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I mercati rionali di Roma: un patrimonio collettivo da salvaguardare

Labsus si muoverà alla scoperta e alla ricerca di tutte quelle esperienze che negli anni hanno cercato di salvare un patrimonio collettivo: da piazza Testaccio al progetto Mercati d'Autore, fino a Primavalle

A Roma sono presenti centoventisette mercati rionali – coperti, scoperti, plateatici – di dimensioni diverse, sparsi tra zone molto centrali e la periferia più estrema. Sono un luogo di incontro e la vera anima dei quartieri in cui si trovano.

Perché occuparsi di un tema tanto complesso? Cominceremo un viaggio tra i mercati romani che sono stati oggetto di una rigenerazione partecipata, strappati a project financing o interventi privati che li avrebbero voluti solo come spazi commerciali. Lo faremo perché la vera natura di questi mercati rionali sta tutta nel loro caratterizzarsi come piazza pubblica – la cosa più vicina all’antica agorà greca – di cui conservano le caratteristiche, guardando al futuro:  un centro di incontro, di socializzazione, sviluppo di imprenditoria giovanile, formazione, cura del territorio, vicinanza ai cittadini, oltre che sviluppo occupazionale, benessere e qualità del prodotto.

Un mercato non è solo un mercato

“Un mercato non è solo un mercato. Mercati rionali: dalla difesa al rilancio collettivo” è l’ebook frutto del lavoro di Carteinregola: nato come laboratorio nel 2012, oggi si è costituito come associazione, ma resta strutturato in gruppi e continua ad occuparsi di temi specifici quali: trasparenza, partecipazione, mobilità e parcheggi, urbanistica,  bilancio,  mercati rionali, patrimonio e strutture pubbliche, ambiente e regolamento del verde e  altro ancora. Un lavoro  che si svolge  prevalentemente attraverso la vigilanza sulle attività dell’amministrazione – in particolare per quanto riguarda la trasparenza, il rispetto delle regole e il perseguimento dell’interesse pubblico – e l’interlocuzione con le istituzioni preposte sulle problematiche di cui si occupano, oltre alla produzione di testi  informativi su molte questioni che riguardano la Capitale. Dopo quattro mesi di presidio in Campidoglio – tra il 2012 e il 2013 – sono riusciti a riportare l’attenzione sui mercati rionali, chiedendo che restassero di proprietà pubblica, che le strutture fossero ristrutturate e l’offerta riorganizzata, che ci fossero più operatori – sia per la gestione che per l’assegnazione dei banchi vuoti (solo 4000 banchi (circa un 20% del totale infatti resta chiuso) mentre i banchi gestiti direttamente dai contadini sono solamente 120) – e che si riuscissero a mettere in rete attraverso l’uso di servizi più evoluti e strumenti innovativi.
Anni di silenzio sono seguiti, a dimostrazione che la difesa dei mercati e la loro riconnessione con il territorio laziale non rappresentava una priorità per l’amministrazione romana. A marzo del 2017 qualcosa ha iniziato a muoversi, Carteinregola segnala un piano di intervento per 4 milioni di euro per ripristino e miglioramento di siti mercatali coperti scelti in base all’incrocio di situazioni di importanza sociale e condizioni di degrado, nonché per l’introduzione di situazioni di somministrazione e di eventi atti a migliorare realtà e vivibilità dei mercati. Un piano che però passa sopra le teste sia dei cittadini che degli operatori dei mercati che non essendo coinvolti, non sono neanche in grado di comprendere ed intervenire.
Un interessante rapporto di Terra Onlus è stato presentato il 10 febbraio scorso al Mercato Trieste: “Magna Roma” raccoglie i dati sulla crisi dei mercati rionali nel comune agricolo più grande d’Italia. E’ un’indagine sullo stato di salute dei mercati di quartiere e sui legami con l’agricoltura del territorio. La ricerca offre uno spaccato delle forti criticità che affliggono il settore, ma mette anche in risalto i suoi punti di forza, da cui ripartire per costruire una strategia alimentare urbana che oggi manca alla Capitale.

Iniziamo il viaggio

Per questo Labsus si muoverà alla scoperta e alla ricerca di tutte quelle esperienze che negli anni hanno cercato di salvare un patrimonio collettivo: dalla riqualificazione della piazza Testaccio – connessa alla realizzazione e allo spostamento del nuovo mercato – passando per il progetto di Mercati d’Autore – che ha fatto della cooperazione e del rinnovamento il fulcro dei suoi contatti con i mercati rionali – fino ad arrivare a Primavalle e alla ricerca azione condotta insieme ad organizzazioni locali come  Interazioni Urbane o Sensacional al Metronio.
L’attuazione della delibera sui mercati va a rilento, ma quello a cui punta resta fondamentale: la rivisitazione dei mercati in “chiave sociale” e la presenza di vari “servizi” per i cittadini. Ed è su questo che Labsus vuole indagare per conoscere le storie di chi è riuscito ad avviare la rivoluzione dei mercati rionali a Roma.

Ringraziamo Stefano Rollo per le preziose informazioni e l’associazione Carteinregola per l’immagine di copertina.

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