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Villa Giaquinto a Caserta: dalla chiusura alla gestione civica

Un aggregatore di persone che si sentono in dovere di poter cambiare anche un solo metro quadro di mondo, mettendoci la faccia e le mani

Nell’agosto 2015 Villa Giaquinto viene chiusa: novemilaottocento metri quadri di verde sottratti alla cittadinanza. Uno dei pochissimi parchi per bambini della città di Caserta vede piombare i sigilli del commissario prefettizio: inagibile a seguito di atti vandalici perpetuati nel tempo, una zona sottratta alle persone e in mano alla delinquenza. Tante le denunce dei residenti per le condizioni di degrado e per la presenza frequente di spacciatori.

Ma la storia a volte ha bisogno di una spinta

Primo ingresso degli abitanti del quartiere all’interno di Villa Giaquinto

La devastazione può essere sopraffatta dalla rivoluzione della bellezza: è il 16 gennaio 2016 quando un corteo di abitanti del quartiere e di studenti della città libera dal degrado de facto Villa Giaquinto. Centinaia di persone entrano nel parco per ripulirlo e per avviare le prime azioni di riqualificazione.
Si mette in moto la macchina della partecipazione, ognuno si sente in dovere di mettere in gioco le proprie capacità, le proprie competenze e il proprio amore per la città. Nasce, quindi, la “banca del tempo e delle attrezzature” dove ognuno può mettere a disposizione le proprie ore e il proprio materiale da giardinaggio.

La volontaria più anziana (89 anni) del Comitato impegnata nelle pulizie

E così i residenti del quartiere iniziano ad aprire e chiudere a turno i cancelli della Villa, si costituisce l’associazione di volontariato Comitato per Villa Giaquinto ed i soldi del primo tesseramento vengono spesi per comprare tagliaerba, aspirafoglie ed attrezzi da lavoro. Ci si inizia a dotare di tutto il necessario per la gestione del parco.
Si fa anche di più: con le oltre 20 piante di arance si produce marmellata. Si evita che la frutta cada e si riesce a finanziare la riqualificazione del parco. Quest’anno le arance verranno trasformate in marmellate in un laboratorio creato in un bene confiscato alla camorra... Si mira alla piena sostenibilità del progetto di gestione civica.

Verso il patto di collaborazione

Cittadini impegnati nella raccolta delle arance

I primi passi vengono mossi informalmente e senza nessuna convenzione “ufficiale” col Comune di Caserta: i cittadini si autorganizzano tramite assemblee pubbliche, insieme scrivono lo statuto dell’associazione e la proposta di patto di collaborazione.
Bisognerà aspettare il giugno 2017 per ottenere le prime “carte”. Il Consiglio Comunale di Caserta approva il “Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”. I cittadini insieme a tantissime associazioni propongono all’Amministrazione lo svolgimento di una rassegna estiva ricca di eventi: R-Estate in Villa è cinema all’aperto, spettacoli teatrali ed attività sportive. Così che in poco tempo il sindaco firma l’ordinanza di riapertura ufficiale della Villa ed il patrocinio alla rassegna, il settore Attività Produttive autorizza gli eventi, il settore Patrimonio produce una “convenzione” che autorizza tre residenti del quartiere, aderenti al Comitato, ad aprire e chiudere ufficialmente la Villa.
Un’anomalia per una piccola città come quella di Caserta che in poco tempo diventa “esempio”, così che viene prodotta un’analoga scrittura per un’altra villetta e per dei campi di basket. In pochi mesi, in tantissimi iniziano a pensare di poter dare il proprio contributo per cambiare la città. Ma non è stato tutto rose e fiori.

Volontari impegnati nella rimozione del pioppo

La “cultura della cittadinanza attiva” è vista spesso come nemico giurato da chi vuole che nulla cambi. Basti pensare che una volta, a seguito della caduta di un pioppo per il forte vento in Villa, l’intervento della polizia municipale fu rivolto non ad aiutare i residenti – che con asce e motosega si stavano premurando di rendere il parco fruibile – ma per minacciare gli stessi di denuncia per “furto di legna”. Il coraggio, fortunatamente, è una virtù rivoluzionaria: e così in tanti coraggiosi si è riusciti sia a rimuovere il pioppo di trenta metri, sia a diffondere l’idea che davanti ad un problema si può intervenire in prima persona, con l’esempio.

Installazione artistica di Bifido all’interno di Villa Giaquinto

In poco tempo gli attivisti del Comitato si sono trovati a dover fronteggiare decine di richieste di associazioni e di persone che proponevano attività o installazioni artistiche. Ed è così che le pareti perimetrali sono diventate piene di murales, così accade che nel periodo estivo, ogni giorno, si svolgono tantissime attività. Questa esperienza è stata capace di creare una rete di oltre 10 associazioni che hanno proposto un patto di collaborazione: un aggregatore di tutte quelle persone che si sentono in dovere di poter cambiare anche un solo metro quadro di mondo, mettendoci la faccia e le mani.

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