Non Profit Report 2011
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giovedì 12 maggio 2011 | Daniela Finamore   
I comportamenti digitali degli utenti fedeli nel terzo settore
La ricerca realizzata da Contactlab in collaborazione con Vita Consulting analizza il comportamento di 20mila contatti presenti nei database di 38 organizzazioni non profit. Lo studio si propone di informare le Onlus riguardo alle attitudini dei propri utenti i quali si mostrano sempre più interessati all’informazione telematica.
Diventa sempre più importante costruire un dialogo continuo con i propri contatti, non legato esclusivamente alle occasioni speciali di donazione

Il profilo degli intervistati

Le organizzazioni non profit prese in esame dal rapporto svolgono la loro azione nei campi sociali più svariati: cause umanitarie, volontariato, assistenza tecnico-sanitaria, organizzazione per la valorizzazione del territorio e molti altri. I soggetti partecipanti allo studio hanno permesso di analizzare il mondo del non profit partendo da dati attendibili che rivelano abitudini, esigenze ed incertezze dei sostenitori delle Onlus. La maggior parte degli utenti che hanno partecipato all’indagine si interessa al sociale da più di 10 anni; la percentuale sale al 67% per gli intervistati di età compresa tra i 40 ed i 50 anni. Emerge subito la necessità per il terzo settore di coinvolgere fasce d’età più giovani; tale scopo può essere raggiunto tramite una comunicazione diretta ed efficace da svolgere attraverso i canali digitali con cui le nuove generazioni hanno maggiore familiarità.

 

Comportamenti e abitudini degli utenti

Più della metà degli intervistati utilizza internet per informarsi e comunicare. Ciò avviene anche riguardo alle Onlus: gli utenti reperiscono dati e notizie sul non profit principalmente tramite siti istituzionali e newsletter. Gli eventi di piazza e il passaparola costituiscono fonte d’informazione per il 15 percento dei rispondenti, dato interessante se si pensa alla costante propagazione di notizie che avviene per mezzo dei social network. Un elemento ancora più importante viene dalla rilevazione che circa il 70 percento degli intervistati preferirebbe essere informato tramite canali online senza alcun accompagnamento cartaceo; da ciò deriva la necessità delle organizzazioni di risparmiare sui costi di stampa ed investire sulla rete e le sue potenzialità. Dall’indagine risulta chiaramente il bisogno dei partecipanti di avere un contatto personale e diretto con le organizzazioni di cui fanno parte; elevata è, infatti, la percentuale di coloro che richiedono un proprio spazio riservato sul sito finalizzato alla presentazione di progetti e alla richiesta d’informazioni.

Sfiducia verso le donazioni online

Il rapporto one to one è sicuramente un modo per infondere fiducia ed è particolarmente richiesto riguardo al settore delle donazioni. Tra gli intervistati che dichiarano di non donare, il 21 percento spiega di non averne avuto occasione; questo dato fornisce un’informazione utile alle organizzazioni le quali dovrebbero instaurare una comunicazione aperta, diretta ed efficace volta a coinvolgere un numero sempre più crescente d’individui. La maggior parte dei donanti si attiva soprattutto nell’ambito di cause umanitarie ed aiuto ai paesi poveri; si tratta tuttavia di soggetti che agiscono in casi eccezionali. Inoltre, tali donanti occasionali, sono molto scettici verso i canali di pagamento online tanto che il bollettino postale si conferma come lo strumento più utilizzato. La sfida per le organizzazioni non profit si sposta dunque sul web. Ciò che gli utenti chiedono maggiormente è concretezza ossia una costante informazione telematica che permetta loro di essere coinvolti, aggiornati sui risultati ottenuti anche grazie alle proprie donazioni e vedere riconosciuto il proprio impegno e sostegno ad una causa.

 

 

 

 

 

 
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