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I territori dell’Economia civile: ecco com’è andata la Summer School di Legambiente

- 26 agosto 2017

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze a chi si sta occupando o intende occuparsi di Economia civile, un numero di attori sempre maggiore nel nostro paese.

L’economista Stefano Zamagni è stato tra i primi in Italia a riscoprire quella che nel ’700 Antonio Genovesi chiamava col nome di “Economia Civile”. Zamagni ci insegna che il fine ultimo dell’economista civile è uno solo: il bene comune. Sia il modello neoliberista quanto quello socialdemocratico di welfare non funzionano più. Il primo non assicura l’universalità dello Stato sociale, l’altro non garantisce la qualità. La soluzione è il welfare civile, fondato sul principio di sussidiarietà circolare, cioè sulla collaborazione tra tre soggetti: l’ente pubblico, le imprese e la società civile. Con questo in mente, la società civile organizzata, quindi cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, fondazioni, ecc.., non deve essere confinata al ruolo di soggetto incaricato di distribuire il sovrappiù, come in altri sistemi economici, ma è valorizzata come soggetto economico vero e proprio.

Un programma ricco di contributi

Il corso si è svolto alternando interventi frontali di esperti e workshop tra i partecipanti, sviluppando così nella pratica i temi trattati e mettendo in rete le competenze del folto e variegato gruppo di “studenti”.

Il senatore Mauro Del Barba, primo firmatario della legge sulle Società Benefit, ha condiviso con i partecipanti una riflessione sul percorso che ha portato all’approvazione nella legislazione italiana di questo importante e innovativo stato giuridico, e di come dopo un anno e mezzo dall’entrata in vigore questo provvedimento abbia impattato positivamente l’ecosistema imprenditoriale del nostro paese.

Dario De Rossi, presidente di Proetica, un’Associazione no profit nata a Treviso da l’ Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili e Unindustria, ha raccontato la sua esperienza nell’iniziativa dell’Associazione rivolta ad incentivare ed ampliare la diffusione della responsabilità sociale nelle imprese. Particolarmente interessante il racconto ricco di dettagli della sua esperienza pratica sulle Società Benefit. Laura Muzi, di Labsus, ha portato l’attenzione del pubblico su come si possa dare concretezza al principio di sussidiarietà orizzontale grazie a strumenti come i patti di collaborazione. I patti di collaborazione sono uno strumento legale che disciplina nel dettaglio i termini e le condizioni nel rispetto delle quali le esperienze di cura e rigenerazione di beni e spazi comuni urbani possano prendere forma tra cittadini attivi e pubblica amministrazione. Simone Siliani, direttore della  Fondazione Finanza Etica, ha raccontato come La Finanza Etica cerchi di ottenere da un investimento non solo un alto rendimento con un basso rischio, ma anche un impatto positivo sull’economia reale, finanziando tutte quelle attività che si muovono in un’ottica di sviluppo umanamente ed ecologicamente sostenibile. Carlo Andorlini, del comitato scientifico nazionale di Legambiente, ha esplorato miti, rischi e opportunità legati alla cosiddetta Sharing Economy, illustrando le numerosissime, e spesso sconosciute, esperienze che si sono sviluppate in Italia negli ultimi anni. La deputata Veronica Tentori, prima firmataria del disegno di legge sull’economia di collaborazione, ha partecipato alla difficile discussione su dove e come normare il variegato e mutevole settore della Sharing Economy, tenendo in considerazione sia i diritti dei lavoratori sia il necessario bisogno di flessibilità di un settore così innovativo. Gabriele Ferrieri, co-founder di ICarry, la prima e più grande piattaforma di sharing economy per le spedizioni urbane, con oltre 10 mila utenti nelle principali città italiane e due sedi, a Roma e Milano, ha portato la sua esperienza di giovane imprenditore, raccontato il suo percorso e le prospettive future della piattaforma da lui creata. Luca Raffaele, project manager di Next (Nuova economia per tutti), ha condiviso il suo lavoro di mappatura e analisi delle realtà italiane impegnate nella promozione di una nuova economia più sostenibile ed inclusiva. Alessandra Bonfanti, Responsabile piccoli comuni e mobilità dolce di Legambiente, ha raccontato e descritto il panorama italiano delle cooperative di comunità, cioè quelle cooperative caratterizzate dall’essere diretta espressione di una comunità locale e dall’avere come propria missione la salvaguardia e la valorizzazione della comunità stessa, attraverso la creazione di posti di lavoro, la realizzazione di servizi, il recupero di produzioni e mestieri tradizionali e la valorizzazione turistica e ambientale del territorio.

La Summer School è stata un’occasione di confronto tra innumerevoli punti di vista, esperienze e background differenti, tutti però accomunati dal desiderio di partecipare da cittadini attivi a una nuova stagione di impegno civile per questo paese, e con la fortissima convinzione che questo sia possibile.

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