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La rigenerazione dei siti industriali dismessi: diritto e tecnica

Verso un diritto per la rigenerazione: report dalla giornata di studio dedicata alla rigenerazione dei siti industriali dismessi dell'Università di Pisa

Giovedì primo marzo si è svolto a Pisa il Convegno “La rigenerazione dei siti industriali dismessi: diritto e tecnica”, organizzato nell’ambito del Progetto di ricerca di Ateneo “Politiche pubbliche e strumenti giuridici per riconversione e recupero di siti industriali dismessi” e delle attività del Corso di dottorato in Scienze Giuridiche, indirizzo Diritto pubblico e dell’economia, dell’Università di Pisa.

L’incontro di studio, coordinato e presieduto dalla professoressa Michela Passalacqua, responsabile del progetto, ha costituito l’occasione per affrontare con lucida analisi le problematiche connesse alla rigenerazione urbana e per creare, altresì, le premesse per un proficuo approfondimento della materia da parte degli studiosi coinvolti nella ricerca.
Nella mattinata, dopo i saluti del Direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, la professoressa Emanuela Navarretta – che ha sottolineato la trasversalità dell’interesse teorico, ma anche pratico ed operativo, suscitato dal tema –, i lavori hanno visto impegnati, nell’ordine, la professoressa Barbara Pozzo, il professor Gian Franco Cartei e l’ingegnere Antonella Vecchio.

La comparazione di esperienze, normative e tecniche

La professoressa Barbara Pozzo, Ordinario di diritto privato comparato nell’Università degli Studi dell’Insubria, ha presentato una relazione sul ripristino dei siti industriali in una prospettiva comparata. Il modello nordamericano è stato oggetto di una chiara ricostruzione e di un confronto con il diritto europeo, analizzato con specifico riferimento alla Strategia tematica dell’Unione Europea per la protezione del suolo  e alla proposta di direttiva quadro sul suolo, ritirata nel maggio 2014.

La rigenerazione urbana e i rischi dell’ipertrofia definitoria

Il professor Gianfranco Cartei, Ordinario di diritto amministrativo nell’Università degli Studi di Firenze, ha avuto il compito di ricostruire le nozioni di recupero ambientale e rigenerazione urbana come normati nell’ordinamento nazionale. Il secondo, più particolarmente, risulta avere basi giuridiche molto fragili, richiedendo all’interprete di tener conto, nello sforzo definitorio, non solo della dimensione urbanistica ma anche delle necessità della riqualificazione territoriale, superando la lettura incentrata sulla mera sommatoria di interventi settoriali.

Il diritto si confronta con la tecnica

La terza ed ultima relazione della mattina è stata quella dell’Ingegnere dell’Ispra  Antonella Vecchio, chiamata ad intervenire, per la sua esperienza professionale, sulle tematiche del Convegno e membro, inoltre, dello European Common Forum on Contaminated Land. Sono stati così affrontati, ponendo sotto accusa le criticità che emergono nella prassi, gli aspetti tecnici della bonifica dei siti contaminati, ed enucleate le difficoltà derivanti dalla complessa attività di individuazione dei rischi ambientali e sanitari, spesso incrementate da un sistema delle fonti del diritto “ingessato” e in contrasto con la tecnica.

La necessità di una visione più ampia nell’ottica della fruizione

Nel pomeriggio, si è aggiunto al tavolo, per affiancare la presidenza, il dottor Simone Rusci, urbanista dell’Università di Pisa. Il dialogo tra le competenze è, pertanto, proseguito con la relazione dell’avvocato Giovanna Landi, esperta di diritto ambientale, che ha focalizzato la sua riflessione sul rapporto tra la procedura ambientale e il concetto di rigenerazione urbana. In continuità con gli interventi della prima parte dei lavori, viene indicata quale prospettiva da seguire quella del recupero della fruizione del bene come sintesi tra la fase di bonifica e il momento della riqualificazione.
Di danno ambientale nel T.U. ambiente si è, invece, occupato il dottor Raffaele Greco, Consigliere di Stato, che bene ha sottolineato le aporie di un dialogo malriuscito tra la disciplina delle bonifiche e la normativa in tema di responsabilità, in assenza di una logica di tutela più ampia che sappia integrare la rigenerazione del suolo e del territorio agli obiettivi della riparazione e del risarcimento.
Indignazione” è stata, poi, la parola chiave scelta dal dottor Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, per illustrare i paesaggi della riparazione, tra conflitto e proposta, analizzando, in particolare, le vicende della Terra dei Fuochi e delle cave Apuane.

Dalla politica della rigenerazione alle suggestioni del “diritto per la rigenerazione”

Infine, le conclusioni sono state affidate alla professoressa Giovanna Pizzanelli, Associato di diritto amministrativo nell’Università di Pisa, che ha saputo sintetizzare nella brillante locuzione di “diritto per la rigenerazione” gli orizzonti della realizzazione di un’auspicabile cornice normativa in questa materia. Esso potrebbe rappresentare, in associazione al “diritto delle città”, un contenitore ideale di riferimento per molte pratiche di sussidiarietà orizzontale: si pensi, ad esempio, ai Regolamenti dei beni comuni di Labsus, che vengono emblematicamente evocati in chiusura del lungo e denso evento.

In allegato la locandina del Convegno.

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