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Kiwi, la deliziosa guida di Rosarno nata da un laboratorio di comunità

- 22 marzo 2017

Kiwi* nasce dall’esigenza di installare sul territorio di Rosarno un laboratorio di comunità che raccogliesse le anime della città, le mettesse a confronto e ne restituisse un ritratto inedito. Un libro che ogni cittadino potesse conservare nella propria abitazione, un oggetto permanente di ricucitura sociale. Il percorso è iniziato a Rosarno nell’ottobre 2014 con un workshop di progettazione editoriale condotto dall’associazione Viaindustriae (Foligno) in cui giovani studenti provenienti da tutta Italia e alcuni cittadini hanno ideato il concept e la struttura della pubblicazione. A seguire, una redazione locale composta da un gruppo di cittadini ha organizzato ed elaborato i contenuti, grazie a un intenso lavoro tra la ricerca d’archivio e il confronto diretto che ha permesso di portare alla luce memorie private e collettive della città. Sono riemersi, ad esempio, racconti – come quelli legati all’emigrazione o alle lotte per il diritto alla terra e al lavoro – che è stato possibile inquadrare sia nella loro dimensione storica, sia in quella del ricordo intimo e privato. O ancora, sono state riscoperte e indagate alcune importanti figure storiche cittadine, personaggi rimasti impressi nell’immaginario popolare. È così che l’immagine della città è stata ricomposta attraverso la storia dei suoi abitanti, i suoi luoghi, i negozi storici, le sue tradizioni, gli elementi della cultura popolare ed enogastronomica.

Un libro corale nato da un laboratorio di comunità

Nell’ottobre del 2015 ha avuto luogo un ultimo laboratorio intensivo in cui alcuni giovani fotografi, guidati dal collettivo barese Planar, ha ideato e prodotto l’apparato fotografico della pubblicazione, mentre alcuni studenti hanno proposto uno sguardo progettuale per la Rosarno del futuro, indirizzati dai contributi di Vincenzo Gioffrè, docente di Architettura del Paesaggio presso l’Università Mediterranea, Carlo Colloca, docente di Sociologia del Territorio dell’Università di Catania e Antonella Agnoli, consulente bibliotecaria.

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Nella stessa occasione, lo scrittore Franco Arminio, ospitato a Rosarno in residenza artistica presso una famiglia del posto, ha prodotto un testo originale per la pubblicazione. Il suo non è l’unico contributo “esterno” nella guida. L’idea da sempre alla base di tutte le attività svolte fino ad oggi da A di Città è stata quella di creare uno scambio tra chi abita il territorio rosarnese e chi lo conosce di passaggio. Rimanendo fedeli a questo principio, per arricchire la pubblicazione sono state chiamate a raccolta tutte le personalità, gli studiosi e i viaggiatori che dal 2012 a oggi sono stati ospiti a Rosarno, in occasione delle due edizioni del Festival della Rigenerazione Urbana e dei vari workshop. Tra questi l’artista Flavio Favelli, la paesaggista e docente Anna Lambertini e il collettivo francese di architetti e designer Collectif Etc.

Una guida raccontata dagli abitanti con aneddoti e memorie

Questo intenso lavoro corale, in cui sono state messe a confronto differenti personalità e discipline, sensibilità e punti di vista, si riflette nella struttura composita del libro, che consta di tre parti. La prima è impostata come una classica guida turistica, in cui però è la voce stessa degli abitanti a raccontare luoghi e punti di interesse, tradizioni ed evoluzioni, attraverso aneddoti e memorie. È così che la città non viene dipinta come un insieme virtuale di punti, ma come un tessuto vivo e cangiante, che riflette gli eventi del passato e si proietta nel futuro.

Non solo memoria, dunque. La parte centrale del libro, intitolata Luoghi Possibili, propone una riflessione su quanto fatto in questi anni all’interno dei laboratori di progettazione promossi e organizzati da A di Città, evidenziando punti di forza e debolezza di una città desiderosa di cambiamento con grandi energie che si muovono e affrontano quotidianamente le sfide riguardanti la coesione, l’integrazione, il lavoro. È la messa a sistema di queste forze, uno sforzo che permetterebbe di affrontare con maggior efficacia problemi comuni, l’obiettivo di Luoghi Possibili, un dono, un progetto per la città.

Dalla memoria ai luoghi possibili

Infine, l’ultima parte del libro, il contributo dei sociologi, paesaggisti, danzatori, antropologi e rosarnesi migranti fanno di Kiwi uno strumento di analisi, una valigia degli attrezzi, tra lo scientifico e il narrativo, per affrontare particolari tematiche come quelle legate alla migrazione, alla memoria di territorio, allo spazio pubblico e alla sua riattivazione attraverso l’architettura, l’arte, il paesaggio e la cultura. Una Rosarno Ulteriore, uno sguardo aggiuntivo, che ospita testi che rimandano a esperienze dirette e buone pratiche, progetti, ricordi e storie di vita.

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La natura di Kiwi, progetto di comunità e strumento di lettura di un territorio attraverso i suoi protagonisti continua nel tour di presentazione, che sta portando Kiwi in diverse città italiane e che vuole raccontare le tante esperienze di innovazione sociale e culturale sparse da nord a sud dell’Italia; e in Kiwimemo, un portale web pensato per essere un archivio vivente della città di Rosarno che si fa ogni giorno più grande grazie al contributo di cittadini e viaggiatori, in un racconto continuo e permanente del teritorio e delle sue comunità.

*È possibile acquistare il libro alla pagina http://kiwi.book.viaindustriae.it/

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