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CO-CITY Torino: ecco com’è andato il bando per promuovere i patti di collaborazione

Gli esiti del bando Co-City a Torino: più di 100 proposte di patto, ma poco spazio a nuove realtà

Sono 54 le prime proposte di patti di collaborazione, elaborate all'interno del progetto Co-City, che hanno superato la fase di selezione effettuata dalla Città di Torino e saranno, nei prossimi mesi, oggetto di co-progettazione per giungere alla formulazione di veri e propri patti.

Con la delibera del 13 febbraio che approva le prime 23 proposte, la delibera del 27 febbraio che ne approva altre 19 e la delibera del 6 marzo che approva 12 proposte di patto presentate da istituti scolastici, si avvia quindi una nuova fase per il progetto Co-City: dopo un primo momento di raccolta delle progettualità dei cittadini inizia il lavoro di confronto con la pubblica amministrazione.

Il progetto Co-City

Il progetto Co-City, avviato il 31 marzo del 2017, è l’esito di un finanziamento europeo vinto dalla città nell’ambito del Bando Urban Innovative Actions, pensato come occasione per sperimentare il Regolamento dei beni comuni urbani approvato a Torino nel gennaio 2016, e realizzare azioni di riqualificazione urbana in risposta al degrado urbano e al contrasto alla povertà.
I primi 12 mesi del progetto sono stati finalizzati alla promozione dei patti di collaborazione come nuovi strumenti di alleanza tra cittadini e pubblica amministrazione, tali azioni informative e divulgative sono state principalmente realizzate dalle Case del Quartiere, che svolgono un ruolo centrale all’interno del progetto, mettendo a disposizione un operatore per ogni Casa dedicato proprio all’accompagnamento dei soggetti interessati alla scrittura dei patti, ma anche, più in generale, a diffondere la conoscenza del Regolamento. I soggetti interessati a presentare un patto hanno avuto quindi l’opportunità di rivolgersi agli operatori delle Case per un supporto nella scrittura delle proposte, poi presentate rispettando le scadenze stabilite dalla Città.
Il bando Co-City ha individuato tre tipologie di interventi, definendo il tetto massimo delle risorse disponibili totali per ogni tipologia di azione:

A) Per l’avvio di attività all’interno di edifici in disuso da riqualificare (1.100.000 euro);
B) Per promuovere il riutilizzo di piattaforme di servizio pubblico sottoutilizzate (500.000 euro);
C) Per facilitare la cura dello spazio pubblico (100.000 euro).

Le proposte della cittadinanza

La prima scadenza per la presentazione delle proposte di patti – ma anche l’unica per gli ambiti A e B – è stata il 30 settembre 2017, entro questa data sono stati presentati 47 progetti. Il 30 novembre, seconda scadenza, sono stati presentati 34 progetti relativi agli ambiti C. Infine, entro il 30 gennaio sono state presentate 3 proposte. Il 30 ottobre sono pervenute inoltre 31 proposte relative all’ambito scuole.
Peculiarità del progetto Co-City è quella di orientare le scelte dei cittadini nella selezione degli spazi sui quali presentare le proposte, in particolare, per l’ambito A la Città ha selezionato 7 edifici, 6 per l’ambito B e 7 aree per l’ambito C. Importante notare che all’interno dell’ambito C – l’unico per il quale i cittadini hanno potuto proporre spazi non selezionati in precedenza dalla Città – la maggior parte delle proposte pervenute interessano proprio aree non direttamente segnalate, solo 6 proposte di patto infatti rientrano tra gli ambiti prioritari di intervento definiti dal Comune.

I progetti selezionati

Tutte le proposte di patto presentate sono state valutate da un gruppo di lavoro e successivamente individuate, per passare alla fase di co-progettazione, dalla Giunta comunale. La valutazione delle proposte è stata effettuata tenendo in considerazione principalmente le ricadute positive sulle condizioni socio-territoriali del quartiere, la capacità di generare opportunità lavorative o di inclusione attiva, la fattibilità e sostenibilità economico-finanziaria. Per quanto riguarda gli ambiti A e B, sono stati presi inoltre in considerazione gli esiti delle prime verifiche tecniche e selezionate “le soluzioni a minori condizioni di rischio di insuccesso”. In conclusione, sono stati selezionati 42 progetti così divisi:

Ambito A – 1 progetto;
Ambito B – 4 progetti;
Ambito C – 37 progetti;
Ambito scuole – 12 progetti.

I primi 54 progetti che avvieranno la co-progettazione sono stati selezionati tra quelli presentati fino al 30 novembre, si è quindi in attesa della pubblicazione della delibera che comunicherà l’avvio a questa fase per le proposte, di ambito C, pervenute successivamente.

Il prossimo passo: la co-progettazione

Con l’approvazione della delibera ha inizio la fase di co-progettazione, che vede coinvolti i soggetti promotori dei patti, la pubblica amministrazione, gli operatori delle Case del Quartiere ed eventuali altri soggetti interessati al patto che hanno manifestato la propria volontà di aderirvi durante i 30 giorni di pubblicazione delle proposte.
Sono stati inizialmente promossi dagli operatori Co-City delle Case del Quartiere incontri dal titolo “Il territorio si racconta” in cui tutti i proponenti dei patti hanno avuto modo, prima dell’inizio della fase di co-progettazione, di raccontare le loro proposte agli abitanti del territorio. Questo ha permesso alle varie realtà di conoscersi e farsi conoscere e dare maggiori informazioni alla cittadinanza.
Le attività di co-progettazione avranno inizio nel mese di marzo e si svolgeranno attraverso diversi incontri di lavoro – di cui almeno uno aperto al pubblico – e si concluderanno con l’elaborazione di una proposta, da approvare con determinazione dirigenziale nel caso di collaborazioni ordinarie o da sottoporre all’approvazione della Giunta comunale negli altri casi.
Le proposte di patto ad oggi selezionate sono distribuite in modo uniforme e riguardano principalmente azioni circoscritte a piccole porzioni di territorio. Un dato importante da rilevare è che la maggior parte di queste proposte sono state inviate da gruppi di associazioni e cooperative sociali, infatti solo 4 proposte su 42 approvate (escludendo le proposte delle scuole), sono state scritte da gruppi informali di cittadini. Ci domandiamo quindi quanto spazio un progetto europeo come Co-City possa offrire a nuovi attori, anche alla luce del fatto che nuove alleanze riguardano sempre attori “forti”, facenti parte del terzo settore, la cui attività è consolidata sul territorio.

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