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Sapienza di Roma: nasce il Laboratorio per la città condivisa

Per un COMUNE CONDIVISO: al via il laboratorio sperimentale di Scienze politiche

Il 21 Maggio, presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, è stato presentato il Laboratorio per la città condivisa. Ricerca, formazione e sostegno a progetti di rigenerazione urbana: alcuni tra gli obiettivi del progetto che coinvolgerà studenti e docenti di ogni disciplina.

Tanti i relatori, tante le idee in agenda: un incontro ricco e interessante che ha tracciato sin da subito gli obiettivi futuri. E nel pomeriggio del prossimo 6 giugno, presso la sala Lauree di Scienze Politiche, saranno ancora più numerosi gli ospiti che commenteranno l’avvio di questa avventura.

Rigenerazione urbana e beni comuni

Durante il suo intervento, Fabio Giglioni docente di diritto amministrativo presso la Sapienza di Roma e caporedattore della sezione Diritto di Labsus, ha posto in evidenza come la natura dinamica delle città, il loro ruolo nella costruzione del “bene comune” e soprattutto la loro importanza nel captare i cambiamenti istituzionali oggi sempre più veloci. In seguito Maria Vittoria Ferroni, docente di di diritto amministrativo presso la Sapienza di Roma, ha evidenziato le difficoltà nel porre in evidenza il ruolo della cittadinanza attiva, nel caso ad esempio dell’assenza di una legislazione nazionale per i patti di collaborazione. C’è la necessità di “rifondare questi patti sul principio di espressione di un nuovo modo di rapportarsi del cittadino con la pubblica amministrazione” ha infine concluso la docente.

Partecipazione e cittadinanza attiva: alcuni dati

Giovanni Moro, docente di sociologia politica presso l’Università Gregoriana di Roma, dopo la lettura di alcuni dati e un breve excursus sulla partecipazione politica ha sottolineato come dalle crisi dei centri urbani emergano “nuovi attori sociali che si occupano di interessi generali”. L’emergere dell’attivismo civico ha avuto anche effetti negativi sui rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini fino al punto che gli stessi sono stati considerati “imputati per eccesso di cittadinanza”. 

Dall’Ecomuseo Casilino alle Officine Zero: esempi di attivismo civico

“Ci occupiamo non solo della salvaguardia del patrimonio ma anche della parte materiale e immateriale di questo territorio” ha sottolineato Claudio Gnessi, presidente dell’Ecomuseo Casilino. Gnessi ha da una parte posto l’accento sul sentimento di casa comune proprio del progetto e allo stesso tempo sulla volontarietà dei suoi aderenti, mossi dal desiderio di riflettere sull’importante tema delle rigenerazione urbana.
Il nostro modo di intendere comunità è un insieme di soggetti differenti che possono contribuire a un progetto comune” ha in seguito sottolineato Manfredi Scanagatta, membro del progetto Officine Zero.
Giovanni Ruocco, docente di pensiero politico della colonizzazione e della decolonizzazione presso la Sapienza di Roma, ha infine terminato l’incontro evidenziando la trasformazione storica del concetto di beni comuni negli anni, le difficoltà nella definizione degli stessi e soprattutto la loro fondamentale importanza per l’organizzazione della società. Come anticipato, il Dipartimento di Scienze Politiche ospiterà, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, un secondo incontro previsto il 6 Giugno: esperti del settore si confronteranno sul tema delle città sostenibili, sulle diverse modalità di intervento e sull’importanza crescente dei centri urbani come laboratori di cittadinanza attiva. Non mancate!