Ricerche Tesi

Sussidiarietà orizzontale e monitoraggio civico europeo

Il monitoraggio civico sui fondi europei è una forma di cittadinanza attiva?

Proponiamo per la sezione “Ricerche” la tesi di laurea magistrale di Sonia Frasca che si interroga sulla possibilità di un’applicazione del principio di sussidiarietà nell'ambito del monitoraggio civico dei fondi europei.

Monitoraggio civico europeo

Si tratta di una tesi che prende avvio dall’esperienza diretta dell’autrice nel sistema di monitoraggio civico promosso dal Laboratorio organizzato da Europe Direct di Torino insieme all’Università degli Studi di Torino: “L’impatto dei fondi europei nei territori: Politiche di Coesione e programmazione dei fondi europei e azioni di monitoraggio civico dei progetti finanziati dalle politiche di coesione dell’Unione europea”. L’autrice mette in relazione con originalità il principio di sussidiarietà orizzontale con l’attività di monitoraggio dei fondi europei come metodo per valutarne impatti e risultati sul territorio nella prospettiva di una cittadinanza attiva e responsabile europea.

Presentazione dell’autrice

La sussidiarietà orizzontale dà vita ad una nuova forma di partecipazione dei cittadini che si differenzia da quelle tradizionali, definendo il concetto di cittadinanza attiva, la quale si esprime nel momento in cui i cittadini decidono di promuovere autonomamente iniziative di interesse generale, riferendosi a quelle attività che hanno come obiettivo la cura e la valorizzazione dei beni comuni, nel rispetto dei principi di solidarietà e responsabilità. L’occasione di approfondire questo interessante argomento e farne il tema principale della tesi mi si è presentata grazie alla partecipazione ad un laboratorio incentrato sul monitoraggio civico dei fondi europei, progetto nato dall’iniziativa di Europe Direct in collaborazione con l’Università di Torino.

La domanda che ha guidato interamente le ricerche è scaturita proprio dalla riflessione di tali concetti ed è diventata poi il titolo della tesi stessa: è possibile un’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale al monitoraggio civico dei fondi europei? Se Labsus ha individuato nell’amministrazione condivisa una delle più adeguate applicazioni del principio di sussidiarietà orizzontale, come indicato all’art. 118, comma 4 della costituzione repubblicana, allora per comprendere se e in che modo la pratica del monitoraggio civico rientri nel principio, si può provare a mettere a confronto i due concetti, ricercando analogie e differenze.

Sussidiarietà: una pluralità di origini e applicazioni

Per affrontare un argomento così denso di significati e non sempre di immediata comprensione, si è tentato di inquadrare in una cornice ben definita il principio di sussidiarietà, partendo dall’etimologia, passando dalla descrizione delle diverse nature del concetto, dalle molteplici origini del termine e delle pratiche ad esso collegate, arrivando alla storia che tale principio ha attraversato nel corso degli anni all’interno dell’ordinamento comunitario e, infine, in quello italiano, in particolar modo prima e immediatamente dopo la riforma del Titolo V della Costituzione e le conseguenze che tale riforma ha portato con sé nel Paese. Decisamente interessante è stato scoprire le svariate origini e declinazioni del concetto stesso di sussidiarietà: Aristotele, Tommaso D’Aquino e le visioni riscontrabili durante il Medioevo, il determinante ruolo della Dottrina sociale della Chiesa e l’evoluzione della sussidiarietà attraverso i pontefici nel corso della storia, considerando anche i differenti contesti sociali, la figura del calvinista Johannes Althusius, i contributi di alcune opere di Locke e Proudhon legati ai concetti di supplenza.

Sussidiarietà e fondi europei

Il secondo capitolo del lavoro è dedicato ai finanziamenti europei che si basano sul principio di sussidiarietà verticale, grazie al quale infatti è possibile stabilire se in una data materia, non tra quelle di competenza esclusiva comunitaria, l’azione europea risulti più efficace rispetto a quella intrapresa a livello nazionale o locale. Viene presentata la Strategia Europa 2020, il piano di crescita sostenibile che costituisce il cardine dell’azione europea, intorno a cui ruotano tutti i programmi e le riforme, e alla quale sono anche connesse le dieci priorità che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha individuato nel novembre 2014 e il conseguente “Piano Juncker”, con lo scopo di promuovere gli investimenti nell’economia reale. Particolare attenzione è stata poi data alla politica di coesione europea, proprio per la sua centralità nell’applicazione del principio di sussidiarietà verticale e all’impatto che i fondi regionali hanno sul territorio.

