Beni comuni e amministrazione condivisa Patti di collaborazione Puglia

Ostuni: ventitré patti per ventitré orti urbani condivisi

La scommessa di un percorso tanto articolato e curato nei singoli passaggi sarà  data dalla capacità  dell'Amministrazione e dei cittadini assegnatari degli orti di coinvolgere l'intera comunità  nei percorsi avviati

Riqualificare e valorizzare gli orti urbani posti a valle della cinta muraria del centro storico di Ostuni, in provincia di Brindisi: questo è l'obiettivo dei Patti di Collaborazione con cui sono stati assegnate ad altrettante associazioni, enti e soggetti privati ventitré aree la cui proprietà è stata acquisita dall'Amministrazione Comunale.

L’intento è quello di salvaguardare un’area di enorme interesse paesaggistico, ambientale e archeologico attraverso la collaborazione con i cittadini prevedendo attività multifunzionali che vanno dalle iniziative didattiche, formative e culturali, alla valorizzazione delle aree archeologiche, sino ad attività agricole incentrate sul biologico. Il percorso che ha portato alla stipula dei Patti di Collaborazione è stato articolato e complesso. L’Amministrazione Comunale, sulla base del Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana adottato con delibera di Consiglio Comunale n. 45 del 14.11.2008 che individuava tra gli Abiti territoriali di intervento il Sistema Urbano del centro storico e delle aree limitrofe, ha emesso nel 2015 un Avviso Pubblico finalizzato all’acquisizione di proposte, contributi di idee e manifestazione di interesse per la rigenerazione, riqualificazione e gestione condivisa degli orti storici di Ostuni, considerati dalla comunità di riferimento un bene comune urbano da affidare alla cura e gestione condivisa dei cittadini e del Comune. In linea con il Documento Programmatico di Rigenerazione l’invito, rivolto a cittadini, associazioni, Forum della società civile, scuole, enti pubblici e operatori economici, ha avuto come obiettivo quello di costruire un programma condiviso per la riqualificazione e valorizzazione dell’area attraverso il recupero delle testimonianze storiche e culturali, favorendo le coltivazioni agricole tipiche locali, anche a fini sociali, didattici e ricreativi, il recupero dei manufatti e dei percorsi storici, la valorizzazione delle emergenze archeologiche. Le proposte pervenute sono state valutate da una commissione tecnico-scientifica che ha formulato anche una proposta di assegnazione.

Il contenuto dei Patti

Il lavoro della commissione è stato recepito e fatto proprio dall’amministrazione Comunale con la delibera di giunta n. 323 del 13.12.2016 con cui si è dato mandato all’Ufficio patrimonio, individuato quale interfaccia deputata alla gestione delle proposte, di attivare le procedure per la stipula dei Patti di Collaborazione. Lo schema dei Patti di Collaborazione (in allegato), approvato con delibera di Giunta n. 338 del 24.11.2017, è il risultato di un lavoro di dialogo e confronto avvenuto in fase di co-progettazione degli interventi per la definizione degli impegni specifici assunti dai cittadini e dall’Amministrazione Comunale e ha una durata di tre anni. Il Patto di Collaborazione è accompagnato da un Disciplinare d’uso degli orti urbani che definisce in maniera dettagliata gli obblighi, i limiti, le azioni di cura e le modalità di conduzione. Nel disciplinare viene ribadito l’impegno del Comune di Ostuni verso la costruzione di un modello di agricoltura biologica a tutela della biodiversità e salvaguardia delle risorse naturali. Tutte le problematiche riguardanti la gestione degli orti urbani vengono affidate, attraverso il disciplinare, ad un Comitato di Gestione eletto dall’Assemblea degli assegnatari che vigila sul rispetto delle norme di conduzione, ne gestisce le problematiche e presenta una relazione semestrale all’Amministrazione per la segnalazione delle infrazioni e delle controversie. La concessione d’uso dell’orto comporta il pagamento di un canone con possibilità di totali e/o parziali esenzioni in relazione alle condizioni economiche e alla natura giuridica dell’assegnatario.

Quale valore aggiunto?

L’esperienza del Comune di Ostuni rappresenta un interessante tentativo di guardare ai Patti di Collaborazione come ad uno strumento capace di dare attuazione alle linee strategiche di sviluppo delineate, in questo caso, nel Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana. In un contesto di particolare rilevanza storica, ambientale e archeologica, grazie allo strumento del Patto di Collaborazione, risulta determinante il contributo che può dare ogni cittadino attraverso la condivisione di obiettivi e responsabilità. Il processo avviato attraverso i Patti di Collaborazione, se da un lato affida un certo margine di autonomia e responsabilità ai cittadini attivi attraverso la costituzione del comitato di gestione degli orti composto in via esclusiva dagli assegnatari, dall’altro denota ancora la coesistenza di procedure competitive nella selezione delle proposte. Con alcune proposte escluse dall’assegnazione, infatti, e rimandate ad un successivo avviso pubblico forse si sarebbe potuto procedere ad un tentativo di condivisione delle idee progettuali e degli orti assegnati, all’interno del percorso di co-progettazione. La scommessa di un percorso tanto articolato e curato nei singoli passaggi sarà data dalla capacità dell’Amministrazione e dei cittadini, associazioni, soggetti privati assegnatari degli orti di coinvolgere l’intera comunità nei percorsi avviati, rendendo nuovamente fruibile a tutti un’area urbana che contribuisce a definire l’identità storica, culturale e ambientale della città di Ostuni.

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