Cosa sono i beni comuni
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venerdì 04 novembre 2011 | Daniela Finamore   
Un'indagine sui beni comuni sottoposta ai partecipanti di Terra Futura

Il Laboratorio di statistica per la ricerca sociale ed educativa, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, ha pubblicato nei giorni scorsi un’indagine riguardo ai beni comuni. Il gruppo di ricerca ha svolto il proprio lavoro nell’ambito dell’ottava edizione di Terra Futura, in quanto nel corso di quest’ultima si è a lungo dibattuto riguardo a cosa siano realmente i commons ed in che modo essi debbano essere tutelati.

Cittadini attenti ai temi della sostenibilità e ad un uso corretto delle risorse

Obiettivi dell'indagine

 

Il laboratorio ha sottoposto dei questionari a 800 visitatori dell’ottava edizione di Terra Futura, tenutasi a Firenze dal 20 al 22 maggio 2011. Nel corso dell’evento in questione vi sono state presentazioni di progetti ed incontri riguardanti l’importanza dei beni comuni e la loro relativa tutela come base per il miglioramento della qualità della vita. I ricercatori hanno dunque stimolato l’attenzione dei visitatori riguardo a cosa essi intendano veramente per commons. L’indagine statistica si propone di raggiungere un duplice obiettivo: da una parte rilevare ed analizzare le opinioni riguardo ai beni comuni di un pubblico tendenzialmente attento alle tematiche attinenti alla qualità della vita e dall’altra parte alimentare una riflessione attenta sui nostri stili di vita individuali, i quali, se venissero esposti alla collettività tramite un percorso di condivisione-critica-costruzione, aiuterebbero la crescita di una cittadinanza consapevole e responsabile.

La scelta dei commons

 

Analizzando il campione dei soggetti intervistati, ossia cittadini sensibili alle tematiche della responsabilità singola ed individuale, vediamo che i partecipanti a Terra Futura appartengono prevalentemente alle giovani generazioni: la fascia che trova la più alta percentuale è quella che va dai 18 ai 39 anni e più della metà degli individui appartenenti a tale fascia ha un titolo di studio pari o superiore alla laurea triennale. Riguardo alle motivazioni, il 60% degli intervistati ha partecipato perché molto interessato ai temi, il 24% per motivi di lavoro ed il restante per mera curiosità. Ai rispondenti al questionario è stato chiesto di scegliere, da un elenco di beni comuni appositamente riferito ai position papers di Terra Futura, i commons ritenuti più importanti e quelli considerati meno rilevanti: le scelte positive hanno visto prevalere equità sociale, salute ed ambiente mentre spazio pubblico per le religioni, sicurezza e pluralismo culturale sono stati ritenuti beni non relativamente importanti rispetto ad altri presenti nell’elenco.

Tutela dei beni e qualità della vita

 

E’ evidente che i tre beni comuni che hanno ricevuto la gran parte delle percentuali positive sono pienamente in contatto con il tema della qualità della vita. Salute, ambiente ed equità sociale, infatti, sono tutti e tre degli aspetti legati alla qualità in ambito pubblico e privato: vi è la consapevolezza del genere umano di concentrarsi non tanto sulla quantità dei propri bisogni ma soprattutto sulla qualità degli stessi e vi è la relativa responsabilità di soddisfare tali necessità non con indifferenza ma sempre con una certa qualità, ossia rispettando le diverse culture e specificità individuali e collettive esistenti sul pianeta. È di fondamentale importanza il fatto che l’equità sociale, quindi un bene non materiale e non tangibile, sia considerato un commons, un bene collettivo che richiede la partecipazione condivisa per la propria tutela, in quanto, solo tramite un’elevata preminenza dell’equità sociale all’interno della scala dei valori di una collettività, dunque tramite un uguale accesso di tutti alle risorse, è possibile un cambiamento nei correnti modelli di sviluppo e di vita.

 
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