The regulation provides for the introduction of a Laboratory concerning the active citizenship as a central authority in the execution of subsidiary operations.
Diritto Norme Regolamenti comunali Veneto

Verona, delibera del consiglio comunale n. 10 del 2 marzo 2017

La struttura del regolamento veronese appare tra le più coerenti con la visione della sussidiarietà  orizzontale. The regulation provides for the introduction of a Laboratory concerning the active citizenship as a central authority in the execution of subsidiary operations.

Nella seduta del 2 marzo 2017 il Comune di Verona ha approvato il proprio " regolamento per l ' attuazione della sussidiarietà  orizzontale mediante interventi di cittadinanza attiva " . Il regolamento - in vigore decorsi 15 giorni dall ' esecutività  della delibera di approvazione n. 10/2017 - presenta una struttura peculiare: alle disposizioni di carattere generale con cui si apre il testo normativo seguono i tipi di interventi in cui può estrinsecarsi l ' attività  di amministrazione condivisa dei cittadini attivi.

Il Titolo III è dedicato alle disposizioni definite di carattere procedurale, contenenti tanto le statuizioni relative al contenuto delle ” proposte di collaborazione ” e dei ” patti di sussidiarietà  ” che le norme relative alla fase gestoria e di controllo dell’attività  regolamentata. Successivamente viene introdotto un Titolo rubricato ” Laboratorio per la cittadinanza attiva ” con 2 articoli dedicati rispettivamente alla sua definizione quale ” luogo fisico ove svolgere, su base gratuita e volontaria, in forma permanente, promuovendo il dialogo tra Amministrazione e cittadini, gli incontri ” relativi all’attuazione della sussidiarietà  orizzontale ed alla sua composizione ” su base volontaria ” a cui ” posso partecipare… con adesione volontaria e consapevole, tutti i cittadini ” (art. 16) e al suo funzionamento, basato sull’approvazione di un apposito regolamento ” da sottoporre all’approvazione della cittadinanza ” e sull’elezione di un comitato esecutivo ” che potrà  rapportarsi direttamente con il Comune ” (art. 17).
Seguono le disposizioni relative alla formazione, alle forme di sostegno, agli aspetti comunicativi e di controllo ed infine quelle relative alla responsabilità  ed alla vigilanza che precedono l’ultimo articolo già  menzionato inerente l’entrata in vigore del regolamento.

COMMENTO

Dall’analisi del testo approvato dal comune di Verona si può evincere un’evoluzione dell’impianto normativo base normalmente utilizzato dagli enti territoriali che manifesta le proprie peculiarità  fin dalla propria premessa: il voluto richiamo nell’incipit del testo non solo delle ordinarie premesse normative legittimanti il regolamento approvato ma anche delle ” lacune normative ” , denunciando come ” non è attualmente intervenuta alcuna normativa ordinaria o regionale volta a promuovere l’attuazione del principio di sussidiarietà  ” secondo le potenzialità  insite in un tale istituto.
Ancora, sempre nella premessa del testo viene dato atto dell’iter partecipativo alla base della definizione dell’articolazione del regolamento, realizzato mediante una consultazione online aperta alla cittadinanza finalizzata a cogliere le esigenze della cittadinanza e gli ambiti di potenziale sviluppo della cittadinanza attiva. Un approccio certamente coerente con quello che deve esser lo spirito collaborativo e di sostegno alla base della corretta applicazione del principio di sussidiarietà  orizzontale, che trova il suo apice attuativo nelle già  indicate norme dedicate al Laboratorio per la cittadinanza attiva, idoneo, almeno nelle intenzioni desumibili dalla lettura del testo, a costituire un vero anello di congiunzione tra la realtà  amministrativa e i bisogni cittadini; un interlocutore privilegiato che potrebbe al tempo stesso favorire la diffusione di pratiche collaborative spesso particolarmente esigue. In tal senso deve sottolinearsi l’allegazione al regolamento di modelli di proposta di collaborazione per l’attuazione di interventi di sussidiarietà  utilizzabili dalle associazioni e dai singoli privati, idonei a rispondere al bisogno spesso manifestato dalle compagini sociali nella successiva fase attuativa delle norme del regolamento, di rifarsi a un modello base su cui delineare la propria proposta di intervento.

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