Sussidiarietà quotidiana nelle metropoli
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giovedì 19 maggio 2011 | Fabrizio Rostelli   
Chi vive nelle grandi città dimostra maggiore sensibilità ecologica
La massima espressione del principio di sussidiarietà nel nostro ordinamento è rappresentata dall’articolo 118 comma 4 della Costituzione; il progetto di Labsus è quello di mettere a conoscenza i cittadini di questa significativa novità, affinché possano cogliere le opportunità che ne derivano. Fornire esempi concreti spesso è il modo migliore per spiegare in cosa sussiste il concetto di sussidiarietà, all’apparenza poco concreto e difficile da mettere in pratica.
Chi sceglie comportamenti quotidiani eco-compatibili sta già mettendo in atto il principio di sussidiarietà
In realtà molti cittadini dimostrano di svolgere autonomamente attività di interesse generale, senza la consapevolezza di aver applicato il principio di sussidiarietà. Se esiste il rischio di interpretare in un’ottica sussidiaria anche azioni e fattispecie che non riguardano questa sfera, è altrettanto vero che tutti quei comportamenti privati che favoriscono ad esempio l’uso sostenibile delle risorse naturali e dell’energia, la raccolta differenziata, oppure la mobilità sostenibile, costituiscono il nucleo di quella che è stata definita sussidiarietà quotidiana.
Visitando la sezione casi ed esperienze di Labsus, oppure il sito greenMe, ci si rende conto di come le scelte eco-compatibili di ogni giorno già stiano facendo la differenza.

Recente indagine sulla sensibilità ambientale


I risultati di un recente studio cinese ed americano confermano questa ipotesi e forniscono nuovi spunti di riflessione; in seguito ad un’indagine su circa 5mila cinesi, i ricercatori del Center for systems integration and sustainability dell’università del Michigan hanno dimostrato che gli abitanti delle grandi città, come Pechino o Shangai, sono più sensibili all’ecologia rispetto a chi vive nelle piccole città.
Xiaodong Chen, uno degli autori della ricerca sottolinea come il reddito non influisca sulla propensione a condotte virtuose riguardo l’ambiente, “anzi i più poveri che vivono nelle metropoli sentono molto la questione, perché una scarsa qualità ambientale li minaccia ancor più da vicino rispetto a chi non ha problemi economici”. Il fattore lavoro invece sembra determinante per la formazione di una “coscienza verde”, gli impiegati ad esempio sono più attenti all’ambiente; da considerare anche l’accesso ai mezzi di comunicazione, indubbiamente superiore nelle metropoli.
Le politiche ambientali in Cina, dato lo sviluppo urbano vorticoso, non possono prescindere da questi dati, in un paese dove coesistono casi di estremo degrado sociale e di inquinamento ambientale e progetti innovativi (città di Dezhou).
Secondo un altro studio americano del 2009, comportamenti ecologici individuali virtuosi e costanti potrebbero essere più efficaci del protocollo di Kyoto.

Prospettive per i cittadini del domani

Tornando in Italia, ormai in molti scommettono su una politica di cambiamento dal basso, non ci si chiede più soltanto quali provvedimenti dovrebbe attuare l’amministrazione, ma si focalizza l’attenzione anche sulle azioni dei singoli.

Il lavoro di Labsus ha come obiettivo proprio ribaltare la visione tradizionale, poiché sussidiarietà significa assunzione di responsabilità, sia da parte dei cittadini (per approfondimenti leggere l’editoriale del prof. Gregorio Arena sulla responsabilità sociale individuale) ai quali non è più sufficiente il meccanismo della delega, sia da parte dell’amministrazione, che dovrebbe favorire la cittadinanza quando si applica nella tutela dei beni comuni.

Incentivare comportamenti quotidiani sostenibili, che altro non sono che semplici norme consuetudinarie (social norms negli USA), vuol dire trasformare la società in una comunità responsabile, in cui gli amministrati partecipano attivamente e consapevolmente alle scelte dell’amministrazione; in questa prospettiva la sussidiarietà quotidiana rappresenta la base per sviluppare forme di sussidiarietà e regolamenti sempre più efficaci.
 
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