In questo saggio Grazzini sostiene che né le forze spontanee del mercato né l'intervento pubblico da soli potranno risolvere i problemi che ci hanno portato alla duplice crisi economica ed ecologica; è necessario promuovere l'economia della condivisione e forme di autogestione dei beni comuni da parte delle comunità interessate (come per esempio Internet,Wikipedia, il Free Software e il software Open Source che sono gestiti da fondazioni no profit e controllati dalle comunità interessate).
Dopo un'attenta e critica analisi alle ragioni che hanno determinato la crisi globale, Grazzini vede come inevitabile un'alterazione dell'economia di mercato e individua come sempre più stringente la necessità di controlli dal basso e di trasparenza dell'intervento pubblico.
La speranza e l'auspicio è che le comunità – degli scienziati, dei ricercatori, dei cittadini nelle aree territoriali interessate – si auto-organizzino e diventino protagoniste delle politiche ecologiche: solo così infatti queste potranno diventare realmente efficaci per difendere meglio il "giardino comune". Nella gestione dei beni ambientali, in una prospettiva di sviluppo sostenibile, il ruolo di enti economici no profit, quali fondazioni e cooperative, dovrebbe divenire centrale.
Un'economia policentrica - fondata sui beni comuni, sul mercato, e l'intervento pubblico – offre la possibilità di affrontare la duplice crisi economica ed ecologica, e di prevenire e arrestare i virus della crisi. Un'economia complessa, sostenibile ed equa, non può svilupparsi se viene lasciata all'anarchia delle diverse forze competitive, come avviene nel mercato, o se dipende dalle decisioni di un solo sovrano più o meno illuminato (lo Stato). La società civile e le sue organizzazioni no profit dovrebbero gestire i beni comuni.
GRAZZINI E., Il bene di tutti. L'economia della condivisione per uscire dalla crisi, Editori Riuniti, 2011.






