e da più parti oggi si riconosce che i Servizi del nostro Sistema socio-assistenziale non sono in grado, da soli, di dare le risposte a cui i cittadini hanno diritto. Vi è certamente un problema di risorse economiche, nonostante sia destinata alla protezione sociale e sanitaria della popolazione italiana poco meno della metà  della spesa pubblica. Ma è solo la punta dell ' iceberg.

E’ questo il tema del volume di Luciano Pasqualotto,  Rendere generativo il lavoro sociale.  Guida per operatori ed amministratori locali, La Meridiana, 2016.
Già  nel 2009, la Commissione Europea invitava a ripensare al Welfare state  “come un fattore produttivo” e non solo come “un impedimento alla crescita economica” (2009, p. 59). Mettere a fuoco quale possa essere ” la produzione ” del Sistema socio-assistenziale è una questione dibattuta: una delle tesi principali di questo libro è che la funzione del Welfare non si esaurisca nella mera erogazione di prestazioni economicamente sostenibili in risposta ai bisogni dei cittadini, ma debba contribuire ad accrescere il ” capitale sociale ” di una comunità , cioè quella dimensione – difficilmente quantificabile ma cosìnecessaria – fatta da relazioni solidali, di reciprocità , fiducia e sussidiarietà .

Il welfare di comunità 

Si tratta di una declinazione del Welfare di comunità  che trova nella generatività  il suo paradigma metodologico e la sua esplicazione operativa. Si parte dalla constatazione che ci sono bisogni sociali ed assistenziali cui è possibile rispondere senza far necessariamente ricorso agli specialisti, ma attraverso relazioni di prossimità  e di vicinato. Si tratta di portare a sistema quel potenziale solidale che con tanta generosità  si manifesta in occasione di eventi catastrofici, capace di arricchire di competenze ed umanità  sia coloro che prestano aiuto sia quanti lo ricevono.

La proposta non è nuova. Nel Libro bianco sul futuro del modello sociale (2009), il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali indicava nel Welfare comunitario, composto da una rete di persone, famiglie, imprese profit e non-profit, Terzo settore, il luogo dove rifondare la protezione sociale. Dal 2012 la Fondazione Zancan di Padova propone un modello del Welfare Generativo ® nel quale l’assistenza sociale tradizionale si trasforma in promozione delle persone e della comunità  locali, abbandonando la logica del costo per approdare a quella dell’investimento sociale.

Verso il welfare generativo

Lo scopo del libro è di guidare operatori sociali, funzionari ed amministratori locali, dirigenti di enti del Terzo settore e volontari lungo la prospettiva del Welfare generativo e di comunità , fornendo sintetici ma precisi riferimenti culturali, metodologici ed operativi. Agli Operatori sociali si suggerisce di orientare con maggior coraggio il proprio ruolo in direzione di funzioni di mediazione e di regia delle risorse della comunità  locale. Agli Amministratori si spiega che il capitale sociale della comunità  è un valore almeno quanto gli altri beni del territorio e non si può pensare che nei tempi in cui viviamo possa crescere in modo spontaneo: piuttosto va fatto oggetto di una specifica azione politico-amministrativa nella convinzione che il Welfare di Comunità  è insieme una necessità  ed un’opportunità .

Dopo una prima parte in cui si approfondiscono i temi della generatività , della comunità , del Welfare Generativo e del tipo di sviluppo che si può ottenere attraverso l’approccio generativo, il libro assume un carattere applicativo. In particolare il terzo capitolo entra nel merito della progettazione degli interventi sociali e della loro valutazione in chiave generativa. A tal fine si individuano quattro ” macroprocessi generativi ” ai quali tutti, anche i più giovani, sono chiamati a contribuire al fine di sviluppare quel capitale sociale da cui dipende il ” ben-vivere ” ed il ” ben-essere ” entro una comunità  territoriale.



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