Il punto di Labsus

Da progetto a processo: la strada verso l’amministrazione condivisa

Varese: promuovere il Regolamento significa investire in capitale sociale

Varese non ha un Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni. O meglio: non ce l’ha ancora, ma confidiamo che verrà approvato nel giro di qualche mese. Nonostante ciò a Varese si parla di beni comuni e di regolamento da almeno due anni: visto che queste cose si intrecciano con la politica, il dibattito si è aperto quando Progetto Concittadino, una lista civica che si è presentata alle elezioni del 2016, l’ha proposto come elemento qualificante del proprio programma iniziando a proporre in città alcune riflessioni su questo tema. Da allora il dibattito è proseguito sia nelle sedi istituzionali sia lavorando con la cittadinanza.

Prima conoscere

Probabilmente i percorsi per arrivare all’approvazione del regolamento sono vari, partono da punti di vista differenti e da contesti molto diversi. A noi è parso utile trovare una strada che, parallelamente all’iter necessario per la proposta e l’approvazione del regolamento, ci permettesse di lavorare sul territorio varesino incontrando chi già è cittadino attivo, le associazioni o chi avesse qualche idea da proporre, per iniziare a condividere concretamente cosa possa essere “bene comune” a Varese.
Il primo passo è stato un contatto a livello istituzionale tra il Comune e Labsus per iniziare a costruire insieme il regolamento di Varese, avviare la procedura formale per la sua approvazione e progettare il primo laboratorio varesino di cittadinanza attiva.
La decisione di avviare un laboratorio di cittadinanza attiva anche senza avere il regolamento può apparire insolita: se un laboratorio ha la finalità di promuovere cosa sia bene comune, raccogliere idee, costruire patti di collaborazione, come è possibile se non esiste ancora una procedura formale che ci consenta di farlo? Il laboratorio proposto a Varese si è svolto in due incontri, durante i quali si è discusso di cosa sia un bene comune e come funzioni il regolamento e si è lavorato sulle proposte dei partecipanti, chiarendo come queste potessero diventare un patto di collaborazione. Lavorare in questo modo ci ha permesso di cogliere l’opportunità che Labsus ci offriva nell’ambito del progetto Costruire comunità, liberare energie, e contemporaneamente di proseguire il dibattito entrando nel merito attraverso un confronto con chi ha avuto interesse a proporsi come cittadino attivo o già concretamente e quotidianamente si stava occupando di beni comuni.

Al laboratorio hanno partecipato più di 30 persone, oltre agli assessori competenti e ai consulenti di Labsus. Si sono raccolte 12 “proposte verso un patto di collaborazione”, ma l’esito più interessante è che si è proseguito il lavoro di promozione della cittadinanza attiva permettendo a diversi varesini di conoscere e condividere il percorso avviato e le opportunità che offre.

Perché un progetto

Proporre il laboratorio è stato, però, anche prendersi una responsabilità, almeno nei confronti di chi ha partecipato e ha l’aspettativa che le proprie idee possano diventare patti di collaborazione con il comune: in qualche modo è stato già stringere un patto con quei cittadini attivi. Questa responsabilità ci ha fatto pensare a quali possibilità, risorse e opportunità ci fossero per proseguire il percorso:

  • costruendo e realizzando il laboratorio si è avviata una collaborazione con il locale Centro Servizi per il Volontariato, CSV Insubria, sul tema dei beni comuni;
  • tra le diverse proposte verso un patto di collaborazione una proponeva la costruzione di una piattaforma online come mezzo per attivare i cittadini nella cura dello spazio pubblico, mutuando la proposta da esperienze già realizzate negli USA con il nome di “adotta una strada” ;
  • in alcuni quartieri di Varese sono già attivi dei tavoli di cittadinanza locale che hanno lo scopo di coinvolgere tutti i soggetti ( cittadini, associazioni, realtà locali etc…) che intendono spendersi per prendersi cura di un bene comune del proprio territorio;
  • il Comune di Varese intende proseguire il proprio percorso istituzionale per l’approvazione del regolamento;
  • Labsus ha partecipato alla realizzazione del laboratorio e potrebbe dare un buon contributo alla prosecuzione del percorso.

