Decreto n. 177 del 14 settembre 2010
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giovedì 20 gennaio 2011 | Chiara Mazzanti   
Erogazione dei contributi in favore del non-profit

Con lo scopo di favorire la libera iniziativa dei privati, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Maurizio Sacconi - ha firmato il 14 settembre 2010 il decreto n. 177, “Regolamento concernente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui all’art. 96 della legge 21 novembre del 2000, n. 342, in materia di attività di utilità sociale, in favore di associazioni di volontariato e organizzazione non lucrative di utilità sociale”.

Un nuovo decreto per riaffermare la validità del ruolo sociale svolto dal Terzo Settore

In questo decreto, riprendendo quanto a suo tempo affermato dalla legge 8 novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e di servizi sociali”, vengono disciplinate le modalità di concessione ed erogazione dei contributi in favore delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le quali possono beneficiare di finanziamenti statali, provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali, per acquistare o acquisire, mediante contratto di leasing, ambulanze, altri beni strumentali mobili da impiegare esclusivamente in attività di utilità sociale e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche, che, tuttavia, per un periodo di almeno cinque anni, non possono essere venduti o ceduti a terzi e debbono essere di diretto ed esclusivo utilizzo dei beneficiari del contributo. Le percentuali della quota del Fondo nazionale sono disciplinate all’art. 4 e così suddivise: 60% per l’acquisizione delle autoambulanze, 35% per l’acquisto di beni strumentali e il 5% per l’acquisto di quei beni da devolvere alle strutture sanitarie pubbliche.

Ora, se l’emanazione di questo decreto costituisce un ulteriore e indispensabile tassello verso una effettiva concretizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale e contribuisce alla implementazione di un sistema, in cui si risponde ai bisogni dei cittadini attraverso una sempre maggiore collaborazione e integrazione tra pubblico e privato, riconoscendo, quindi, implicitamente, la rilevanza dell’apporto delle associazioni di volontariato, non può non sottolinearsi come si tratti, ancora una volta, di un intervento di minima, dettato più dalla contingenza di assolvere alle prescrizioni di legge, che all’intento di (iniziare a) dare piena attuazione alla norma, di cui all’art. 118, quarto comma.

 
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