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A Milano l’incontro per coprogettare e gestire i patti di collaborazione

Pochi giorni dopo la Biennale della Prossimità  2017 a Bologna, il 23 giugno l'Università  degli Studi di Milano -Dip. Studi Internazionali, Giuridici, Storico-Politici- ha ospitato un'attività  formativa a carattere nazionale sul tema " Coprogettare e gestire i patti di collaborazione " : l'iniziativa è stata offerta gratuitamente sia a dipendenti e amministratori di enti locali che a cittadini singoli o associati che hanno già  in corso o che intendono promuovere patti di collaborazione all'interno del quadro normativo reso possibile dal Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, adottato da 122 Comuni in tutta italia.

Laura Ammannati,  Direttrice del Dipartimento, ha inaugurato l’incontro ringraziando i relatori accorsi per questo momento di condivisione: il  Prof.  Gregorio Arena, Presidente di  Labsus, e il  Dott. Donato di Memmo,  funzionario del Comune di Bologna che ricopre l’incarico di responsabile dell’ufficio Semplificazione Amministrativa e Promozione della cittadinanza attiva e che dal maggio 2014, segue la realtà  regolamentare a Bologna, primo Comune ad aver adottato il Regolamento  e  sicuramente  l’esperienza più significativa al momento,  anche dal punto di vista dell’organizzazione  amministrativa che vi  sta dietro.

Questo evento ha  permesso  di fare  maggiore chiarezza su questa nuova  modalità  di lavoro/relazione tra i  cittadini e l’amministrazione; di comprendere meglio  quali siano le reali  opportunità   di  uno strumento operativo flessibile  come il Regolamento e  quali siano  invece  i  limiti e i suoi  confini.  Il  seminario ha reso possibile, inoltre, l’ascolto di tutto  quanto  è avvenuto o si è trasformato  nei  tre anni dell’esperienza  di  applicazione del principio di sussidiarietà  orizzontale a Bologna, grazie al Regolamento per l’amministrazione condivisa;  in particolare,  cosa  è accaduto  all’interno dell’amministrazione  nel momento in cui  sono giunte le  prime proposte di collaborazione  da parte dei cittadini attivi  e cosa è stato  fatto  perchà©  da quelle  potessero nascere  autentici ed efficaci  patti di collaborazione.  Non solo: è stata  un’occasione molto importante  di confronto e  scambio di esperienze tra i tanti  convenuti da tutta la Lombardia,  persone in rappresentanza  sia degli enti locali sia del terzo settore, del  volontariato in generale e, sostanzialmente, della cosiddetta  società  civile che,  nonostante la  giornata  caldissima,  ha partecipato attivamente ponendo  quesiti  durante il dibattito e raccogliendo varie indicazioni dal  Dott. Donato Di Memmo,  la cui  esperienza di co-progettazione e gestione del processo di realizzazione dei patti si  traduce,  nella pratica,  in 345  patti di collaborazione siglati in tre anni.

La riunione  è terminata con un ringraziamento speciale  al Prof. Arena,  per tutto quello che ha fatto per la Lombardia in questi due anni di lavoro  insieme al  suo staff di collaboratrici e collaboratori,  nell’ambito del progetto  Labsus in Lombardia  Costruire comunità , liberare energie,  sostenuto dalla  Fondazione Cariplo.  In Lombardia, infatti,  si contano  ormai vari Comuni che hanno adottato il Regolamento, alcuni dei quali, come Pavia e Varese, rappresentati al seminario: capoluoghi di province, quindi, come anche  Comuni  di media entità , che sono giunti all’adozione del Regolamento  grazie al supporto e al know-how  conoscitivo e sperimentale  di Labsus.

Milano,  in particolare,  in questo momento  è al centro di processi partecipativi estremamente  interessanti sotto vari profili e tutto il mondo  delle associazioni e del volontariato presenti all’incontro organizzato da Labsus è stato  testimonianza di  quel  fermento  positivo che si avverte oggi  in Lombardia e  che sta facendo crescere,  come un  lievito di democrazia, le  sempre più numerose  esperienze  collaborative  tra  cittadinanza  e  istituzioni.  Rispetto al passato, infatti, in  cui i riferimenti in ambito nazionale erano  il modello emiliano e il modello  toscano, oggi  anche la Lombardia, orgogliosamente, ha fatto uno balzo in avanti  dal punto di vista amministrativo per quanto riguarda gli aspetti  delle competenze e della  sensibilità .

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