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La Foresta, un’accademia di comunità nella stazione dei treni

Una rete aperta, creativa, generativa: fare commoning a Rovereto

La Foresta è una rete aperta che ha come obiettivo la creazione di un’accademia di comunità all’interno della stazione ferroviaria di Rovereto, in provincia di Trento. Alla rete attualmente partecipano cittadini singoli e associati, gruppi informali e l’amministrazione. Per citarne alcuni: Architutti, un gruppo di architetti che lavora per rendere fruibile gli spazi al maggior numero di persone possibile, l’associazione Brave New Alps che si dedica a ricerca partecipata e co-design, Centrifuga, dedita alla produzione biologica e sostenibile e l’impresa familiare Dolomit che promuove il turismo educativo. Questa commistione di soggetti, con diversi interessi, profili professionali, opinioni, rappresenta il terreno fertile dove creare situazioni di apprendimento partecipato, sperimentare e “dare spazio” alle idee di tutti.

Sebastian Grieser, teorico tedesco di studi di genere, e alcuni studenti tedeschi di design sperimentale

Ecco le parole con cui Matteo Zadra, presidente di Nuovo Cineforum Rovereto, un’altra delle associazioni di volontariato che ha aderito fin dall’inizio alla rete, descrive il progetto: “La foresta nasce da una triangolazione tra Centostazioni (ora RFI), il Comune di Rovereto e una rete di associazioni di varia natura e singoli cittadini. Dopo un periodo di trattative, il Comune di Rovereto ha ricevuto in comodato d’uso un edificio a lato della stazione, un tempo sede della Polfer e da tempo abbandonato. A ottobre è così iniziato un percorso aperto di co-progettazione che vede la partecipazione attiva sia del Comune che di tutti i soggetti che hanno espresso il loro interesse al progetto e che porterà a una definizione dello spazio sia dal punto di vista giuridico, sia delle attività che verranno ospitate al suo interno. L’idea attorno a cui decine di persone stanno attualmente lavorando è quella di arrivare a un bene comune aperto, inclusivo e sostenibile dove sia possibile sperimentare, sia a livello pratico che teorico, un nuovo modo di fare comunità. A breve inizieranno i lavori per la messa a norma e la riqualificazione dello spazio, che auspicabilmente si concluderanno per l’estate del 2019, ma già adesso, oltre agli incontri di co-progettazione, si stanno tenendo una serie di attività basate sull’idea di orizzontalità e di trasmissione del sapere che spaziano dalla musica alla cultura digitale, passando per la comunicazione e le pratiche artistiche”.

Sebastian Grieser, teorico tedesco di studi di genere, con alcuni studenti di design sperimentale.

Missione: fare comunità

Fare comunità non rappresenta certo una meta facilmente raggiungibile. La Foresta, però, si focalizza sulla promozione della cittadinanza attiva, organizza momenti di incontro e dialogo e cerca di andare oltre i limiti della crisi relazionale, economica e ambientale dei nostri giorni.
Non si tratta di uno schema definito e rigido, non è un progetto finito, “pronto all’uso”. Si potrebbe piuttosto dire che flessibilità e dinamismo sono proprio i caratteri salienti e la forza di questo entusiasmante esempio di attivismo. La volontà di rimanere in “perpetual beta”, cioè basarsi su sperimentazione, riflessione e valutazione collettiva, è uno degli obiettivi principali del gruppo. Come afferma Ilana Gotz, di Euricse (che partecipa alla co-progettazione dell’uso degli spazi della stazione di Rovereto, accompagnando il Comune e i coordinatori nel processo) “ogni passo nella co-progettazione diventa anche un’opportunità di auto-formazione”.
Tre aggettivi che riassumano le caratteristiche del progetto? Collaborativo, creativo e asset-based/generativo. Questa la selezione che ci ha fornito Ilana. Altre parole chiave sono contenute nella “cassetta degli attrezzi” del sito internet del progetto, una sorta di breve glossario che include gli attuali strumenti, pratici e concettuali, della rete.

Illustrazione dell’artista Eva Popovic.

Attività e prospettive

Fra le mille attività, è curiosa l’idea di ospitalità e apertura dell’iniziativa. Oltre a chiarire che chiunque può prender parte al progetto (“Vuoi farne parte? Contattaci! Così ci prendiamo un caffè insieme e ci conosciamo. O vieni direttamente a una delle attività pilota che stiamo organizzando”) è particolarmente lodevole la possibilità di essere ospitati presso La Foresta. Artisti, designer e altri professionisti che contribuiscono al processo di co-progettazione e attività pilota sono benvenuti (l’immagine sopra è proprio un disegno di Eva Popovic, illustratrice croata ospitata tra febbraio e maggio 2018).
Riguardo al futuro, fra le mille idee di La Foresta ci sono l’attivazione di percorsi di co-design per definire spazi e attività, l’uso di approcci di azione ricerca partecipata, la costruzione di un modello di organizzazione comunitario e orizzontale. Considerati i presupposti, non si può che essere positivi per l’avvenire.