L'acqua alcuni la vogliono pubblica
PDF Stampa E-mail
giovedì 06 maggio 2010 | Federica Fotino   
Una proposta di legge di iniziativa popolare
Il testo della proposta di legge di iniziativa popolare, recante il titolo “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, era stato sottoposto a discussione collettiva e definitivamente approvato nell’assemblea nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua il 7 ottobre 2006. Già nel luglio dell’anno seguente venivano consegnate, a sostegno dell’iniziativa, 406.626 firme. Presentata alla Camera dei deputati, il 10 luglio 2007, essa è oggi in corso di esame presso la Commissione ambiente della Camera dei deputati.
ripubblicizzare il servizio idrico integrato e gestirlo attraverso strumenti di democrazia partecipativa
Ciò che si propone è la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso attraverso strumenti di democrazia partecipativa, nel fine ultimo di assicurare la tutela della risorsa e della sua qualità. Sulla base della constatazione di quello che viene definito il fallimento delle politiche di privatizzazione e liberalizzazione dell’acqua si ritiene infatti di riportare la gestione del servizio idrico in mano pubblica. In verità quelle che sono solitamente addotte come conseguenze negative delle privatizzazioni nel settore idrico (degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, diseconomicità della gestione, mancanza di trasparenza e di democrazia) più che dalle privatizzazioni in sé, sembrano provenire dall’assenza di regolamentazione, in un settore le cui caratteristiche economiche comportano, al contrario, la necessità di un framework normativo chiaro, di sistemi di controllo e di incentivi adeguati ed efficienti.

La proposta di iniziativa popolare…

La proposta di legge di iniziativa popolare consta di dodici articoli. I primi cinque enucleano i principi con cui si ritiene debba essere gestito il patrimonio idrico nazionale, tanto in termini generali quanto relativi (tutela e pianificazione della risorsa; gestione del servizio idrico), nonché i principi del governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua. L’idea di fondo è che l’acqua sia un bene fondamentale ma esauribile, da tutelare anche per le generazioni future, il cui accesso costituisce un diritto umano inviolabile. Se, da un lato, quindi, l’acqua non può essere mercificata, dall’altro, il servizio idrico integrato va considerato come privo di rilevanza economica, sottratto ai principi della libera concorrenza, in quanto atto a perseguire finalità sociali e ambientali di pubblico interesse. Tutto questo comporta la proprietà pubblica e inalienabile delle infrastrutture e delle reti e l'affidamento della gestione e dell'erogazione del servizio idrico integrato in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. A tal fine, si prevede un periodo di transizione verso la ripubblicizzazione del servizio, durante il quale i processi di trasformazione saranno favoriti da un Fondo nazionale appositamente istituito. In tale fase si dovranno, peraltro, assicurare forme di trasparenza e partecipazione.
Il finanziamento del servizio idrico dovrebbe avvenire sia attraverso la fiscalità generale -che coprirà parte dei costi di investimento e quelli di erogazione del minimo vitale giornaliero- sia attraverso la tariffa. A tal proposito, si stabiliscono i principi cui dovranno conformarsi le normative regionali per la definizione delle fasce tariffarie per consumi superiori e si richiamano i principi contenuti nella direttiva quadro 2000/60/CE 1.
L'articolo dodici stabilisce, infine, la copertura finanziaria della legge.

