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SIENAcondivisa: un’ottima occasione per prendersi cura dei beni comuni

Davide Usai, direttore della FMPS, ci racconta come nasce e con quale scopo il bando SIENAcondivisa di cui si parlerà  a Siena il prossimo 25 gennaio

Il bando "SIENAcondivisa" è promosso dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena in cooperazione con il Comune di Siena e Labsus, attivo fino all ' esaurimento delle risorse, intende promuovere la nascita di iniziative di cura e rigenerazione dei beni comuni. Attraverso la stipulazione di patti di collaborazione, previsti dal "Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura e rigenerazione dei beni comuni" approvato dal Comune nel 2014, tra gli enti promotori e i soggetti locali ideatori degli interventi (rientranti nelle categorie indicate nel bando), verranno concordate le modalità  di attuazione delle iniziative atte a migliorare la qualità  della vita del Comune di Siena. Per puntualizzare l'opportunità  offerta ai cittadini di Siena abbiamo intervistato Davide Usai, direttore Generale della Fondazione Mps, ente coordinatore e promotore delle attività , che finanzia completamente il bando con un contributo di 50.000 euro.  

Per approfondire meglio questa opportunità offerta ai cittadini di Siena abbiamo intervistato Davide Usai, direttore Generale della Fondazione Mps, che finanzia completamente il bando con un contributo di 50.000 euro.

Cosa ha spinto la FMPS a credere (e finanziare interamente) il bando “SIENAcondivisa” in collaborazione con Labsus e il Comune di Siena? E, in particolare, qual è l’intento di promuovere un bando aperto, senza termine di scadenza?

Dopo un periodo non facile, dedicato esclusivamente alla messa in sicurezza dell’ente, la Fondazione si è riappropriata del suo ruolo principale, quello di “motore” di sviluppo socio-economico del territorio e della comunità di riferimento. Un ruolo costitutivo, propositivo ed aggregante, che pone sempre più attenzione ad iniziative volte a rafforzare la coesione sociale. In questa ottica, la Fondazione ha individuato nell’amministrazione comunale ed in Labsus i giusti partner per creare e proporre il bando SIENAcondivisa.
Partendo dal “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, approvato dal Comune di Siena già nel 2014 (tra l’altro uno dei primi enti pubblici italiani a farlo) abbiamo voluto potenziare il modello dell’amministrazione condivisa introdotto dal principio di sussidiarietà della Carta Costituzionale italiana, con un nuovo approccio per la tutela dei beni comuni urbani e delle politiche di inclusione sociale.
Si tratta, quindi, del risultato di una formula innovativa, sia per gli obiettivi perseguiti, sia per le modalità di applicazione. Ci siamo spinti in un campo nuovo, poiché, per la prima volta in Italia, una Fondazione di origine bancaria si è cimentata in un progetto del genere. Figuriamo, quindi, come ente promotore, coordinatore delle attività, ma soprattutto finanziatore del bando, mettendo a disposizione attualmente un plafond complessivo di risorse di 50.000 euro. Un aspetto interessante per noi, è che la Fondazione non è solo attiva nel supporto operativo durante la fase di progettazione dell’intervento, informativo ed eventualmente di orientamento con i soggetti richiedenti, ma potrebbe anche creare opportunità di coinvolgimento del proprio personale nei progetti, con attività di volontariato.
Per quanto riguarda la decisione di emanare un bando aperto, senza termine di scadenza, ma solo ad esaurimento delle risorse disponibili, la volontà è quella di stimolare i cittadini a collaborare, ad essere più inclini a cooperare, prendendosi il tempo necessario per presentare progetti di qualità, ben studiati ed elaborati, in cui la cura, la gestione, la generazione o rigenerazione, di una risorsa comune, che sia materiale o immateriale, siano strumento di sviluppo locale. Chiediamo ai cittadini di diventare protagonisti, assumendo un ruolo attivo, autonomo e solidale per la cura e tutela dei beni comuni, e di promuovere interventi che abbiano ricadute durevoli sul territorio, prerogativa imprescindibile.

In che modo i patti di collaborazione stipulati tra FMPS, gli enti e i cittadini possono rappresentare uno strumento di comunicazione in grado di garantire il buon esito del progetto?

I patti di collaborazione saranno stipulati non soltanto tra la Fondazione e l’ente beneficiario ma, in coerenza al principio di sussidiarietà al quale le Fondazioni di origine bancaria orientano le proprie attività, anche con il Comune di Siena. I patti costituiranno accordi flessibili tripartiti che, partendo dalla proposta progettuale selezionata, regoleranno le attività messe in campo da ciascun soggetto, che comprenderanno, tra le altre cose, competenze, risorse economiche, servizi. In tale logica, la stipula di un accordo, che attesti l’esistenza di una collaborazione tra soggetti di diversa natura per un fine comune, dovrebbe costituire un efficace strumento di ingaggio della cittadinanza e stimolo all’azione rigenerativa.

In base a quali criteri la FMPS valuterà le iniziative?

Una commissione mista, composta da cinque membri nominati dagli enti promotori, valuterà le proposte di collaborazione sulla base della loro attitudine a perseguire finalità di interesse generale, di benessere collettivo e del loro grado di fattibilità. Il processo di valutazione delle iniziative terrà conto della qualità del richiedente e dei partner e quindi della loro esperienza pregressa, delle competenze, della capacità organizzativa e gestionale, della loro reputazione. Verranno tenuti in considerazione la rilevanza dell’idea e la coerenza rispetto alle finalità del bando, oltre alla capacità di curare e rigenerare il bene comune individuato; chiarezza e fattibilità della proposta, combinate con la coerenza rispetto al contesto di intervento, quindi, adeguatezza di obiettivi, risultati e relative modalità di misurazione, attività e strumenti individuati saranno altri elementi chiave di valutazione. Importante sarà anche la considerazione della capacità di includere altre persone e organizzazioni, oltre a quelle proponenti, nelle attività previste, o nei risultati, del progetto, e di favorire un’ampia fruibilità del bene da parte della comunità. Innovatività, sostenibilità, capacità di proseguire l’azione oltre i termini previsti dal sostegno finanziario, e capacità di catalizzare altre risorse, infine, saranno ulteriori parametri di selezione. Ricordo che, tenuto conto della cornice normativa rappresentata dal Regolamento a cui accennavo prima, siamo in un ambito territoriale specifico e ben delineato, il comune di Siena.

Il 25 gennaio si terrà un evento pubblico relativo al bando… Di cosa si tratta?

E’ un invito alla comunità, a quei potenziali interlocutori che ancora non sono a conoscenza dell’esistenza del bando o che comunque sono interessati ad approfondirne i contenuti, con lo scopo di ribadire gli obiettivi del progetto e di sensibilizzare i cittadini in un’iniziativa che è di tutti, per tutti. Entreremo, quindi, nel dettaglio del bando, ma si parlerà anche del significato del modello di società basato sul principi di sussidiarietà, con riferimenti ad esperienze maturate a livello regionale e nazionale.

Per maggiori informazioni, scarica il bando.

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