Peccato! c'è un'Italia migliore
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giovedì 10 aprile 2008 | Luca Pirani   
Peccato! c'è un'Italia migliore di quella che continuamente ci viene proposta dai giornali.
In questi giorni, per ben due giorni, una pagina della cronaca di Roma de "la repubblica" è stata dedicata ad alcune scritte apparse e cancellate e riapparse al liceo classico Mamiani del quartiere Prati di Roma; scritte non originali, lette e rilette tante, tantissime volte.
La crisi del sistema di informazione del paese converge sempre sullo stesso punto: la gestione della fonte
L'episodio era rilevante solo per un grave stallo istituzionale (peraltro tutt'altro che evidenziato dalla cronaca) che si è creato: il preside di un liceo della Repubblica che critica i carabinieri per la rigidità dimostrata avendo portato in questura (non malmenato...) un ragazzo colto in flagranza di reato di danneggiamento dei beni comuni.
Due pagine dedicate al niente: due scritte sul muro di una scuola, in una città che non ha più un muro pubblico sotto i due metri di quota che non sia imbrattato da tags o scritte di ogni genere.

Negli stessi giorni a Roma 150 studenti liceali provenienti da tutta Europa sono stati invitati da un liceo scientifico della capitale (il Farnesina) e, insieme ad altri 150 studenti italiani hanno dato vita al Rimun, il Rome international model of united nations: una simulazione di quello che avviene nel palazzo di vetro (opaco) dell'Onu. Gli studenti si sono divisi in delegazioni, una per ogni nazione, hanno nominato un ambasciatore portavoce e hanno presentato delle risoluzioni su temi di importanza planetaria discutendole e portandole all'approvazione in una seduta nella sala consiliare del Campidoglio. Un model, ovvero una esercitazione: una delle rarissime lezioni non frontali che gli studenti più fortunati ricevono nella loro carriera scolastica. Un esempio di sussidiarietà concreta. I giovani sono stati ospitati dalle famiglie dei liceali italiani, la Luiss ha ospitato l'inaugurazione del Rimun, il Comune di Roma ha "favorito" l'iniziativa mettendo a disposizione la sala consiliare Giulio Cesare, famiglie, Comune e aziende hanno sponsorizzato l'iniziativa che è stata integralmente gestita dagli studenti del liceo Farnesina in collaborazione con i docenti italiani e stranieri dei liceali partecipanti.

Peccato: come si sa in Italia ci sono anche tante esperienze positive che rilanciano i valori di una reale coinvivenza civile planetaria, ma i nostri mass media non ne hanno fatto cenno: c'erano due scritte sui muri del Mamiani. Ma, e questo è il vero mistero, qual'è l'incredibile fascino che questo liceo classico esercita sulle redazioni dei quotidiani della capitale?
Perché, purtroppo, la crisi del sistema di informazione del paese converge sempre sullo stesso punto: la gestione della fonte (delle informazioni).
 
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