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Comitato Graf e Comune di Bologna: storia di un patto che si rinnova

Il patto di collaborazione tra il Comitato Graf e il Comune di Bologna è stato uno dei primi patti sottoscritti a Bologna. Come stanno andando le cose, dopo il rinnovo avvenuto un anno fa?

Quattro anni fa Bologna è stato il primo comune italiano ad adottare il Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. In questo periodo, come riportato nel report 2017 sulla promozione della cittadinanza attiva a Bologna, sono stati sottoscritti più di 300 patti di collaborazione con varie realtà associative e civiche del capoluogo emiliano. Tra questi uno dei primi è stato il patto stipulato nel settembre 2014 con il comitato Graf per il miglioramento della vivibilità e della socialità nelle aree adiacenti a Piazza Spadolini nel quartiere San Donato, con scadenza nel giugno 2016.

Il 17 Marzo 2017, dopo 9 mesi dalla fine del precedente patto, il Comune di Bologna e il Comitato Graf hanno collaborato favorendo la realizzazione di un nuovo patto biennale per dare continuità al patto precedente.

Uno spazio per la socialità

Da settembre 2014 a giugno 2016, anche grazie al patto di collaborazione con il Comune, il comitato Graf di San Donato è stato promotore di iniziative ed attività per “rivisitare i luoghi del quartiere e gli ambiti della vita sociale attraverso le arti e la solidarietà” inserendosi all’interno del percorso di amministrazione condivisa intrapreso dal capoluogo emiliano, nel rispetto dei principi fondativi dello stesso comitato.

Graf, infatti, è un comitato di associazioni e liberi cittadini che “vuole migliorare la fruibilità dell’area di Piazza Spadolini, dei giardini Bentivogli e vittime di Marcinelle, a favore di tutta la collettività” tramite “iniziative culturali, artistiche, ricreative, artigianali, formative, di cura e piccola manutenzione del verde con ricaduta positiva sull’ambiente fisico e sociale” con l’obiettivo di raggiungere “un’integrazione multiculturale e intergenerazionale” tra i frequentatori del parco.

Il patto siglato nel 2014, oltre a prevedere la cura e la gestione delle aree verdi di Piazza Spadolini da parte di Graf, ha offerto al comitato stesso l’opportunità di usufruire dei locali dell’ex anagrafe e di aprirne le porte al quartiere. Ciò ha permesso il proliferare di esperienze variegate, promosse dalle diverse anime del comitato ed in linea con gli obiettivi prefissati nel patto, che negli anni hanno spaziato (e continuano a spaziare) dallo bio-danza al tai-chi passando per il laboratorio comico permanente e la scuola di musica e canto, inserendo anche percorsi creativi per bambini e corsi di Italiano per stranieri.

Patto che vince non si cambia

Allo scadere del patto fissato per il 30 Giugno 2016, data la buona riuscita dei progetti in atto, il comitato Graf ha scelto di inviare una nuova proposta di collaborazione al Comune di Bologna per proseguire il cammino intrapreso. Così dopo alcuni mesi di valutazione e co-progettazione, il 17 Marzo 2017, si è arrivati alla stipula di un nuovo patto tra comitato e Comune dal nome “La piazza è il nostro giardino”.
Il patto, che si inserisce sulla scia del precedente per quanto riguarda obiettivi e modalità di collaborazione, sembra segnare una virata delle attività del comitato verso il solo utilizzo dei locali dell’ex anagrafe, ma come segnalatoci dal presidente di Graf, Gabriele Bertuzzi, l’attività comprende ancora la cura, la manutenzione nonché l’utilizzo degli spazi verdi adiacenti agli edifici di cui sopra.
Sempre tramite le parole del presidente Bertuzzi, il comitato Graf ha confermato le attività sociali e culturali svolte nel biennio precedente anche per i prossimi anni.
La novità principale del nuovo patto risiede invece nella collaborazione con il SEST
(Servizio Educativo Scolastico Territoriale) che potrà usufruire due pomeriggi a settimana dei locali di piazza Spadolini per svolgere le proprie attività rivolte ai ragazzi, tra cui spicca un corso di musica rap in grado di fornire importanti momenti e spazi d’espressione ai partecipanti.

Un patto autorigenerante

Il caso del comitato Graf e degli spazi di piazza Spadolini ci consente quindi di riflettere sulla portata dei patti di collaborazione come strumenti per l’applicazione del regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni. Essendo uno dei primi casi di proseguimento di un patto, testimonia come la stesura di una progettualità realmente condivisa tra amministrazione ed associazioni (e cittadini) riesca a garantire una base solida su cui innestare rapporti ed attività tese all’integrazione tra generazioni e culture ed in grado di creare una centralità sociale e culturale all’interno delle città.
Il nuovo patto indica come data di scadenza il 31 Dicembre 2019, ma crediamo che la capacità di questo progetto di liberare energie e costruire comunità doni al patto la possibilità di rigenerarsi ed aumentare ancora la propria durata.

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