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Caserta è una città più colorata: via libera alla Street Art

Ispirandosi al contenuto di un Patto, il Regolamento riconosce alcune pareti della città come muri liberi per gli artisti

Caserta è una città più colorata: è stato approvato, infatti, dal Consiglio Comunale di Caserta il Regolamento sulla Street Art e sul graffitismo (in allegato), molto voluto dal Forum dei Giovani su impulso degli artisti che da anni rendono i muri abbandonati della città un’opera d’arte.
Dagli inizi degli anni ’90 tantissime crews di artisti si sono date da fare e si sono alternate nel rendere alcune pareti della città vere e proprie installazioni d’arte, sviluppando una vera e propria tradizione di street artists che, negli anni, hanno ricevuto incarichi prestigiosi anche all’estero. A partire dalla zona ferroviaria, fino al centro storico della città gli impulsi d’arte nel tempo hanno ricoperto, a macchia di leopardo, intere aree. Da qui l’esigenza di formalizzare con una delibera le zone libere per gli artisti.

L’idea è venuta grazie al Patto di Villa Giaquinto

L’impulso alla stesura di un regolamento che facilitasse gli artisti è stato dato dal Patto di collaborazione su Villa Giaquinto (parco pubblico di 9600mq gestito dall’omonimo comitato che, negli anni, ha fatto dell’arte pubblica una delle principali azioni per la riqualificazione della zona) che formalizzava le pareti di cinta come Hall of Fame: muri liberi dove chiunque, senza nessuna registrazione e senza nessun’autorizzazione, ha la possibilità di dipingere.
Dall’ipotesi delle mura di un solo parco della città ad un insieme di pareti a completa disposizione degli artisti, il passo è stato breve: sono passati solo pochi mesi per far venire alla luce il regolamento sulla Street art che, proprio ispirandosi al contenuto del patto di collaborazione, riconosce alcune pareti della città come pareti libere per gli artisti. Ed è questo l’elemento innovativo del regolamento rispetto ad altri approvati in altri comuni: si riconoscono alcuni spazi come luoghi in cui è possibile dipingere, senza nessun procedimento burocratico, in totale anonimato.

Un murales di Grape nel parco di Villa Giaquinto

Un Regolamento profondamente innovativo

Così non si perde l’elemento rivoluzionario della Street Art: l’idea di poter fare arte pubblica senza doversi confrontare con nessuno se non con l’opinione degli abitanti e di chi vive quotidianamente i luoghi interessati.
Il regolamento ha il pregio di non limitarsi alle pareti di proprietà del Comune, ma di allargare la possibilità anche ai privati e/o altri enti pubblici di mettere a disposizione delle pareti per gli artisti. Insomma l’idea è che anche i condomini mettano a disposizione soprattutto le pareti posteriori dei palazzi, che solitamente sono degradate, per installazioni artistiche. Un’ipotesi di una città che, passo dopo passo, riesca a dimenticare il grigiore del cemento per colorarsi con la fantasia dell’arte.

Liberare la creatività degli artisti

Inoltre, per regolamento, l’Amministrazione si riserva il diritto di cancellare le opere a sfondo razzista ed omotransofobiche: una norma di civiltà in questi tempi bui, fortemente voluta dagli street artists della città i quali, da sempre, sono impegnati in iniziative sociali.
Infine, il regolamento prevede l’esenzione totale da tasse e tributi di occupazione del suolo pubblico per quegli artisti che avessero la necessità di installare trabattelli ed altre impalcature per realizzare le loro opere. Un piccolissimo incentivo, per un comune dissestato, all’arte pubblica. Di fatto, un regolamento che ha il pregio di non disciplinare eccessivamente con lo scopo di liberare la creatività degli artisti, dando loro la possibilità di dipingere in piena autonomia. Un vero e proprio “non-regolamento” che ha il valore di formalizzare e di incentivare un meccanismo che negli ultimi trent’anni, spontaneamente, ha caratterizzato interi quartieri, adeguandosi alle esigenze comunicative del momento.
Un regolamento partito, forse non per caso, da un’esperienza di gestione condivisa di un parco pubblico, a dimostrazione del fatto che quando i cittadini partecipano al “governo del territorio” nascono sperimentazioni inaspettate che riescono a innovare la politica, classicamente intesa, e provano a rendere le città più belle e vissute dai cittadini.

Murales in anteprima di CTA Crew