La governance multilivello

I finanziamenti comunitari sono gestiti secondo una governance multilivello coordinata tra le istituzioni europee, nazionali, regionali e locali. Tale concetto possiede una relazione indissolubile con quello di sussidiarietà, poiché il principio garantisce che le politiche siano elaborate al livello più appropriato e la governance multilivello mette in pratica proprio la loro interazione. Una grande opera di semplificazione per quanto riguarda i fondi europei sta prendendo forma in questi ultimi anni ed è attualmente in corso, con l’obiettivo di individuare norme più agevoli, secondo un’impostazione incentrata in prevalenza sui risultati attesi.

Il monitoraggio civico: Monithon

L’idea su cui si basa il monitoraggio civico consiste essenzialmente nello scegliere dal sito di Open Coesione, piattaforma nella quale si trovano tutti i dati sui progetti destinatari dei fondi europei, un progetto finanziato e andare a verificare come i soldi siano stati spesi e se vengano utilizzati in modo coerente rispetto a quanto previsto dal progetto. Monithon, cioè la maratona di monitoraggio civico nata nel 2013, mi ha visto coinvolta insieme ad alcuni colleghi nel progetto, con l’obiettivo di monitorare se Camera, Centro italiano per la fotografia avesse ricevuto interamente i fondi che le spettavano e se li stesse utilizzando realmente a favore della cultura della comunità torinese. Il nome del progetto richiama proprio quello del Centro: MoniTOcamera. I risultati del monitoraggio sono stati raccolti nel Report che è stato aggiunto agli altri inseriti all’interno della piattaforma online Monithon.

Dal monitoraggio civico alla cittadinanza attiva?

Per concludere, quindi, ci siamo posti una domanda per incrociare la sussidiarietà orizzontale con il monitoraggio civico che suona in questi termini: l’impegno che sta dietro a questo meccanismo di verifica di un progetto finanziato dai fondi europei è un tipo di partecipazione che può rientrare nella cosiddetta cittadinanza attiva? Partendo dalla lettura dell’articolo 118 ultimo comma della Costituzione, è stato possibile individuare e analizzare gli strumenti in grado di mobilitare la cittadinanza attiva. La sussidiarietà orizzontale infatti dipende in modo imprescindibile dalla volontà e dalla consapevolezza che i cittadini hanno di essere gli attori che il testo costituzionale “favorisce” al fine di far vivere il principio stesso attraverso la propria mobilitazione e partecipazione. Tutto ciò sta alla base del concetto di amministrazione condivisa, che porta i cittadini ad attivarsi con idee e progetti legati ai beni comuni che possono concretamente realizzarsi grazie a patti di collaborazione con l’amministrazione pubblica.

Conclusioni e prospettive

A questo punto il ragionamento porta ad un’analisi puntuale delle differenze e delle distanze – nei fatti ma non nel principio – che esistono tra i due concetti, ma segnala anche le forti analogie. Confronto che ha l’obiettivo di proporre il monitoraggio come una delle manifestazioni che si ispirano al principio di sussidiarietà orizzontale sul piano locale ma anche europeo e, quindi, come una delle formule che, se pienamente riconosciute, potrebbero portare i cittadini ad attivarsi per l’interesse comune a livello europeo. Questo tipo di partecipazione può portare ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle politiche europee, troppo spesso ritenute distanti e opache nei processi. In questo modo l’auspicio che emerge è di vedere istituiti, nel tempo, basi giuridiche europee, dotate di strumenti ad hoc per poter dare una vera legittimazione ai feedback dei monitoranti, con l’obiettivo di portare a decisioni pubbliche maggiormente condivise e migliori proprio grazie al coinvolgimento dei cittadini europei.

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