Appalti socialmente responsabili
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lunedì 28 febbraio 2011 | Maria Cristina Marchetti   
Un passo avanti verso l’Europa sociale
La Commissione europea attraverso la DG per l’Occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità e la DG del Mercato interno e dei servizi ha pubblicato un documento dal titolo: “Acquisti sociali. Una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici”.
Come si legge nel documento, gli appalti pubblici rappresentano circa il 17% del prodotto interno lordo dell’UE e, di conseguenza, assicurano un notevole effetto leva in molti settori, ivi comprese le politiche sociali.
La base giuridica degli appalti pubblici nell’Unione europea è fornita dalle direttive 2004/17/CE1 e 2004/18/CE, le cosiddette “direttive sugli appalti”, che attualmente consentono di tenere conto degli aspetti sociali a condizione che siano collegati all’oggetto dell’appalto e che siano proporzionati ai propri requisiti e purché siano rispettati i principi del miglior rapporto qualità/prezzo e della parità di accesso per tutti i fornitori dell’UE.
Appalti socialmente responsabili: una via alternativa verso l’Europa sociale

Una definizione


Secondo la definizione fornita dalla guida, “gli appalti pubblici socialmente responsabili indicano le operazioni di appalto che tengono conto di uno o più dei seguenti aspetti sociali: opportunità di occupazione, lavoro dignitoso, conformità con i diritti sociali e lavorativi, inclusione sociale (inclusione delle persone con disabilità), pari opportunità, accessibilità, progettazione per tutti, considerazione dei criteri di sostenibilità tra cui gli aspetti legati al commercio etico e una più ampia conformità di natura volontaristica con la responsabilità sociale di impresa (RSI), nel rispetto dei principi sanciti dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e dalle direttive sugli appalti” (p. 7). La definizione permette di individuare gli aspetti sociali che potrebbero essere rilevanti ai fini degli appalti, ma invita al tempo stesso al rispetto dei principi previsti dai trattati sugli appalti, primo fra tutti l’accessibilità.


Rischi ed opportunità

 

Partendo da tale definizione la guida intende sensibilizzare le amministrazioni sui vantaggi assicurati da appalti socialmente responsabili, ma anche sui rischi di cui l’amministrazione deve tenere conto nel promuovere appalti socialmente responsabili. È infatti importante definire gli obiettivi per le amministrazioni, tenendo conto delle priorità locali e nazionali e le effettive esigenze delle amministrazioni. Sarà allora preferibile adottare un approccio per fasi, al fine di evitare il rischio di effetti negativi su altre priorità sociali. Meglio individuare alcuni obiettivi principali ed estendere a quell’ambito gli appalti sociali,

I requisiti dell’appalto

 

Una volta definiti gli aspetti generali, relativi all’oggetto di un appalto socialmente responsabile, la guida passa ad illustrare le specifiche tecniche che devono essere contenute nell’appalto, fondamentali ai fini dell’individuazione dei requisiti, la verifica dei risultati, i criteri minimi di conformità.
La definizione delle specifiche dell’appalto deve però evitare che siano inseriti dei criteri che possano costituire una limitazione alla libertà di accesso all’appalto. Inoltre, gli aspetti sociali dovrebbero riguardare anche i metodi e i processi di produzione (ad esempio la sicurezza negli ambienti di lavoro); importante nella definizione dell’appalto è anche la questione inerente i criteri di esclusione e le regole sulla capacità tecnica ed economica.

L’Europa sociale

 

L’Europa sociale ha da sempre costituito uno degli anelli deboli del processo di integrazione europea. Negli ultimi mesi però, una serie di iniziative, quali il Single Market Act di cui ci siamo già occupati, sembrano riaprire il dibattito sulle politiche sociali, registrando un cambiamento culturale che in maniera latente ha iniziato a diffondersi nei diversi stati membri. La guida è infatti corredata di una serie di esempi tratti dall’esperienza dei diversi paesi che aiutano a delimitare il campo di applicazione, gli obiettivi e i benefici di questo specifico settore delle politiche sociali.





 
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