Il servizio civile è under 18
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giovedì 22 marzo 2007 | Daniela Quaggia   
Liguria, il volontariato tra i banchi di scuola

L'inziativa della Regione, prima in Italia, a introdurre la novità: 14 progetti di 16 istituti superiori Si parte con 560 studenti impegnati in vari settori: dalla salvaguardia ambientale all'accoglienza.

Il servizio civile arriva tra i banchi di scuola. Accanto alla lezione di italiano, a quella di matematica e inglese, è tempo di lavorare a progetti di cittadinanza attiva, lotta alle nuove povertà, ed educazione alla pace. E i ragazzi liguri sono i primi in Italia a poter fare questa esperienza di volontariato già a 16 anni.

Se sul territorio nazionale infatti il servizio civile cresce e matura consensi - 181 giovani nel 2001 circa 46 mila nel 2006 - la regione Liguria ha pensato di contribuire ad allargare le possibilità di partecipazione con una legge e un percorso sperimentale: è stato istituito così il servizio civile regionale, che oltre al bando rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, prevede, per la prima volta, il coinvolgimento degli under 18, attraverso le scuole.

Quattordici i progetti presentati da sedici istituti superiori (6 licei, 7 istituti tecnici e 3 professionali) e un impegno significativo con le associazioni di volontariato accreditate sul territorio.

"Il coinvolgimento delle scuole è molto importante e lo è anche il fatto che si tratti di un servizio a vantaggio delle comunità - spiega il vice-presidente della regione Massimiliano Costa - bisogna sensibilizzare ed educare i giovani a impegnare il proprio tempo per un servizio che è comunitario. E farlo attraverso la scuola fa crescere non solo il singolo ragazzo, ma anche la stessa realtà scolastica".


Le modalità
Da marzo a settembre saranno 560 i ragazzi, tra i 16 e i 18 anni, impegnati a lavorare con le associazioni ai progetti più vari: dall'accoglienza dei bambini provenienti da zone di guerra alla salvaguardia ambientale.


Le attività si svolgono in orario scolastico ed extra-scolastico: in classe lezioni di preparazione, svolte dai docenti e dai formatori degli enti partecipanti; fuori la parte pratica, il lavoro concreto.


Che sia di pomeriggio o che continui anche in estate a scuola chiusa, non importa, dicono i prof. più ottimisti e i ragazzi più volenterosi. Quello che conta è il senso dell'esperienza, quello che dà umanamente.


Poi, va detto, pesa anche il credito utile per il voto di maturità, ammettono gli studenti. Sul fronte economico, invece, nessun guadagno.
"I benefici reali - precisa Maria Anna Burgnich, responsabile del servizio civile per l'Ufficio Scolastico regionale - sono un attestato riconoscibile come credito formativo per l'esame di Stato e poi un bonus di 100 euro che viene dato però alla scuola per ogni studente partecipante".


Un contributo mensile spendibile nell'acquisto dei libri di testo, nell'organizzazione di viaggi-studio all'estero o in abbonamenti teatrali. Ma si ribadisce: "il beneficio più importante è un altro, la possibilità per i ragazzi di crescere sul piano umano e sviluppare una coscienza civile e solidale".


La partecipazione. L'esperienza è all'inizio. "È un po' presto per avere e dare un giudizio sul comportamento degli studenti" sottolinea Burgnich. Certamente però l'interesse è alto: "I professori hanno registrato più adesioni rispetto ai posti disponibili".


A conferma che la richiesta di servizio civile è alta. "Il nostro servizio civile regionale è integrativo - chiarisce Costa - nella fascia d'età dai 16 ai 28 anni soddisfa a livello numerico molti più ragazzi di quello nazionale, che impegna ogni anno circa 700 giovani liguri. Inoltre il bando regionale consente un impegno da 6 mesi a 3 anni".


Ma c'è chi ipotizza un rischio di contrasto Stato-Regioni e problemi con l'Ufficio nazionale. "Nessun problema", secondo il vicepresidente il giudizio dell'Ufficio è più che positivo: "Cristina De Luca, sottosegretario al Ministero della solidarietà sociale con delega al Servizio civile nazionale, ci ha fatto i complimenti per nostre scelte di indirizzo e priorità".


Detenuti e cittadini stranieri. E tra le scelte di indirizzo ce n'è anche una rivolta ai detenuti minorenni. Regione, Enti locali e la Consulta regionale per il servizio civile, hanno avviato il primo confronto sulle modalità di attuazione dei progetti previsti dalla legge relativa ai minori in carcere. Il primo bando è atteso nei prossimi mesi, "ma è ancora in corso un protocollo d'intesa con il ministero di grazia e giustizia", precisa Costa.


L'obiettivo comunque è quello di sviluppare interventi di inclusione sociale; perciò l'idea di estendere la partecipazione ai progetti ai cittadini stranieri è entrata subito a pieno titolo nei bandi. Non serve la cittadinanza italiana per fare domanda di servizio civile regionale in Liguria. Basta avere minimo 16 anni, massimo 28; essere residenti lì anche per motivi di studio e avere voglia di crescere.


Di Tullia Fabiani


Da Repubblica.it

 
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