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La storia unica di Odradek: libreria bene comune nel cuore di Roma

La libreria Odradek rappresenta vent ' anni di storia in Via dei Banchi Vecchi, 57: 110 metri quadrati, 25mila libri tra edizioni rare e nuove uscite. Ha vissuto un momento di difficoltà  accumulando 20mila euro di debiti con la banca, ma grazie ad un crowdfunding è riuscita a riprendere la sua attività  e ad essere riconosciuta come bene fondamentale per la comunità 

La libreria Odradek rappresenta vent ' anni di storia in Via dei Banchi Vecchi, 57. A Roma in cinque anni hanno chiuso cinquanta librerie. In Italia ce ne sono in totale 880, in Francia circa 12mila: «Il Paese è distrutto ». Ad affermarlo è Davide Vender che insieme a Katia si prende letteralmente cura di questa libreria, tra le più antiche della Capitale: 110 metri quadrati, 25mila libri.

Ma non è un supermercato: all’interno ci sono edizioni rare e particolari, spesso introvabili, frutto di un costante lavoro di ricerca. Ogni giorno ci sono nuove presentazioni, inaugurazioni di mostre d’arte ed eventi cultuali e un proprietario sempre pronto a tendere la mano ai suoi lettori, mettendo in connessione gusti e indecisioni.

Odradek è straordinaria e incredibile come l’essere immaginario di Franz Kafka. La chiamiamo per nome come fosse una persona, una di quelle che combatte sempre in prima linea per un ideale. E’ rappresentativa di un quartiere e profondamente radicata sul territorio: «Non si riduce solo al centro storico – continua Vender – anche se è difficile far confluire i lettori. Immaginiamo che ci sia un paio di scarpe sportive di quelle che tutti vogliono a San Giovanni, si partirà  da Tor Bella Monaca e si arriverà  anche a piedi a comprarle. Per un libro non sarà  la stessa cosa, nessuno dalla periferia si sposterà  verso il centro solo perchà© ha letto una recensione. E l’ottanta per cento delle librerie a Roma è concentrato nel centro storico, la crisi è presto spiegata. Io sostengo che più librerie ci sono sul territorio più si vendono libri, se a Tor Bella Monaca ce ne fosse una magari qualcuno avrebbe piacere a scendere di casa per andare a comprare un libro ».

La comunità  di Odradek

Non basta più essere considerati un avamposto di resistenza, andare avanti è sempre più faticoso: «Se continua cosìil rischio di chiudere tutti è reale, in un Paese in cui non si legge come il nostro è facile creare il deserto ». Ma la possibilità  di sopravvivere, di salvarsi esiste se intorno alla libreria si forma un cordone di protezione fatto di lettori, appassionati, curiosi e persone convinte che Odradek sia un bene comune di Roma: «Era arrivato per noi il momento di dire la verità , abbiamo pubblicato un bilancio che vedeva il nostro conto in rosso di ventimila euro. Abbiamo chiesto aiuto facendo appello alla comunità  di Odradek – non alle istituzioni – usando i nostri canali social. La campagna è diventata virale e nel giro di due mesi e mezzo siamo riusciti a reperire le risorse e abbiamo abbattuto il debito in banca. Il passo successivo è stato pubblicare l’estratto conto per far sapere a quelle duecentotrenta persone che avevano donato di essere riusciti insieme a superare una difficoltà , in totale trasparenza ».

Una storia unica in Italia: «Il bello è aver riscontrato nei mesi successivi un aumento di fatturato incredibile, è stato un percorso pazzesco in cui noi abbiamo avuto il coraggio di dire la verità  ai nostri lettori, ci abbiamo messo la faccia e siamo arrivati a poter affermare che Odradek ha valore in una città  che si è ridotta a produrre solo polistirolo. Ci hanno riconosciuti come un bene comune che aveva bisogno di essere supportato. Abbiamo lavorato su questo crowdfunding, il primo basato non su un progetto proposto, ma sull’abbattimento di un debito che per noi come privati era insostenibile ».

Ora l’attività  può continuare, al solito indirizzo sicuro. Odradek è riconosciuta come bene fondamentale per un pezzo significante non solo di una città , ma di una società  che ama i libri e vuole nutrirsi di cultura con la consapevolezza di poter entrare in una libreria e sentirsi a casa.

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