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I beni comuni presi sul serio: in Lombardia e a Milano, la sperimentazione continua

Oltre 200 persone tra politici, funzionari, studenti, cittadini attivi da tutta la Lombardia per confrontarsi sulla sostenibilità dell ' amministrazione condivisa

Si è tenuto venerdì 29 settembre al Politecnico di Milano I beni comuni presi sul serio, l ' evento conclusivo del progetto sperimentale Costruire comunità, liberare energie, promosso da Labsus e sostenuto da Fondazione Cariplo a partire dal 2015: il primo progetto su scala regionale che ha messo al centro i beni comuni e la loro cura.

Oltre 200 persone provenienti da tutta la Lombardia, tra politici, funzionari e cittadini attivi hanno partecipato attivamente all’iniziativa: l’obiettivo principale era quello di confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’amministrazione condivisa, ovvero un modello di gestione dei beni comuni fondato sulla collaborazione tra istituzioni e comunitaÌ€ locale, che in molti dei Comuni coinvolti si sta giaÌ€ sperimentando.

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In Lombardia ben 10 capoluoghi su 12 hanno infatti approvato o stanno per adottare un regolamento comunale per i beni comuni. Nell’elenco dei territori lombardi che hanno introdotto questa innovazione amministrativa non ci sono peroÌ€ solo capoluoghi: troviamo grandi comuni come Cinisello Balsamo, di medie dimensioni come San Donato Milanese o piuÌ€ piccoli, come Brugherio e Cavriana.

In apertura dei lavori, Gabriele Pasqui, Direttore DAStU, dichiara l’interesse del tema per la ricerca e considera centrale la riflessione sulle modalitaÌ€ attraverso cui ” generare beni comuni ” , che sono l’esito eventuale di un processo di compresenza prima, di relazione poi, tra persone e tra queste e il territorio in cui vivono.

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Nei quattro tavoli paralleli,  in cui sono intervenuti anche  rappresentanti dei municipi e di alcune  realtà  sociali di Milano, sono stati affrontati temi cruciali, a partire dalle esperienze maturate nei due anni di sperimentazione: beni comuni, catalizzatori di persone e organizzazioni; il comune, dai progetti ai processi per l’interesse generale; strumenti condivisi, per abilitare persone e organizzazioni; investimenti, per valorizzare relazioni, saperi e competenze diffuse.

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A restituire i risultati sono stati quattro diversi rappresentanti, uno per ciascun tavolo, ciascuno proveniente da una delle cittaÌ€ protagoniste del progetto. Gianluca Caruso, Direttore operativo di Cinisello Balsamo, racconta il lavoro del tavolo come ” i beni comuni visti da dentro ” : da dentro il comune e da dentro le associazioni. Per produrre cambiamento non basta approvare una norma, sono spesso necessari processi lunghi, in cui cambiano le relazioni. Alice Moggi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pavia, sottolinea la diversitaÌ€ dei soggetti coinvolti nel tavolo di lavoro, da cui emerge ” l’importanza della contaminazione, che apre porte dove ci sono muri, sulla base di una sperimentazione condivisa e continua, impostata su responsabilitaÌ€ e orientata ad acquisire nuove competenze”.

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Donatella Boccali, Responsabile di posizione organizzativa Area Welfare di comunità  e Coesione sociale del Comune di Cremona, riprende il tema sotto un altro punto di vista: “è importante pensare il tempo con i cittadini non come perso ma come investito: gli investimenti servono per avviare processi che abbiano già  pensato la loro continuità  a partire dal lavoro quotidiano del comune e dei singoli cittadini”. Dino De Simone, Assessore all’Ambiente di Varese, sottolinea l’esigenza di “trovare gli strumenti, i linguaggi e le sedi per muovere le persone verso un immaginario di cambiamento che vada ben oltre la manutenzione, verso l’identità  collettiva”.

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” Milano parte da esperienze giaÌ€ attive, anche se ancora non c’eÌ€ un Regolamento dei beni comuni. Con Labsus abbiamo lavorato a una bozza, entro fine ottobre le linee guida di giunta ” cosiÌ€ Lorenzo Lipparini, Assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data del Comune di Milano. Lipparini ricorda il ruolo chiave dei Municipi, dell’associazionismo ma anche delle realtaÌ€ informali come interlocutori strategici in questo percorso, specie nelle periferie. In un laboratorio dell’innovazione come Milano ” eÌ€ importante che si passi dalla sperimentazione alla regolamentazione, e che questo si faccia attraverso il Regolamento dell’amministrazione condivisa ” , conclude l’Assessore. Virginio Brivio, neoeletto Presidente Anci Lombardia, dichiara che ” va sostenuta l’alleanza fondamentale tra comuni e cittadini con percorsi di accompagnamento e formazione ” perché “la cura dei beni comuni aiuta a ricostruire il rapporto positivo tra comune e cittadini ma anche a creare senso di appartenenza ” . Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo, ripercorre la storia che ha portato all’ideazione e alla realizzazione del progetto e ne sottolinea ” il suo carattere di sistema, ma orientato alla pratica perché animato da iniziative promosse dal basso ” e ribadisce  il carattere strategico del tema dei beni comuni nelle politiche della Fondazione.

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Gregorio Arena, Presidente di Labsus, chiude la giornata di lavoro identificando tre fronti su cui lavorare in Lombardia: in primo luogo i piccoli comuni, in un progetto di sistema in cui ANCI abbia un ruolo centrale; in secondo luogo le scuole, migliaia di potenziali presidi territoriali aperti alla comunitaÌ€; in ultimo  le periferie, nel solco del progetto LacittaÌ€intorno di Fondazione Cariplo, che vede il coinvolgimento attivo degli abitanti dei quartieri periferici nella cura e gestione condivisa dei luoghi in cui abitano, quali attori protagonisti di un autentico processo di rigenerazione urbana, culturale, sociale.

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Di origini sabine, dopo le parentesi romane e iberiche si trasferisce a Milano. Si è formata nell’ambito dell’Economia dello Sviluppo, appassionandosi di beni comuni e processi cooperativi a partire dalla tesi di laurea magistrale sulla riscoperta dei commons, vincitrice nel 2013 del concorso nazionale “Enti locali e sostenibilità”. Ha svolto attività di ricerca presso la SDA Bocconi – School of Management, e lavorato in ambito di sviluppo locale collaborando con organizzazioni diverse come Positive Planet, Collaboriamo, InPatto Locale. Oggi è caporedattore centrale di Labsus, di cui segue inoltre le attività in Lombardia. Collabora parallelamente con Impact Hub Trentino in progetti sperimentali di innovazione aperta.

Notizie sull'autore

Elena Taverna

Di origini sabine, dopo le parentesi romane e iberiche si trasferisce a Milano. Si è formata nell’ambito dell’Economia dello Sviluppo, appassionandosi di beni comuni e processi cooperativi a partire dalla tesi di laurea magistrale sulla riscoperta dei commons, vincitrice nel 2013 del concorso nazionale “Enti locali e sostenibilità”. Ha svolto attività di ricerca presso la SDA Bocconi – School of Management, e lavorato in ambito di sviluppo locale collaborando con organizzazioni diverse come Positive Planet, Collaboriamo, InPatto Locale. Oggi è caporedattore centrale di Labsus, di cui segue inoltre le attività in Lombardia. Collabora parallelamente con Impact Hub Trentino in progetti sperimentali di innovazione aperta.

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