Culturability, ecco i progetti vincenti di questa nuova edizione

- 17 dicembre 2017

Il bando, promosso dalla Fondazione Unipolis ed arrivato oramai alla 4° edizione, incentrato a partire dal secondo anno sulla promozione della rigenerazione urbana, è aperto a tutti e mira a promuovere lo sviluppo sociale stimolando la riflessione sui temi della collaborazione, co-progettazione e coesione sociale.
L’iniziativa della Fondazione Unipolis è senz’altro tra le più rilevanti ed attese, riuscendo in 4 anni a finanziare, formare ed accompagnare oltre 50 progetti con 1.500.000€ investiti.
Come nelle scorse edizioni, anche quest’anno i progetti selezionati si mostrano particolarmente eterogenei ma tutti indirizzati verso il comune proposito della rigenerazione urbana e sociale; analizzando infatti le singole idee è chiaro il lavoro e la dedizione alla base di ogni proposta.

I progetti selezionati

Evocava mira a trasformare il patrimonio delle Cave di Mazara del Vallo, dapprima in stato di abbandono, in un centro di rigenerazione, con la creazione di un museo pubblico e appositi itinerari destinati ai fruitori locali; un progetto di rigenerazione già avviato dalla Cooperativa Periferica dal 2013 e che culminerà il prossimo 15 agosto con un festival della rigenerazione urbana aperto a tutti gli appassionati.

FaRo – Fabbrica dei saperi a Rosarno, anch’esso un progetto nato anni fa, precisamente nel 2012, è volto a recuperare una vecchia mediateca per trasformarla in qualcosa di più innovativo: grazie al sostegno della Fondazione Unipolis la mediateca si “evolverà” da mero centro di consultazione e formazione culturale “passiva” ad una vera e propria fabbrica di produzione culturale e di contenuti editoriali orientati verso l’interesse turistico; un cantiere aperto alle varie realtà locali invitate a confrontarsi ed intrecciarsi nella neonata fabbrica del sapere.

Alla più ampia partecipazione pubblica possibile è indirizzato il progetto L’Asilo di Napoli, dove la ex sede del Forum delle Culture di Napoli, già convento nel 1500, è stato rigenerato grazie all’attività di volontari, avviando una forma di gestione condivisa e partecipata che mira a creare il più grande spazio per la danza e le arti di Napoli; una diversa fruizione e concezione del bene comune, con un’assemblea pubblica aperta a tutti i coinvolti che decide a consenso su ogni questione rilevante per il centro, la cui collaborazione con il pubblico si è estrinsecata in un apposito Regolamento stipulato con il Comune di Napoli.

Alla lotta al degrado ed alla emarginazione sociale è finalizzato Lottozero / textile laboratories. Situato in uno dei quartieri più disagiati di Prato prevede la riconversione di un vecchio magazzino d’abbigliamento in un vero hub dedicato all’arte e al design tessile, un laboratorio permanente incentrato sul coworking; sarà quindi uno spazio polifunzionale che manterrà l’identità originaria del luogo oramai abbandonato per dargli una nuova vita e vitalità, divenendo un luogo fondamentale non solo dal punto di vista socio-culturale ma anche lavorativo, un incubatore del patrimonio tessile che è storicamente presente nel territorio toscano.

Una menzione particolare merita infine l’ultimo, last but not the least, progetto vincitore: MET – Meticceria Extrartistica Trasversale di Bologna. Si tratta probabilmente del progetto più innovativo, incentrato sulla creazione di luoghi che gli stessi promotori definiscono “palestre per generare meticciato sociale”: spazi di condivisione ed interscambio tra culture diverse, finalizzati a creare una vera e genuina socialità tra cittadini e migranti incanalato nella formazione artistica. Fulcro del progetto è quello della formazione professionale dei migranti: l’accompagnamento dei migranti nel mondo del lavoro artistico, fino alla creazione di “compagnie meticce di quartiere”, i cui migliori allievi diventano a loro volta insegnanti con il primario compito di “prendere in consegna” singoli quartieri di Bologna ed alimentare il circolo virtuoso di compenetrazione socio-artistica. Vengono così favorite e valorizzate le attitudini che spesso già manifestavano ed esercitavano i migranti nel proprio paese di origine, come nel caso di Ahmed, un provetto falegname divenuto insegnante dell’arte del legno per l’Associazione Cantieri Meticci, i promotori dell’ambizioso proposito che ha però radici nel 2014, quando con il progetto Compagnia dei Rifugiati è stata creata la prima compagnia teatrale meticcia, oggi con 30 membri provenienti da 15 Paesi diversi.
I luoghi di cultura, sembra dirci il progetto, non possono e non devono essere spazi elitari e chiusi, ma luoghi aperti, condivisi, inclusivi: per un intreccio che può creare nuove forme artistiche di coesione sociale e di rilancio lavorativo.

A questi si sono aggiunti i due progetti “Area Archeologica Giardini Luzzati: Lo Spazio del Tempo” di Genova, che trasformerà l’area in un luogo di memoria storica e “TOC Centre” di Copertino, dove l’ex Torre dell’orologio sarà trasformata in centro culturale. Progetti che hanno ottenuto la menzione speciale della Giuria, composta da illustri architetti e docenti universitari oltre che dal presidente della stessa Fondazione Unipolis, con un sostegno economico di 10 mila euro ciascuno.

Tutti i progetti selezionati, ognuno con le proprie peculiarità, saranno coordinati sulle comuni direttive dell’innovazione culturale e di un’autentica rigenerazione urbana, sul piano architettonico e su quello del valore civico: gli stessi baluardi del progetto Labsus.

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