Le cooperative di comunità
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lunedì 23 maggio 2011 | Daniela Finamore   
Un'opportunità per territori e persone
I casi concreti esposti mostrano come la cooperazione risulti una risposta efficace, da parte della società civile, alla carenza di servizi pubblici necessari alla sopravvivenza di piccole realtà locali. Tutela del territorio, occupazione, innovazione e sostenibilità sono le parole chiave per comprendere appieno le attività poste in essere da tali cooperative.
Le cooperative promuovono servizi che Pa e imprese non sono capaci di fornire
Le cooperative si propongono la finalità di promuovere e valorizzare servizi ed assistenza che le amministrazioni e l’imprenditoria ordinaria non sono capaci di fornire per l’esistenza di comunità di persone di vario tipo. Ai cittadini viene dunque data l’opportunità di organizzarsi per risolvere problemi propri e della collettività. La cooperativa nasce come impresa, ha un fine economico, ma trova le proprie radici nella volontà delle persone di unire sforzi e capacità per soddisfare bisogni ed esigenze comuni. I concetti di solidarietà, cooperazione, mutualità e sussidiarietà sono talmente radicati in tali gruppi che il raggiungimento dell’utile economico passa in secondo piano.

Esperienze concrete di cooperazione

Tra i vari casi presenti del documento ivi analizzato vi è quello della Cooperativa "I Briganti di Cerreto", costituitasi nel 2006 in un piccolo comune di 80 abitanti dell’Appennino tosco-emiliano. La società si occupa di cura e gestione del territorio utilizzando la formula del turismo di comunità: un nuovo tipo di accoglienza turistica che si rivolge a coloro che sono attratti dall’autenticità dei luoghi, dalla spontaneità dei rapporti umani, dall’accoglienza degli abitanti del paese che guidano i visitatori alla scoperta del territorio. I risultati dell’attività della cooperativa sembrano molto positivi: sono stati creati diversi posti di lavoro, vi è stato un incremento del turismo e l’introito economico ha permesso alla società di andare avanti alla ricerca di nuove forme vincenti di cooperazione.

Il bisogno di mantenere e gestire beni comuni ha portato alla nascita della Cooperativa Cogestre, in provincia di Pescara. Tale società, in collaborazione con altre associazioni, ha iniziato la propria opera tramite interventi nel settore agricolo. Tuttavia tale attività primaria ha incentivato la nascita di un ciclo produttivo incredibile: infatti, i beni agricoli coltivati dalla cooperativa, vengono trasformati in prodotti tipici locali ed infine serviti nel ristorante gestito dalla società stessa.

Non si tratta tuttavia di materiali esclusivamente alimentari; la conoscenza e l’assiduità con cui i soci si prestano ad agire ha permesso di portare avanti dei laboratori di tessitura e case specializzate in editoria naturalistica. Tutto ciò tramite l’utilizzo di tecnologie sostenibili grazie alle quali la cooperativa mira, entro pochi anni, a raggiungere una completa autonomia del fabbisogno energetico.

L'importanza della collaborazione

L’unione e la collaborazione tra le cooperative risulta dunque essenziale per portare avanti azioni proficue nella gestione dei beni comuni di una data collettività. L’importanza di attività condotte da società che operano insieme ha spinto Legacoop a siglare accordi con vari enti tra cui l’associazione "Borghi autentici d'Italia". Quest’ultima si propone di valorizzare tradizioni culturali ed economie locali di piccole realtà comunali: il progetto delle cooperative di comunità è valutato in maniera molto positiva e si ha l’intenzione di accrescere l’operato della collettività puntando in modo particolare sulla partecipazione giovanile.

Grande sostenitore delle cooperative è anche Roberto Messina, presidente di Federlegno, il quale intende far sì che le società da noi considerate possano divenire i soggetti interlocutori primari dell’imprenditoria, così che agricoltura ed artigianato locali continuino ad essere la base per i prodotti di qualità made in Italy esportati in tutto il mondo.
 
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