Misurare il valore economico del volontariato
PDF Stampa E-mail
venerdì 30 settembre 2011 | Maria Cristina Marchetti   
Verso una valorizzazione del lavoro volontario
L'International Labour Office (ILO), in collaborazione con il Programma delle Nazione Unite per il volontariato, il Centro Studi sulla società civile della Johns Hopkins University (CCSS) e Centro europeo per il volontariato (CEV) ha lanciato "The European volunteer measurement project" che ha dato vita ad una prima bozza del manuale per la misurazione del valore del volontariato. Lanciato in occasione dell'anno europeo del volontariato, il programma costituisce un importante contributo al riconoscimento del ruolo che il volontariato svolge nelle economie dei diversi paesi.
Il lavoro volontario coinvolge circa centoquaranta milioni di persone, rappresentando la settima economia al mondo.

Perché misurare il valore del volontariato?

 

L'accento posto sul valore sociale del volontariato e sulla sua capacità di intervenire in momenti di crisi, ha fatto passare in secondo piano il suo valore economico. Solo per citare alcuni dati, circa centoquaranta milioni di persone al mondo svolgono un lavoro volontario, contribuendo con circa 277 milioni di euro all'economia globale. Se si trattasse di uno stato, sarebbe l'ottavo paese al mondo per popolazione e la settima economia mondiale. Il contributo in termini di tempo del lavoro volontario è circa il doppio del suo contributo in termini di denaro. Ai dati economici si aggiungono i ben noti contributi che il lavoro volontariato offre in termini di solidarietà sociale, integrazione e lotta all'esclusione, ecc. Il manuale ha previsto un grande lavoro di armonizzazione metodologica per la raccolta di dati sul lavoro volontario poter arrivare a quantificarne il valore economico.

 

Una metodologia unificata

 

Malgrado ciò non sono stati fatti grandi passi avanti nel riconoscimento del contributo che il volontariato dà all'evoluzione delle dinamiche del mercato lavoro. I pochi contributi esistenti, restano frammentari e incapaci di restituire una visione globale del fenomeno. Come si legge, nel rapporto "What is not counted cannot be effectively managed". Infatti la mancanza di un sistema di misurazione non è solo una questione accademica, in quanto impedisce la valorizzazione di questa importante risorse attraverso politiche specifiche. La prima fonte di raccolta dati sono le indagini nazionali sulla forza lavoro che già da tempo dedicano un'attenzione al lavoro volontario. In alternativa esistono ricerche sociali o banche dati delle associazioni che possono integrare le informazioni.

 

Lavoro volontario: una definizione

 

Una delle questioni principali è quella inerente la definizione di lavoro volontario, che è tutt'altro che unanime e condivisa. Numerose sono infatti le definizioni riportate nel rapporto che propone a sua volta di definire il lavoro volontario come: "Unpaid non-compulsory work; that is, time individuals give without pay to activities performed either through an organization or directly for others outside their own household" (p. 13). La prima considerazione è che tale definizione include il "lavoro", nel senso che il volontariato può produrre beni e servizi. La seconda considerazione riguarda l'assenza di remunerazione: il lavoro volontario per definizione non è retribuito, anche se sono previste forme di compenso in forma di rimborsi spese, ecc. inoltre non deve essere un'attività obbligatoria, ma deve restare una libera scelta di chi la compie.

 

Problemi e prospettive

 

Il manuale evidenzia anche le difficoltà insite in un progetto di unificazione metodologica della rilevazione dei dati, dovute alle differenze culturali, economiche e sociali dei diversi paesi coinvolti. A ciò si aggiunge il fatto che l'obiettivo specifico che il manuale si propone è quello di quantificare il valore economico del lavoro volontario, anche al fine di indirizzare le politiche in questo settore.

 
Categorie
 

 

La Pubblica Amministrazione su Facebook e Twitter

Fabio Fioravanti - 11 giugno 2013

Si è svolto venerdì 28 maggio, al Palazzo dei Congressi di Roma, un incontro incentrato sull’utilizzo della PA di strumenti come Facebook e Twitter. L’incontro rientra nel ciclo di eventi  organizzato da Forum PA (Forum PA 2013) che ha visto la partecipazione di un grande numero di esperti nel settore impegnati in attività di “modernizzazione” della PA. Focus dell’anno: "Il Paese alla sfida della trasparenza". Il ciclo di incontri del Forum PA 2013 ha toccato diverse tematiche incentrate sull’idea di una PA più moderna e vicina al cittadino. Oltre questi incontri, che si sono svolti al Palazzo dei Congressi di Roma, sono state molteplici le esperienze corollarie come dibattiti preliminari o approfondimenti successivi. Labsus ha partecipato al Forum PA 2013 con il suo Presidente Gregorio Arena (il 30 maggio, alla Giornata della Cittadinanza Attiva)....

 

Bagno di Romagna ripensa il centro storico

Filippo Ozzola - 17 maggio 2013

"Ripensare il centro storico": con un approccio originale l'amministrazione comunale di Bagno di Romagna lancia il progetto di rigenerazione urbana di S. Piero in Bagno. Lo fa attraverso un bando che dà avvio a percorsi di partecipazione, con l'obiettivo di migliorare la vivibilità urbana del comune romagnolo....

 

Libertà personale e bene comune

Marianna Russo - 4 giugno 2013

Gli autori ripropongono due correnti filosofiche, apparentemente separate e distinte, formando un nuovo filone per cui queste solo insieme acquistano maggior significato....

 

Rapporto CGIL: serve un piano lavoro per l'occupazione

Angela Gallo - 16 giugno 2013

A partire dai dati Istat il rapporto CGIL "La ripresa dell'anno dopo - Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione" ricostruisce le dinamiche dei principali aggregati economici offrendo ipotesi di scenario sui tempi della ripresa e della crescita. La creazione di nuovo lavoro sembra la via d'uscita dalla crisi....

 

Aggiornati sull'Italia dei beni comuni!

Iscriviti alla nostra newsletter.

Iniziative

 

Una cabina di regia siciliana per la tutela dei beni comuni

Administrator - 16 giugno 2013

All'insegna delle 3C (collettività, comunità, cittadinanza) è stata presentata, sabato 8 giugno, presso il teatro Eschilo di Gela, la prima edizione degli "Stati Generali della Società Civile". Il presidente di Labsus Gregorio Arena è intervenuto con una relazione sul tema "La cittadinanza attiva nella Costituzione", proponendo la creazione di una cabina di regia siciliana per la cura civica dei beni comuni....