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Le piste ciclabili della bassa Romagna, gli open data per un bene comune

- 23 marzo 2017

Come spiega l’autore, Franco Morelli, l’idea di questo lavoro “è venuta dalla convinzione che la presenza diffusa di piste ciclabili adeguatamente segnalate sia un elemento di benessere per una comunità”. Per compilare la mappa ci sono voluti alcuni mesi: “ho usato come base una vecchia mappa del 2009, ho fatto qualche sopralluogo e ho aggiunto i dati che mi hanno fornito le URP”.

Di Open Data se ne sente parlare spesso, ma non sempre è chiaro cosa siano e quali siano le opportunità che offrono per la cittadinanza. “Open data in effetti è un termine un po’ ostico. Probabilmente sarebbe più efficace chiamarli dati pubblici perché effettivamente è quello che sono: vengono creati da tutti e appartengono a tutti; l’associazione OnData di cui faccio parte è impegnata nel fare passare questo messaggio oltre che nella promozione di una più vasta cultura del dato.”

Le potenzialità degli open data nella creazione di servizi

Nel campo dell’amministrazione condivisa e della partecipazione gli open data possono essere utilizzati in diversi modi, “Il primo utilizzo è per facilitare la trasparenza amministrativa: sono molti gli esempi di come attraverso i dati pubblici sia possibile osservare l’operato della pubblica amministrazione. Ma le grandi potenzialità sono nella creazione di servizi e di applicazioni”. Un esempio? “Se i comuni mettessero a disposizione i dati su i menu degli asili si potrebbe facilmente creare un’app attraverso cui i genitori possano sapere cosa mangeranno i figli”, cosa già sperimentata in qualche Comune. Insomma  il Civic Hacker (così si chiama un cittadino attivo nel mondo digitale) potrebbe razionalizzare informazioni a beneficio della cittadinanza e a tutela dei beni comuni.

I dati aperti sono un mezzo molto potente”, continua Franco, “soprattutto perché possono esser incrociati dataset differenti e ottenere così informazioni molto approfondite. Attualmente sto sviluppando un dizionario Romagnolo-Italiano, che proprio grazie a queste opportunità potrà facilmente diventare Romagnolo-Inglese o Romagnolo-Francese e così via”.

Servono amministrazioni pubbliche più consapevoli

Insomma le vie degli open data sono infinite: “Google conosce le potenzialità dei dati ma purtroppo non li rende liberi. Le pubbliche amministrazioni invece dovrebbe renderli accessibili e gratuitamente utilizzabili anche per fini commerciali: porterebbero sicuramente sviluppo. Probabilmente molti amministratori non hanno la consapevolezza di questo”.

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