Giovani cittadini attivi per una vera democrazia
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lunedì 24 gennaio 2011 | Francesca Ragno   
Giovani e cittadinanza attiva per una vera democrazia in Europa
L’Unione Europea ha delineato un piano di azione 2010-2018 per implementare in questi dieci anni la partecipazione dei giovani nell’ambito di diversi aspetti della vita comunitaria e degli stati membri: cittadinanza attiva, partecipazione politica, inclusione sociale e solidarietà dei giovani sono le linee guida da seguire con concrete iniziative. I giovani si scontrano nella realtà quotidiana con diverse sfide: disoccupazione giovanile, formazione e istruzione, invecchiamento della popolazione, classe dirigente di annata e bloccata da decenni. Coinvolgere le giovani generazioni nella formazione delle decisioni e opinioni politiche, culturali ed economiche può costituire un volano per l’innovazione di governo e amministrativa nella sfera pubblica, ma soprattutto può creare un nuovo senso di cittadinanza e un comune sentire per una società maggiormente coesa.
Per l’Unione Europea una cittadinanza attiva dei giovani è alla base di una vera democrazia
Coinvolgere i giovani vuol dire migliorare sia la democrazia rappresentativa ( candidandosi e partecipando al voto) che la democrazia partecipativa sotto forma di azione civile e impegno sociale e nel volontariato.

Le nuove tecnologie e i media stanno cambiando i metodi e i tempi della partecipazione e della rappresentanza della democrazia, non più verticale nei tradizionali partiti politici e sindacati, ma in modo maggiormente orizzontale e diffuso, più informale con gruppi di supporto per campagne e cause specifiche.

Essere maggiormente coinvolti nei processi partecipativi permetterebbe ai giovani di raggiungere la posizione nelle hit di priorità delle politiche pubbliche.

Metodi e strumenti per favorire la partecipazione giovanile

Se si guardano i dati della partecipazione giovanile nelle elezioni europee e degli stati membri si vede che il 71% degli elettori tra i 18 e i 25 anni non partecipa al voto per un’incapacità dei policy makers di farsi portavoce degli interessi delle giovani generazioni e di un’incapacità comunicativa troppo veloce per adeguarsi alle sempre più innovative reti di socializzazione digitale.

Nonostante i trattati dell’Unione Europea mettano al centro della loro azione la partecipazione e la democrazia, auspicando un coinvolgimento di associazioni e società civile, è ancora troppo basso il “coinvolgimento delle giovani generazioni", con tutte le distinzioni che al loro interno si possono adoperare.

Per questo l’Unione Europea nella sua risoluzione del Consiglio del 27 novembre 2009 (OJ 2009/C 311/11) denominata “Renewed Framework for European Cooperation in the field of Youth 2010-2018" (che è possibile scaricare negli allegati) ha predisposto tutta una serie di obiettivi e di iniziative concrete per permettere una vera cittadinanza attiva delle giovani menti europee:
• Meccanismi di sviluppo per il dialogo tra giovani e partecipazione giovanile nella formazione delle politiche giovanili nazionali;
• Sviluppo delle linee guida nella partecipazione giovanile per una maggiore qualità delle politiche in questo settore;
• Supporto politico e finanziario alle organizzazioni giovanili, dei consigli locali e nazionali dei giovani e promozione del loro impegno nelle politiche pubbliche;
• Promozione dei giovani sotto diverse forme nella democrazia rappresentativa e nella società civile;
• Utilizzare le nuove tecnologie per un capillare coinvolgimento dei giovani;
• Promuovere sotto diverse forme un’educazione alla partecipazione con metodi tradizionali e innovativi, formali e informali.

L’attuale presidenza ungherese che guiderà l’Unione Europea fino a giugno 2011 ha fatto della partecipazione giovanile un’azione prioritaria del suo governo, primo fra tutti la promozione di alti livelli formativi e un più facile ingresso nel mondo del lavoro e la diminuzione del digital divide.

Non solo: l’Unione Europea nel suo programma di azione per le politiche giovanili propone di incrementare i candidati under 30 nelle liste elettorali e promuovere campagne per favorire la partecipazione al voto e garantire una promozione della partecipazione nelle organizzazioni a tutti i livelli, da quello europeo al locale, con un supporto dei nuovi media e della partecipazione digitale.
 
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