E la proposta dei deputati…


Alla proposta di legge di iniziativa popolare, ancora in corso di esame in Commissione, si abbina la proposta di legge di iniziativa di alcuni deputati (Messina, Donadi, Evangelisti, Mura, Leoluca, Orlando, Palagiano, Piffari, Razzi, Rota, Scilipoti, Zazzera e Barbato) presentata il 26 novembre 2008. Si propone di modificare gli articoli 147, 148, 151 e 166 e abrogare l’articolo 150 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché di modificare l’articolo 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e modificato dal recente decreto legge 25 settembre 2009, n. 135, in materia di gestione del servizio idrico integrato e dei consorzi di bonifica e irrigazione.
Con questa proposta si immagina, in particolare, di scindere la funzione di gestione della risorsa idrica dal quella più strettamente di gestione del servizio. Tale distinzione si attuerebbe lasciando all’AATO 2 (Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale) la sola funzione di coordinamento dei comuni che ricadono all’interno del territorio di sua competenza e demandando, invece, ai comuni la gestione vera e propria del servizio. A quest’ultimi verrebbe inoltre lasciata la libertà di scegliere tra una gestione singola o una associata con altri comuni, secondo le forme previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Sulla base di tali modifiche, a gestire il servizio sarebbe l’amministrazione comunale oppure i soggetti a cui l’amministrazione abbia dato il servizio in affidamento diretto. In quest’ultimo caso si tratterà di società a capitale interamente pubblico, controllate dagli stessi comuni o da altri soggetti costituiti da forme di associazione di più comuni.

1. Per ulteriori informazioni circa il framework stabilito dall'Unione Europea con riferimento all'acqua si consulti la sezone del sito della Commissione in materia.

2. L'ambito territoriale ottimale è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, in particolare quello idrico e quello dei rifiuti. Essi sono stati introdotti, con riferimento al servizio idrico, dalla legge 5 gennaio 1994 n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", cosiddetta legge Galli, recepita poi dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in materia ambientale”. Gli ATO sono individuati dalle Regioni con apposita legge (nel caso del servizio idrico integrato con riferimento ai bacini idrografici) e su di essi agiscono le Autorità d'Ambito: strutture dotate di personalità giuridica che hanno il compito di organizzare, affidare e controllare la gestione del servizio. Degli ATO (idrici e rifiuti), peraltro, è stata prevista la soppressione con il decreto legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito in legge con modificazioni il 26 marzo 2010 (Legge di conversione 26 marzo 2010 n.42).

 
Categorie
Archivio
 
 

 

Cons. st., sez. V, 17 settembre 2012, n. 4909

Fabio Giglioni - 6 maggio 2013

Elementi qualificanti in concreto la differenziazione della posizione del soggetto ricorrente sono il collegamento stabile con il territorio interessato e un'azione associativa dotata di adeguata consistenza e di rappresentatività degli interessi da tutelare...

 

Terra e democrazia

Marianna Russo - 10 maggio 2013

La scienziata Vandana Shiva da sempre impegnata nelle tematiche ambientaliste porta avanti una lotta alla globalizzazione economica e alla privatizzazione dei terreni....

 

Legambiente racconta “L’Italia oltre la crisi”

Margherita Volpe - 25 aprile 2013

Il 16 aprile è stato presentato a Roma il rapporto “L’italia Oltre la Crisi” alla presenza di Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, e Duccio Bianchi, dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia; le due istituzioni hanno condotto sinergicamente lo studio combinato dei parametri sociali e degli indicatori ambientali in grado di descrivere lo stato dell’Italia....

 

Cons. st., sez. V, 17 settembre 2012, n. 4909

Fabio Giglioni - 6 maggio 2013

Elementi qualificanti in concreto la differenziazione della posizione del soggetto ricorrente sono il collegamento stabile con il territorio interessato e un'azione associativa dotata di adeguata consistenza e di rappresentatività degli interessi da tutelare...

 

Aggiornati sull'Italia dei beni comuni!

Iscriviti alla nostra newsletter.

Iniziative

 

Ripensare il centro storico

Filippo Ozzola - 17 maggio 2013

"Ripensare il centro storico": con un approccio originale l'amministrazione comunale di Bagno di Romagna lancia il progetto di rigenerazione urbana di S. Piero in Bagno. Lo fa attraverso un bando che dà avvio a percorsi di partecipazione, con l'obiettivo di migliorare la vivibilità urbana del comune romagnolo....