Il motore della sussidiarietà
Il primo intervento in ordine di tempo ha visto protagonista il Presidente di Labsus, Gregorio Arena, che ha individuato nella sussidiarietà orizzontale quel motore di cui l’Italia ha bisogno per ripartire. “Il principio è poco conosciuto e il termine piuttosto ostico” ha avuto modo di affermare il relatore, individuando tuttavia nell’espressione “cura civica dei beni comuni”la traduzione più idonea a sviluppare il contenuto del concetto in esame.
“La mission di Labsus è quella di diffondere il messaggio della sussidiarietà, per far partire quell’effetto valanga che possa rendere normale un qualcosa che oggi appare eccezionale” ha continuato Arena, che ha in seguito operato un rimando alla sezione Casi ed esperienze del sito www.labsus.org per dare una dimostrazione di quanto sia attuale e diffusa la voglia dei cittadini, in sé portatori di straordinarie risorse, di attivarsi per contribuire all’interesse generale. “Il vero problema è che spesso i cittadini si trovano di fronte ad una amministrazione totalmente indifferente se non addirittura ostile. L’obiettivo è quello di convincere le amministrazioni a venire incontro a questa voglia di partecipazione”, ha concluso il Presidente di Labsus.
Educare alla sussidiarietà
Michele Pirotta ha esordito nel suo intervento partendo da una descrizione dei tre canali in cui si articola l’attività della Fondazione per la sussidiarietà, individuandoli nell’alta formazione, nell’allestimento di Scuole di sussidiarietà diffuse su tutto il territorio nazionale e infine in attività di carattere culturale. Su questa base, Pirotta ha messo in risalto l’importanza delle attività educative e formative sostenute dalla Fondazione stessa partendo dal presupposto che il principio di sussidiarietà difende e incentiva la crescita “dal basso” delle diverse iniziative di risposta ai bisogni della collettività, le quali, dal canto loro, trovano terreno fertile solo se inserite in un contesto in cui gli organi di governo dello Stato fanno propria l’idea che tale principio, se concretamente attuato, possa rendere virtuosa la vita dello Stato stesso.
“E’ perciò necessario partire dai Comuni, per definizione l’ente più vicino ai cittadini, per avere il polso di quelle che sono le necessità su cui poi andare ad agire per fare formazione”, continua Pirotta. E conclude con una riflessione: “La sussidiarietà deve necessariamente coniugarsi con parole quali responsabilità e fiducia e da ciò ne deriva che l’ente superiore non può affidarsi all’ente inferiore se non c’è responsabilità, non c’è fiducia”.
Per la Fondazione per la sussidiarietà ha preso brevemente la parola anche Gianpiero Ruggiero, che ha tenuto a sottolineare come i decreti attuativi del cosiddetto federalismo fiscale nonché il decreto 150 del 2009 (meglio noto con il nome di “Riforma Brunetta) vadano esattamente nella direzione di una concreta attuazione del principio di sussidiarietà, nella sua accezione tanto verticale quanto orizzontale.






