Beni comuni e amministrazione condivisa Lazio Patti di collaborazione

Grazie ai cittadini rinasce il Parco di Monte Menola a Pontecorvo

Ad un anno dall ' approvazione del patto di collaborazione tra il comune di Pontecorvo e l ' associazione Animafamily il parco di Monte Menola torna a vivere.

A qualche chilometro da Pontecorvo, in provincia di Frosinone, sorge il comprensorio di Monte Menola: quattro colline con un ' altezza di quattrocento metri, boschi di conifere, macchia mediterranea e una grande varietà  di flora e fauna.  

Il parco di Monte Menola è da sempre un luogo identitario della popolazione di Pontecorvo e se un tempo era molto frequentato per la raccolta della stramma, oggi lo è per le sue attività  di svago. Un patrimonio naturalistico che qualche anno fa si era deciso di valorizzare facilitandone la fruibilità . Erano nati un rifugio, un’azienda faunistica, una torretta di avvistamento ed un’enorme rete sentieristica. Come spesso accade però l’incuria ha preso il sopravvento e di quelle costruzioni sono rimasti solo i ruderi.

A luglio del 2016, dopo l’approvazione del regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, un patto di collaborazione ha formalmente impegnato l’associazione Animafamily su diversi fronti: la realizzazione e la manutenzione della sentieristica sul Monte Menola, la ristrutturazione del rifugio forestale e la rivalutazione dell’intera area circostante.  Cosìi cittadini hanno iniziato a dedicare le loro forze e il loro tempo all’attuazione del progetto per l’utilizzo e la ri-fruizione del sito.

Ad un anno dall’approvazione di quel patto, i cittadini hanno svolto più di 1000 ore di lavoro volontario e hanno messo a disposizione, con l’aiuto delle aziende coinvolte, le attrezzature, gli strumenti e i materiali necessari alle ristrutturazioni.  Il prossimo appuntamento è il 20 luglio alle ore 11,30 per l’intitolazione della Casetta degli Alberi, un’occasione per conoscere il progetto, partecipare e continuare a fare rete.

I lavori da eseguire sono ancora tanti ma la strada da seguire è chiara, innamorarsi del proprio territorio per riappropriarsi dei beni comuni.

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