Co2, no grazie!
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venerdì 03 settembre 2010 | Massimiliano Alacqua   
Efficienza energetica, la chiave per la riduzione della Co2
In questo periodo di crisi la parola d’ordine è risparmiare. Se poi si tratta di energia è tutto di guadagnato: meno combustile, meno anidride carbonica, meno sprechi e l’ambiente ringrazia.
Si punta su due fattori: tecnologie e comportamenti virtuosi
Sviluppo sostenibile ed efficienza energetica fino a qualche anno fa erano un semplice miraggio, oggi sono un obbiettivo concreto su cui lavorare. È curioso che sia proprio la crisi economica mondiale a spingere in questa direzione, eppure, finito il periodo dello sperpero sia le aziende che le famiglie hanno imboccato la via del risparmio energetico. Si punta su due fattori: la tecnologia dei sistemi e i comportamenti virtuosi per un uso razionale dell’energia.

Le aziende virtuose

L’Autorità dell’energia ha stimato in sei milioni di tonnellate il petrolio risparmiato negli ultimi cinque anni grazie a tutte quelle aziende che seguono il modello dell’efficienza. Uno dei casi più recenti è quello della Peroni, che in collaborazione con la Siram, ha messo a punto una centrale di cogenerazione da 3 megawatt con recupero termico di acqua e vapore che permette un risparmio pari a 11 mila tonnellate di anidride carbonica. Un altro esempio è quello dell’Intesa Sanpaolo, che ha ottenuto la certificazione Uni En 16001 rilasciata dall’ente internazionale Dnv, grazie ad un sistema di gestione dell’energia basato sulle pompe di calore, computer ad alta efficienza, lampade a basso consumo. Niente male, soprattutto se consideriamo che i casi della Peroni e dell’Intesa San Paolo, non sono certamente isolati, anzi, secondo una ricerca dell’Icm, società di certificazione energetica e industriale, circa l’80 percento delle aziende ha installato o comunque valutato la possibilità di dotarsi di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Le vie seguite sono diverse, c’è chi si affida a società specializzate nella consulenza energetica come la Siram, altri si rivolgono alle cosiddette energy saving company, società che fatturano sul risparmio energetico dei loro clienti e che di conseguenza hanno tutto l’interesse a raggiungere i massimi livelli di efficienza.

L'esempio delle istituzioni

I comuni giocano un ruolo importante in questa partita, sia per quanto concerne la sensibilizzazione della popolazione e delle imprese locali sia operando loro stessi una razionalizzazione dei consumi. È questo il caso del comune di Macerata che si è rivolto alla Cofely per la gestione dell’energia di 76 edifici comunali da migliorare grazie all’utilizzo di caldaie a metano e all’istallazione di nove sistemi solari termici. È chiaro che un ente pubblico che opera in questa direzione stimola in tal senso anche i suoi cittadini, orientandoli verso l’efficienza energetica.

Le abitazioni ad impatto zero

Nelle abitazioni italiane medie i consumi annui di energia sono di circa 110 kw/h per ogni metro quadro di casa. Un consumo spropositato se consideriamo che in Svezia, dove il clima è molto più rigido, non superano i 60 kw/h per metro quadro d’abitazione. Tra l’altro la moderna tecnologia ci viene incontro in questo senso, tant’è che abitare in una casa eco-sostenibile è ormai una possibilità reale come dimostra Eco home plus, un modulo sperimentale prefabbricato che non solo è auto sufficiente dal punto di vista energetico, ma prevede la possibilità di inserire nel sistema il surplus di energia prodotta. Dotato di pannelli solari e di pompa di calore geotermica questo prefabbricato, la cui sperimentazione sta avvenendo in Canada, in condizioni climatiche quindi difficili, dimostra come sia possibile oramai una generazione di energia ad impatto zero. Basti pensare che secondo i dati, questa casa, risparmierà le circa 8 tonnellate di anidride carbonica emesse da un abitazione standard in un anno.

Cosa possiamo fare noi

È necessario cambiare la nostra mentalità su questo argomento, riscoprire tutta una serie di comportamenti virtuosi che non solo ci permetterebbero di risparmiare, ma incidendo in maniera considerevole su un bene comune di eccezionale valore come l’ambiente, migliorerebbero la nostra stessa qualità di vita. Piccoli gesti quotidiani come l’utilizzo delle lampade a basso consumo, l’uso responsabile dell’aria condizionata e del riscaldamento e di tutti gli elettrodomestici di casa, la scelta degli infissi e dei vetri. Sembrano sciocchezze, probabilmente molti di noi neanche se ne rendono conto, ma questi piccoli accorgimenti a lungo andare fanno la differenza, quella stessa differenza che c’è tra mondo vivibile e uno destinato ad esaurire tutte le sue risorse.

Una via diversa rispetto al passato è quindi possibile, spetta a noi intraprenderla. È stato fatto molto in questi anni per far crescere la coscienza ambientale, per far capire che quando si parla di co2 o inquinamento di qualsiasi altro genere non si tratta di astrazioni, ma di ciò che viviamo tutti i giorni. Essere cittadini attivi significa anche questo, improntare uno stile di vita rispettoso di ciò che ci circonda; un obbiettivo comune per aziende, istituzioni e famiglie. Strade diverse, un unico fine.
 
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