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La storia unica di Odradek: libreria bene comune nel cuore di Roma

- 9 ottobre 2017

Ma non è un supermercato: all’interno ci sono edizioni rare e particolari, spesso introvabili, frutto di un costante lavoro di ricerca. Ogni giorno ci sono nuove presentazioni, inaugurazioni di mostre d’arte ed eventi cultuali e un proprietario sempre pronto a tendere la mano ai suoi lettori, mettendo in connessione gusti e indecisioni.

Odredek è straordinaria e incredibile come l’essere immaginario di Franz Kafka. La chiamiamo per nome come fosse una persona, una di quelle che combatte sempre in prima linea per un ideale. E’ rappresentativa di un quartiere e profondamente radicata sul territorio: «Non si riduce solo al centro storico – continua Vender – anche se è difficile far confluire i lettori. Immaginiamo che ci sia un paio di scarpe sportive di quelle che tutti vogliono a San Giovanni, si partirà da Tor Bella Monaca e si arriverà anche a piedi a comprarle. Per un libro non sarà la stessa cosa, nessuno dalla periferia si sposterà verso il centro solo perché ha letto una recensione. E l’ottanta per cento delle librerie a Roma è concentrato nel centro storico, la crisi è presto spiegata. Io sostengo che più librerie ci sono sul territorio più si vendono libri, se a Tor Bella Monaca ce ne fosse una magari qualcuno avrebbe piacere a scendere di casa per andare a comprare un libro».

La comunità di Odradek

Non basta più essere considerati un avamposto di resistenza, andare avanti è sempre più faticoso: «Se continua così il rischio di chiudere tutti è reale, in un Paese in cui non si legge come il nostro è facile creare il deserto». Ma la possibilità di sopravvivere, di salvarsi esiste se intorno alla libreria si forma un cordone di protezione fatto di lettori, appassionati, curiosi e persone convinte che Odredek sia un bene comune di Roma: «Era arrivato per noi il momento di dire la verità, abbiamo pubblicato un bilancio che vedeva il nostro conto in rosso di ventimila euro. Abbiamo chiesto aiuto facendo appello alla comunità di Odradek – non alle istituzioni – usando i nostri canali social. La campagna è diventata virale e nel giro di due mesi e mezzo siamo riusciti a reperire le risorse e abbiamo abbattuto il debito in banca. Il passo successivo è stato pubblicare l’estratto conto per far sapere a quelle duecentotrenta persone che avevano donato di essere riusciti insieme a superare una difficoltà, in totale trasparenza».

Una storia unica in Italia: «Il bello è aver riscontrato nei mesi successivi un aumento di fatturato incredibile, è stato un percorso pazzesco in cui noi abbiamo avuto il coraggio di dire la verità ai nostri lettori, ci abbiamo messo la faccia e siamo arrivati a poter affermare che Odradek ha valore in una città che si è ridotta a produrre solo polistirolo. Ci hanno riconosciuti come un bene comune che aveva bisogno di essere supportato. Abbiamo lavorato su questo crowdfunding, il primo basato non su un progetto proposto, ma sull’abbattimento di un debito che per noi come privati era insostenibile».

Ora l’attività può continuare, al solito indirizzo sicuro. Odradek è riconosciuta come bene fondamentale per un pezzo significante non solo di una città, ma di una società che ama i libri e vuole nutrirsi di cultura con la consapevolezza di poter entrare in una libreria e sentirsi a casa.

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