La mostra educativa sull'acqua
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lunedì 23 agosto 2010 | Massimiliano Alacqua   
“No water, no future”, queste le parole di Nelson Mandela al water dome di Johannesburg nel 2002. Uno slogan che sta diventando il leit motiv di questi ultimi mesi, adesso che il tema dell’acqua non è più solo un problema del sud del mondo ma, anzi, è entrato decisamente a far parte delle nostre vite.
Comunicare attraverso le immagini, è questo il progetto della mostra educativa sull’acqua
Per anni l’acqua è stata una nostra compagna di vita quasi invisibile, abituati come siamo stati ad averne in grande disponibilità. Pochi semplici gesti, come aprire il rubinetto, ed eccola lì, un elemento quasi scontato della nostra vita. Le ultime battaglie sull’acqua, lo scontro tra una sua concezione come un bene pubblico, un diritto per tutti gli esseri umani, e una concezione che la percepisce come un bene da vendere, hanno però cambiato la situazione. In tutta Italia sono nati dei comitati di cittadini per rivitalizzare, sembra un gioco di parole, l’acqua, per far capire alla gente l’importanza che questa riveste nelle nostre vite.

La mostra

Comunicare attraverso le immagini, è questo il progetto della mostra educativa sull’acqua, organizzata dal comitato romano acqua pubblica. Si tratta di un’iniziativa itinerante che è già presente in diverse piazze italiane, un punto d’incontro per sensibilizzare i cittadini in modo diverso, divertente e accattivante. La protagonista della mostra è Goccia, è lei a guidare nelle 10 tavole il lettore alla scoperta, o per meglio dire alla riscoperta, dell’acqua toccando i temi più importanti: l’origine della vita, il ciclo dell’acqua, la sua presenza sulla Terra, nel corpo e nel cibo, gli acquedotti, la teoria dei vasi comunicanti, fino ad arrivare ai tre quesiti referendari di cui si è tanto parlato in quest’ultimo periodo.

Il progetto scuole

E non finisce qui, infatti, il naturale passo successivo alla mostra è quello di progetti che coinvolgano le scuole su questa tematica. Ogni scuola potrebbe occuparsi di un determinato ambito, per esempio un liceo artistico potrebbe preparare tele o sculture, un liceo scientifico potrebbe occuparsi della teoria dei vasi comunicanti, un liceo classico potrebbe approfondire le opere letterarie dedicate all’acqua, tra cui spicca Fontamara di Silone che, tra la'altro, potrebbe anche essere oggetto di una rappresentazione teatrale. Le idee quindi non mancano, questi lavori, inoltre, una volta discussi tra i ragazzi degli istituti potrebbero a loro volta integrare la mostra o costituirne una nuova in spazi pubblici.

I cittadini devono fare la loro parte

È un’iniziativa che dà il senso del percorso che si vuole intraprendere, una sorta di rete che coinvolga un numero sempre maggiore di cittadini, per diffondere una cultura di partecipazione civica che non può più aspettare. Da anni molti di noi chiudono gli occhi di fronte ai problemi che ci riguardano direttamente, aspettiamo che qualcuno faccia qualcosa per noi, una speranza che però è vana. Certe tematiche sono nostre, ci appartengono perché riguardano elementi essenziali della nostra vita, e l’acqua è una di queste. I problemi legati a questa risorsa sono numerosi, e non riguardano solamente la sua mercificazione. Intere zone del sud Italia vivono in condizioni che spesso non si conoscono, città come Reggio Calabria o intere zone della Sicilia vivono con l’acqua razionata a diversi orari della giornata, una situazione che sembra paradossale in un Paese moderno come il nostro. Eppure le perdite del nostro sistema idrico, la cattiva gestione pubblica del bene, la passività dei cittadini hanno fatto in modo che tutto ciò sembri normale, ogni estate le solite lamentele, poi il tempo passa e la gente dimentica.

È proprio per questo che iniziative di sensibilizzazione come quella della mostra educativa dell’acqua sono di fondamentale importanza, nel nostro vivere il tran tran quotidiano non dobbiamo dimenticarci che tutto ciò che ci appare scontato, l’acqua come qualsiasi altro bene comune, è parte della nostra vita e come tale dobbiamo proteggerlo e curarlo.
 
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