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AREA in Trasformazione: la due giorni al Festival dei beni comuni di Chieri

- 18 luglio 2017

Labsus ha curato in particolare la prima giornata, con l’introduzione al tema dell’amministrazione condivisa in Piemonte e il laboratorio “Dall’idea alla stipula del Patto di collaborazione. Contesti, iter, problemi e soluzioni: l’importante è sperimentare!” e la mattina della seconda giornata con una riflessione sui risultati emersi dal laboratorio. Avanzi ha invece organizzato due focus group sul tema della rigenerazione dell’area ex Tabasso e sulla creazione di tre “Case di Città”.

Per Labsus, obiettivo delle due giornate è stato quello di offrire un’occasione di incontro e riflessione condivisa tra le amministrazioni piemontesi che applicano il Regolamento per la partecipazione nella cura e nel governo condiviso dei beni comuni, dando effettivo seguito al principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale.

presentazione

Il laboratorio

Il laboratorio realizzato nella giornata di venerdì si è focalizzato sulle procedure amministrative adottate dalle diverse amministrazioni nell’alveo dell’implementazione della regolamentazione dei beni comuni. Il workshop ha visto la partecipazione di funzionari tecnici e politici dei Comuni di Chieri, Torino e Collegno, Comuni che si stanno misurando con il Regolamento con tempi, modalità e approcci differenti. All’evento, aperto anche alla cittadinanza, hanno partecipato anche alcune associazioni impegnate nella costruzione di Patti nella città di Chieri.

I tavoli di discussione

All’interno del workshop i partecipanti sono stati suddivisi in due tavoli eterogenei e sono stati chiamati a ragionare su due domande:

1 – In che modo si applica l’amministrazione condivisa nei comuni?
2 – Come vi immaginate l’amministrazione condivisa tra 10 anni? Cosa succederà nei vostri municipi dopo 10 anni di implementazione del Regolamento? In che modo il ruolo stesso dell’amministrazione si modifica nel tempo?

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Le considerazioni emerse

Dai due tavoli sono emerse alcune indicazioni di principio e alcune indicazioni pratiche. In prima battuta, è emersa con forza la necessità di un cambio della cultura amministrativa, per ricercare un nuovo modo di stare insieme, per costruire fiducia dentro e fuori la pubblica amministrazione.

Parallelamente a questo è necessario avere il “coraggio” di sperimentarsi ogni giorno, partendo dalle difficoltà per ricercare nuove modalità operative, il più possibile caratterizzate da flessibilità.

Queste indicazioni di principio sono state poi declinate in linee guida per la pratica a partire dalla necessità di individuare una nuova forma di comunicazione, maggiormente efficace, diretta e informale, basata su un glossario di riferimento comune e condiviso. È poi necessario ripensare alla struttura amministrativa, basata sulla costruzione di un ufficio di riferimento a geometria variabile, flessibile e capace di di alogarecon i territori. Importante anche il tema della formazione e delle competenze dei tecnici, che spesso vengono investiti da nuove responsabilità e nuovi compiti senza avere gli strumenti concettuali per affrontare le nuove sfide dell’amministrazione condivisa.

Infine sono emerse alcune questioni aperte, su cui sarà necessario riflettere nei prossimi mesi: che differenza c’è tra il Patto e gli strumenti tradizionali? Quale valore aggiunto offre? Di cosa parliamo quando parliamo di responsabilità? E infine, il conflitto è motore del cambiamento?

In conclusione, le due giornate hanno offerto un’occasione di dialogo e ascolto, riflettendo sulle criticità, potenzialità e sfide poste dall’amministrazione condivisa a partire dalle pratiche in atto nei territori. I temi emersi sono centrali per inquadrare come le amministrazioni piemontesi stanno applicando e declinando il Regolamento in Piemonte.

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