Questi elementi coinvolgono diversi soggetti e ci hanno spinto a proporre di incontrarsi per elaborare insieme un progetto che ci potesse portare all’approvazione del regolamento, avviando contemporaneamente alcune azioni sul territorio.

Varese bene comune

Il progetto Varese bene comune è stato costruito grazie alla collaborazione del Comune di Varese, del CSV Insubria, di Labsus, di Legambiente Varese, della Cooperativa Sociale Naturart (che si occupa attivamente di condurre i tavoli di cittadinanza locale in alcuni quartieri della città) e di Elmec (azienda informatica varesina interessata a promuovere “Adotta una strada” e che si è resa disponibile a dare il suo contributo nella costruzione della piattaforma online).
L’ipotesi di partenza è stata quella di mettere attorno allo stesso tavolo soggetti differenti ma tutti interessati in vari modi alla promozione della cittadinanza attiva, con lo scopo di individuare un progetto comune. Il progetto che si è condiviso affronta il tema della coesione sociale nella città di Varese, intesa come possibilità per cittadini singoli e associati di promuovere l’attenzione alle persone e ai contesti di vita sia fisici che sociali e culturali, sviluppando senso di appartenenza alla comunità locale. Per affrontare questa questione Varese bene comune si propone di lavorare su differenti modi di realizzare patti di collaborazione tra cittadini, tra cittadini singoli e associati, tra cittadini e pubblica amministrazione. Concretamente significa lavorare su tre macro-azioni:

  • Percorsi di attivazione di cittadinanza locale. La riattivazione dei tavoli di cittadinanza locali, in alcuni quartieri della città di Varese;
  • Adotta una strada. La promozione dell’adozione delle strade cittadine attraverso eventi che coinvolgano gruppi di cittadini e la costruzione di una piattaforma online che gestisca e rappresenti l’andamento complessivo del progetto;
  • Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni. Percorso per la costruzione e l’approvazione del regolamento, la formazione di uno sportello aperto alla cittadinanza e l’avvio di alcuni patti di collaborazione.

Il progetto ha ricevuto un contributo da parte della Fondazione Comunitaria del Varesotto, è iniziato a ottobre 2017 e terminerà a ottobre 2018. Ad oggi si è lavorato a tutte le azioni: avviando i tavoli locali, che hanno proposto un primo patto di collaborazione al Comune; organizzando un primo evento di cura del territorio che ha portato volontari e cittadini a pulire parti della città e costruendo il sito che a breve sarà online; costruendo il regolamento, attivando il percorso per la sua approvazione che dovrebbe concludersi entro l’estate e avviando la formazione dello sportello.

Capitale sociale

Il percorso appena descritto ci è sembrato il più adatto per arrivare all’approvazione del regolamento in un modo che non fosse solamente un adempimento amministrativo, ma potesse essere accompagnato da un’iniziale attivazione di cittadini che lo rendesse fattivo in breve tempo. Certo è stato un percorso abbastanza tortuoso, e le diverse azioni che abbiamo realizzato sono più frutto del saper cogliere le opportunità, del provare a mettere insieme le risorse, del tentare di connettere soggetti, che di una lucida e preordinata strategia iniziale.
Forse, in fondo, al di là del regolamento e della costruzione di patti ci interessava proprio questo movimento verso una attivazione o riattivazione, la più diffusa possibile, di cittadini, di organizzazioni informali, di associazioni e, perché no, di aziende. In qualche modo parlare di regolamento è come fare un investimento di e in capitale sociale, immaginando che dia i suoi frutti contribuendo a ricostruire un differente rapporto tra cittadini e tra cittadini e pubblica amministrazione. E che, soprattutto in questi ultimi anni, è entrato pesantemente in crisi.

Sociologo ed educatore, Lorenzo Fronte si occupa di formazione, consulenza e ricerca, con un orientamento psico-sociologico. Lavora in particolare in organizzazioni che producono servizi sociali, sanitari ed educativi.
Contatti: lor@lorenzofronte.it