Lombardia Patti di collaborazione

Patti a Cinisello Balsamo: l’integrazione inizia in cucina

Il cibo che racconta, insegna, unisce

Ad oggi a Cinisello Balsamo, grande comune dell'hinterland milanese, si contano dieci patti in corso e brillano per la loro diversità: dalla cura condivisa di spazi verdi alla manutenzione scolastica, da un progetto di memoria viva nel quartiere Sant'Eusebio ad un corso di cucina multiculturale.

Il Regolamento per i beni comuni di Cinisello Balsamo è il frutto del lavoro congiunto con Labsus, sostenuto da Fondazione Cariplo in seno al progetto Costruire Comunità, Liberare Energie. Dall’approvazione del regolamento nel settembre 2016, ci è voluto un po ‘di tempo – fisiologico –  prima che l’amministrazione disponesse tutto il necessario all’avvio dei patti di collaborazione, ma da quando la modulistica, il sito e i funzionari sono stati approntati, i patti sono rapidamente partiti e hanno cominciato a moltiplicarsi. Ad oggi si contano dieci patti in corso e brillano per la loro diversità: dalla cura condivisa di spazi verdi alla manutenzione scolastica, da un progetto di memoria viva nel quartiere Sant’Eusebio ad un corso di cucina multiculturale. È così che l’ufficio Beni Comuni, branca del Welfare Generativo appartenente al settore Politiche Sociali ed Educative, risponde alle esigenze nei quartieri di Cinisello, mettendo a disposizione spazi, competenze e visibilità.

Conoscersi, in cucina

Uno dei patti più innovativi è quello della cucina per bambini avviata dalla Parrocchia San Pietro Martire del quartiere Crocetta, da sempre attiva sul territorio e dedita alla composizione della diversità culturale e religiosa (in fondo all’articolo il documento completo).
Il progetto nasce, tra gli altri, dalla volontà di mettere in relazione persone che coabitano il quartiere ma spesso non si conoscono. Prende avvio così, in marzo, il laboratorio di cucina, dedicato a bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, tenuto da una mamma che ha deciso di mettere a disposizione il suo tempo e le sue abilità culinarie per insegnare ai ragazzi a cucinare e a stare insieme. A lei si affianca un operatore informale sempre della parrocchia che l’aiuta nelle attività coi ragazzi.
Di sabato ogni quindici giorni, nel Centro di Aggregazione Giovanile, ci si incontra insieme alla cuoca per imparare nuovi piatti e sperimentare un’attività di collaborazione preziosa per l’integrazione culturale. Un incontro ogni due, infatti, prevede un ospite speciale che insegna un piatto tipico della propria tradizione, raccontandone la storia e diffondendo la diversità, facendola conoscere, capire e apprezzare. E poi si mangia tutti insieme, gustando la buona cucina e le differenti tradizioni. Un pasto caldo, tra persone di diversa origine in un luogo accogliente, partecipato e pieno di sorrisi. Quale immagine migliore per spiegare il senso dei beni comuni?
Così tra delle polpettine in crosta di pasta sfoglia e qualche spaghettino ai wurster i ragazzi si sbizzarriscono e scoprono la loro vera passione: gli impasti vari da fare con le mani e la farina, per poi vederne uscire alcune deliziose focaccine. “È impagabile la gioia di vedere il loro piatto realizzato” ci dice Gea, la mamma cuoca che si fa carico di questo corso/laboratorio. Per quanto riguarda le difficoltà, il momento di “maggior tensione”, racconta ancora Gea, si è avuto al primo incontro: Una ragazzina si è fatta un piccolo taglio a un dito, ma è bastato un cerotto perché tutto fosse superato con tranquillità. L’emblema della gioia di questi ragazzi è invece l’esclamazione di una bambina che quando arriva la mamma a prenderla, le grida «è  be-lli-ssi-mo!».

Quale valore aggiunto

Il laboratorio di quest’anno ha riscosso molto successo collezionando subito diverse adesioni. Da marzo a giugno, 15 ragazzi hanno potuto partecipare al corso di cucina, ma molti altri si erano proposti e una lista di attesa per l’anno prossimo è già stata riempita. Sicuramente partirà un nuovo corso dopo l’estate, il che è un’ottima notizia per Cinisello e un esempio virtuoso di quello che possono essere i beni comuni. La composizione del gruppo di ragazzini è varia ed eterogenea, specchio del quartiere Crocetta fatto di lingue, colori, culture e religioni diverse. Il bene comune qui diventa lo stare insieme e il creare comunità, attraverso il cibo, lo scambio, l’educazione, il confronto.
Il centro di questo patto è l’attività autonoma delle persone, guidata dall’intraprendenza benevola e spontanea di qualche cittadino volonteroso di mettersi in gioco con l’intento di fare comunità. Il Comune si è occupato di costruire il quadro d’insieme e di trovare un luogo che potesse ospitare gli incontri. Una sinergia, questa, che non può che fare del bene alle progettualità già attive sul territorio.
Con il pretesto del cibo a Cinisello si sta creando un senso di appartenenza ad un quartiere e nulla vieta che un domani, con la scusa e il piacere del mangiare, il mondo intero nella sua diversità si sieda intorno ad un tavolo e cominci a banchettare, finalmente unito.

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