Patti a Bagheria: una villa confiscata, un teatro in disuso, una piazza degradata

Co-progettazione e rigenerazione: come Bagheria (PA) sta praticando l'amministrazione condivisa

L’amministrazione comunale di Bagheria, il Centro di Servizi per il Volontariato (CeSVoP) e il coordinamento bagherese delle associazioni (CASB), nel 2017, hanno dato vita alla Casa del volontariato e della solidarietà. Luogo utilizzato dalle associazioni per realizzare le attività rivolte ai cittadini, ma anche luogo di co-progettazione.

E proprio la co-progettazione è la chiave di lettura per descrivere come il comune di Bagheria sta avviando i primi patti di collaborazione. Una prima esperienza era avuta con la partecipazione da parte dell’amministrazione all’avviso della Regione Siciliana “Interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili di proprietà pubblica in collegamento con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, inclusi interventi per il riuso e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie. Azione 9.6.6.”. Due le azioni individuate: il recupero di Villa Castello, una villa confiscata alla mafia da trasformare in un Centro polivalente aperto a tutte le realtà del territorio; la rigenerazione di Teatro Butera, uno dei luoghi simbolo della città di Bagheria. L’esperienza è stata un’importante occasione – sia per l’amministrazione comunale che per le associazioni – per il superamento della classica dinamica fra pubblico e privato sociale: dal rapporto committente-fornitore si è passati a una vera e propria partnership dove progettualità, operatività e responsabilità sono state condivise dall’inizio alla fine. Si è sperimentato in pieno il significato della co-progettazione immaginando le modalità di riutilizzo di luoghi così diversi fra loro: una villa confiscata alla mafia e un teatro simbolo della vita culturale bagherese.

Il CeSVoP, in particolare, ha condotto una serie di incontri nella Casa del Volontariato, aperti a tutte le associazioni interessate, al fine di:

  • individuare i bisogni e dare una coerente scala di priorità alle azioni da realizzare negli immobili oggetto di rigenerazione;
  • condurre, con tutte le realtà coinvolte, i sopralluoghi nei posti su cui intervenire per rendere bene comune un luogo che apparteneva alla mafia. Impegnando, insieme, giovani, adulti e amministratori e superando, così, anche diversi timori;
  • costruire un progetto sociale capace di valorizzare, concertandole fra loro, le risorse già presenti per la definizione di strategie e soluzioni che dessero nuova vita ai beni individuati.

La copertura dei soli costi relativi alla ristrutturazione e l’arredo ha avuto l’effetto di attivare la comunità locale per garantirne una gestione efficace, partendo dalle attività di volontariato che le associazioni già svolgevano e che potevano finalmente trovare un luogo adatto in cui realizzarle. La comunità locale diviene, così, artefice e partecipe del cambiamento attraverso una risposta innovativa e puntuale ai bisogni dei cittadini, mentre i patti di collaborazione e il Regolamento dei beni comuni rappresentano gli strumenti per garantire tutto questo.

I due patti in arrivo…

Il teatro di Villa Butera diverrà sede di servizi realizzati dai volontari e dai cittadini attivi. Un luogo capace di coniugare animazione socio-culturale e percorsi di inclusione sociale. Per Villa Castello, che si trova nel borgo marinaro di Aspra, si presuppone di agire non solo su uno specifico disagio, bensì sul contesto dove il disagio è presente, rendendo più accoglienti, integrate e sicure le diverse componenti della comunità. La gestione del centro aggregativo polifunzionale sarà partecipativa e condivisa, gli interessati saranno chiamati a svolgere un ruolo attivo e responsabile, anche attraverso attività di mediazione e animazione in modo da raggiungere il maggior numero di soggetti attraverso un’azione di sostegno sociale. Le attività saranno realizzate grazie al lavoro volontario di 64 persone che si alterneranno nella gestione della struttura.
Con la co-progettazione, il Comune di Bagheria, ha recuperato un finanziamento che ammonta a più di un milione di euro, individuando come modalità di gestione i principi dell’amministrazione condivisa e come modello organizzativo i patti di collaborazione, superando la logica del bando attraverso una nuova modalità di relazione tra associazioni, cittadini ed amministrazione.

…E quello già siglato: il recupero di piazza Vittime della mafia

Benché situata in una zona centrale della città e dunque  potenziale luogo di aggregazione per i cittadini bagheresi, piazza Vittime della mafia versava in uno stato di degrado. Il percorso di co-progettazione ha permesso di superare gli interessi particolari dei singoli a favore di una visione di interesse generale: il recupero e la rigenerazione della piazza come bene comune. L’amministrazione comunale, la rete di associazioni, le imprese private, le scuole ed i singoli cittadini hanno condiviso un progetto di riqualificazione e di riuso della piazza: un patto di collaborazione finalizzato a sperimentare sul campo l’amministrazione condivisa.
La sperimentazione del patto di di Piazza Vittime della Mafia in particolare è stata propedeutica all’approvazione del Regolamento per l’amministrazione condivisa sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione e la rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani avvenuta il 19 aprile 2018.
Un primo evento di riuso della piazza è stato realizzato il 24 marzo, quando volontari, referenti dell’Amministrazione Comunale, docenti, giovani e liberi cittadini, hanno animato piazza Vittime della Mafia, realizzando interviste ai passanti, pulendo le aiuole, raccontando il progetto del patto di collaborazione.
I soggetti coinvolti nel patto, con un ruolo proattivo e propositivo, sono tanti e diversi tra loro:

  • la Casa del Volontariato e della Solidarietà di Bagheria e le associazioni non profit locali – impegnate nelle interviste ai fruitori abituali dell’area, alla costruzione della rete di relazioni fra tutti i soggetti coinvolti, alla realizzazione delle attività di animazione e comunicazione, alla cura ordinaria della piazza;
  • il Comune di Bagheria, che interviene nel patto con una pulizia straordinaria della zona all’avvio delle attività, oltre che dando la possibilità ad un soggetto privato di realizzare un chiosco;
  • il titolare dell’attività privata, il quale ha assunto l’impegno di realizzare azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area e utilizzare parte del chiosco per conservare le attrezzature necessarie per i volontari;
  • la Scuola elementare Cirrincione e la Scuola media Scianna, attraverso il coinvolgimento degli alunni e dei docenti nelle attività di animazione e riqualificazione;
  • l’Istituto di Salute Mentale dell’ASP di Bagheria, che installerà una stele all’interno della piazza realizzata dai pazienti.

…E a fruire degli esiti degli interventi sarà tutta la comunità, a partire dai gruppi informali che la frequentano: da chi si reca davanti alla statua di San Padre Pio per pregare agli anziani che nella piazza si incontrano e la vivono quotidianamente.



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